Rigassificatori
Lettera Aperta di un Falconarese

Salve,
martedì 8 giugno diversi cittadini per 2-3 ore hanno assistito al Consiglio Regionale, io ero tra questi e questa se vi può interessare è la mia testimonianza diretta.
DA CITTADINO FALCONARESE MI SONO SENTITO MORIRE…una, dieci, cento volte…perchè ?
Per rabbia e sdegno nel percepire una volontà politica ben precisa, estesa a non voler porre la questione del rigassificatore di Falconara sullo stesso piano di quello di Porto Recanati.
Letti i giornali del giorno dopo e l’emendamento alla mozione approvata dalla maggioranza si possono sostenere tante tesi empiriche ma in verità martedì hanno parlato molto di più gli atteggiamenti in aula e le tante volte che si è taciuto sulla nostra città e costa, sul progetto che di fatto si inserisce in un contesto già di Area Elevato Rischio, come se poi Senigallia, Montemarciano, Ancona non ne fossero danneggiati economicamente in immagine, turismo, pesca, incolumità,, ecc ed altrettanto rispetto alle zone a SUD del Conero.
A SUD tutti Sindaci contrari, a nord invece ?
Senigallia, Montemarciano, Ancona…che dicono ? Va tutto bene ?
QUESTE A MIO AVVISO DOVREBBERO ESSERE LE DOMANDE DA PORRE.
Quello di Falconara è a soli 15 Km dalla costa prende dentro tutti e a tutti i livelli: turistico-ambientali, economici (pesca e svalutazione costa, immobili….tutto), incolumità.
Penso alla spiaggia di Velluto e mi viene da sorridere…penso al Passetto e al porto di Ancona senza andare oltre e alle ingenti risorse dedicate ogni hanno alla riqualificazione del litorale.
Non lo so come andrà a finire…di sicuro sarò tra coloro che non se ne staranno seduti sulla sponda del fiume a vedere che oltre al maggior numero di leucemie e tanto altro dovremo subire anche l’impatto di un RIGASSIFICATORE.
Ieri si trattava di mozioni, qualcuno potrebbe sostenere quindi poca cosa ma in aula per il tratto di costa a nord del Conero TIRAVA UNA BRUTTA ARIA…BRUTTISSIMA…io da cittadino come molti altri mi sono sentito proprio discriminato.
I cittadini di Porto Recanati, presenti, guardavano e parlavano a noi di Falconara (a margine del Consiglio) con un tono che sapeva di COMPASSIONE…per come l’hanno impostata in Regione, dicevano, qualora il Governo decidesse di accelerare, in effetti, c’è poco da stare sereni.
Mi chiedo da ieri: “che altro devono fare a questo territorio perché noi tutti ci si desti indipendentemente dalle rispettive appartenenze ?”
Alcuni amici, informati della mia presenza in aula, mi hanno chiesto come fosse stata votata la mozione che trattava esplicitamente Falconara, ovvero quella presentata dal Consigliere Binci (SEL):
14 a favore - 15 contrari - 1 astenuto
Una parte dell’opposizione (PDL e Lega) ha certamente votato questa mozione e giudicate voi se per la nostra situazione fosse troppo pretendere che i Consiglieri di maggioranza peraltro già sostenitori della mozione Porto Recanati (Giorgi/IDV e Pieroni Alleanza Riformista e Ricci PD) dovessero fare altrettanto.
Perchè non appoggiare anche la mozione in cui si specificava Falconara assieme a Porto Recanati ?
Per una volta la Politica avrebbe dato un bel segnale…invece NO.
Sinceramente non so come abbiano votato i Consiglieri del PD (Falconaresi e non) e più di tanto non ci voglio entrare, ognuno è libero di informarsi e farsi la propria idea, qui mi sforzo solo di raccontare i fatti, come li ho vissuti io dal pubblico.
Peraltro l’emendamento della maggioranza è stato ripreso da Binci e proposto inserito sulla sua Mozione messa a votazione…proprio perché la maggioranza si era espressa in termini plurali non aveva senso affossare quest’ultima, Lega Nord ed alcuni del PDL l’hanno votata dopo aver dichiarato interesse a porre attenzione sul litorale a nord del Conero…(Senigallia turismo ecc.) tanto quanto per quello SUD.
Capite ?
Lega e singoli consiglieri del PDL lo avranno fatto anche per opportunismo ? Io non lo so se è stato per mettere in difficoltà la maggioranza ma quest’ultima fosse stata “PULITA” a mio parere doveva e poteva accettare la sfida: ora i punti inseriti agli occhi ed orecchie di un cittadino mediamente informato suonano a rassicuranti mentre nella sostanza lasciano aperta la porta ancora una volta all’intervento del Governo.
Se il Governo tira fuori un Piano energetico Nazionale e risponde al secondo punto dicendo:”…NON FA MALE…” la mozione di martedì che PD, IDV e UDC hanno votato è carta straccia ed il Progetto di Falconara a quel punto passa perché per Porto Recanati martedì si sono espressi tutti contrari (maggioranza ed opposizioni oltre al fronte dei sindaci della zona) e durante gli interventi il PDL, per bocca di Zinni, ha detto che il partito pur votando contro lascia le porte aperte rispetto all’ipotesi di venire in soccorso del Governo qualora da Roma si chiedesse disponibilità a realizzarne uno nella nostra Regione.
Avendo votato contro quello di Porto Recanati pensate cambieranno idea ? A quel punto quale va avanti ? Ovviamente quello di Falconara.
Martedì per alcuni è stata una questione politica, se il Consiglio Regionale voleva chiudere il discorso rigassificatori dopo le dichiarazioni di voto ed i numerosi interventi avrebbe dovuto far passare anche la mozione Binci (SEL), così PD e IDV si sarebbero giovati anche del voto di PDL e Lega e la REGIONE tutta avrebbe espresso una volontà forte…tutto ancora in ballo invece, tutto da rifare.
Chi le spiega queste cose ai cittadini ?
Qui propongo alcuni link, si tratta di articoli di giornale web sul Consiglio di martedì….PORTO RECANATI, solo PORTO RECANATI:
http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=429045
http://www.cronachemaceratesi.it/?p=28936
Magari questa mia lettera porterà altri a scrivere un commento e pertanto ringrazio già da ora se riterrete di poterla pubblicare, mi aiutereste per certi versi a dare un senso al tempo che martedì (volontariamente) da cittadino che tiene al proprio territorio e alla propria incolumità ho inteso dedicare a questo momento e dischiuderebbe il mio stomaco…rimasto bloccato da allora.
Voglio fare qualcosa per casa mia e la farò prima di tutto per mia moglie ed i miei 3 figli e perché nessuno può togliermi la dignità di essere falconarese.
Un cordiale saluto,
Roberto Cenci
Falconara M.ma (An)

Il 12 marzo 2010 si è tenuta un’assemblea pubblica presso il Cineteatro Adriatico di Porto Recanati, nella quale si prometteva un democratico incontro con l’attuale governatore delle Marche: Gian Mario Spacca.
Purtroppo il presidente si è limitato a fare il suo monologo e poi è letteralmente scappato via.
Il video che ho fatto è un breve ma significativo estratto del suo discorso e mette in evidenzia il suo modo di considerarci e rappresentarci:

Rigassificatori No Grazie # video gruppo_3
L’ultimo gruppo di video dell’assemblea pubblica “Rigassificatori No Grazie”, cronologicamente successivi a quelli già pubblicati in precedenza:
Rigassificatori No Grazie # video gruppo_1
Rigassificatori No Grazie # video gruppo_2

Rigassificatori No Grazie # video gruppo_2
Altri video dell’assemblea pubblica “Rigassificatori No Grazie”, che seguono quelli già pubblicati in precedenza (Rigassificatori No Grazie # video gruppo_1)

Rigassificatori No Grazie # video gruppo_1
Venerdì 5 marzo 2010, presso il Cinema Arena Italia di Numana, si è svolta l’assemblea pubblica sui rigassificatori offshore delle Marche organizzata dal gruppo ImpegnaTi per Sirolo in collaborazione con il Comitato Rigassificatore No Grazie di Porto Recanati.
Di seguito i primi video della serata:

Approfitto della pubblicazione della locandina dell’assemblea sui rigassificatori per raccontarvi una storiella che forse in tanti già conoscente:
La Rana e lo Scorpione
Una rana e uno scorpione si incontrarono davanti a un fiume. Entrambi volevano passare dall’altra parte, e se la rana non aveva difficoltà, lo scorpione era preoccupato, perché non sapeva nuotare.
“Per piacere, mia cara rana, mi porteresti dall’altra parte del ruscello?” chiese lo scorpione, con la voce più dolce che gli riuscì di fare.
“Fossi matta!” gli rispose la rana “Non provare nemmeno ad avvicinarti, non ho nessuna voglia di farmi pungere da te”.
“Ma ragiona, ranocchietta: se tu mi aiuti a passare il fiume prendendomi sulla groppa, io mai e poi mai ti pungerei: se lo facessi, annegherei, perché non so nuotare”.
La rana rifletté, e decise di aiutare lo scorpione, un po’ perché aveva paura che altrimenti la avrebbe punta, un po’ perché era un animale generoso, e dopo tutto lo scorpione non le aveva fatto niente di male.
E così lo scorpione saltò in groppa alla rana, e tutti e due si buttarono in acqua. Erano già a metà del percorso, proprio in mezzo al fiume, quando la rana sentì un dolore acutissimo sulla schiena. “Ma come?” esclamò “mi hai punta! E ora moriremo tutti e due, io per il veleno, e tu perché annegherai! Ma perché lo hai fatto?” E lo scorpione rispose: “Già, perché l’ho fatto? Perché pungere è la mia natura, e io non posso farci niente”.
GAZ de France e API Nuova Energia sono scorpioni per natura ed è da stolti cedere alle loro lusinghe, perché quando sentiremo gli effetti del pungiglione sarà ormai troppo tardi per tornare indietro.
In questo ipotetico gioco di ruoli noi comuni cittadini facciamo la parte delle rane buone ed un po’ ingenue, mentre GAZ del France e API Nuova Energia sono gli scorpioni che hanno bisogno del nostro consenso per attuare i loro piani.
Purtroppo già in tanti, a cominciare dai politici che in teoria avrebbero il compito di proteggerci, hanno abbassato la guardia e ceduto alle loro lusinghe.
“Loro sono forti, sono scorpioni, noi siamo delle semplici rane come possiamo opporci?”
E’ questo il tipo di ragionamento che ci incitano a fare onde ottenere il nostro consenso (il più delle volte si tratta di silenzio assenso).
Però in verità loro hanno estremamente bisogno di noi mentre noi non abbiamo assolutamente bisogno di loro (anche se fanno di tutto per convincerci del contrario).
Di fatto chi tace acconsente e questo alla GAZ de France e all’API Nuova Energia lo sanno benissimo, anzi ci fanno proprio affidamento.
Perciò non restare a guardare mentre distruggono il nostro ambiente, partecipa anche tu venerdì 5 marzo 2010 alle ore 21:00 all’Assemblea Pubblica “Rigassificatori No Grazie” che si terrà al Cinema Arena Italia di Numana.
[per la mappa su Google clicca qui]
E’ un’iniziativa di: ImpegnaTi per Sirolo

Non poter dire Si equivale a dire No?
Secondo il ragionamento della Regione Marche la risposta è Si.
Scusate la perifrasi ma in questi ultimi giorni i media regionali, tutti in coro, ci hanno detto e ridetto che la Regione Marche ha detto No al rigassificatore di Porto Recanati.
Però a me sembra scorretto dire che la Regione ha detto No quando in realtà non ha potuto dire di Si.
Facciamo un esempio: diciamo che vi chiedo in prestito 100 € e che voi onestamente mi diceste che non li avete. Questo per voi equivale a dire no, non te li presto?
Secondo me rispondere negativamente a qualcosa perché non la si può fare è differente dal dare la stessa risposta per scelta e convinzione personale.
Le conseguenze sono le stesse ma la motivazione è differente.
Forse quello che dico appare un po’ confuso e senza particolari conseguenze tangibili sulla questione del rigassificatore, però è proprio su questo che contano quelli che hanno diramato a tutto spiano il comunicato del “No della Regione”.
Fanno sembrare una cosa per un’altra, così tutti si rassicurano e plaudono le gesta di chi tra poco avrà bisogno del nostro voto.
Tanto per capirci: se dico No a causa di un impedimento e questo impedimento nel frattempo decade, posso dire di Si senza per questo essere considerato un voltafaccia.
Mentre se rispondo No per un scelta dettata da convinzioni personali, l’eventuale cambio di decisione ricadrebbe interamente sulla mia credibilità.
Nel verbale della conferenza di servizi istruttoria, svolta lo scorso 5 novembre, la Regione Marche esprimeva queste conclusioni in merito al progetto Tritone GNL:
«A seguito degli elementi emersi in fase di conferenza dei servizi, cui è preceduta una attenta istruttoria della documentazione integrativa presentata da parte di tutti i soggetti coinvolti, è emerso che nel complesso, non vi sono elementi ostativi alla realizzazione del progetto. [grassetto aggiunto]
Tuttavia, si rileva l’impossibilità di valutare adeguatamente gli aspetti relativi all’ambiente marino, principale componente dell’opera.
In particolare ad una specifica richiesta di integrazioni della Regione Marche (trasmessa con nota del 24.04.2009), non è stata data adeguata risposta.
Tale richiesta invitava ad “approfondire gli aspetti ecologici determinati dallo squilibrio termico e chimico, anche utilizzando in prima istanza i risultati di studi relativi ad impianti simili che comportino l’immissione in mare di acque con analogo impatto termico e chimico”: la documentazione presentata in risposta è esclusivamente di natura bibliografica, non supportata da dati di monitoraggio, né relativi al contesto in oggetto né riferiti ad altre situazioni analoghe esistenti, e non permette pertanto di valutare se dalla realizzazione dell’opera a mare potranno derivare effetti negativi sulle componenti ecosistemiche marine. I dati di monitoraggio e i modelli presentati nel SIA fanno riferimento solo alle concentrazioni di cloro e al delta termico e alle loro dinamiche spaziali; mancano dati o modelli relativi agli effetti derivanti dall’esposizione degli ecosistemi interessati, agli squilibri termici e chimici indotti dall’impianto.
Di conseguenza non è possibile stabilire né l’entità di tali potenziali danni né di individuare le eventuali misure correttive/compensative da porre in atto.
Per tali aspetti risulta necessario segnalare al Ministero dell’Ambiente, titolare del procedimento, tale carenza.»
[per visionare l’intero documento clicca qui]
In pratica «in data 8/2/2010 il dirigente della posizione di funzione Valutazioni ed Autorizzazioni Ambientali ha decretato che non è possibile esprimere parere positivo» rifacendosi a quanto già espresso nel verbale della conferenza di servizi che si è svolta il 5 novembre 2009.
Adesso la domanda sorge spontanea: perché hanno aspettato tanto per farci sapere che la Regione Marche ha espresso parere negativo al rigassificatore?
Dato che le argomentazioni di oggi sono le stesse identiche già espresse mesi prima, è lecito domandarsi perché tanto ritardo nel dare la segnalazione.
Tra l’altro successivamente alla conferenza di servizi (5/11/2009) si sono tenute a Loreto due assemblee del Comitato RigassificatoreNoGrazie (14/12/2009 e 15/01/2010) e ad entrambe ha presenziato l’Assessore Badiali come portavoce della Regione Marche.
Eppure lui un secco “No” da parte della Regione Marche non lo ha mai riferito (chi volesse approfondire può guardarsi i video: “Rigassificatore? Troppi dubbi…” - A Carte Scoperte), anzi si barcamenava come poteva tra i fischi della sala a causa dell’atteggiamento della Regione verso la fattibilità del progetto Tritone GNL.
E così una seconda domanda sorge spontanea: perché Badiali non ha detto in quelle due specifiche occasioni che durante la conferenza di servizi la Regione in sostanza aveva detto “No” al rigassificatore?
Le motivazioni del “No” al rigassificatore riportate nel comunicato datato 08/02/2010 sono identiche alle perplessità espresse durante la conferenza di servizi del 05/11/2009.
Solamente che il 5 novembre erano delle carenze da segnalare al Ministero dell’Ambiente a seguito dell’affermazione «che nel complesso, non vi sono elementi ostativi alla realizzazione del progetto», mentre l’8 febbraio le stesse carenze sono diventate i pilastri del “No della Regione al Rigassificatore di Porto Recanati”.
Riassumendo:
- 5/11/2009 nel verbale della conferenza di servizi la Regine dice che non vi sono elementi ostativi alla realizzazione del progetto Tritone GNL salvo segnalare alcune carenze al Ministero dell’Ambiente.
- 14/12/2009 e 15/01/2010 l’Assessore Badiali, durate le assemblee organizzate a Loreto dal Comitato RigassificatoreNoGrazie, parla pubblicamente della posizione della Regione senza sottolineare l’importanza delle carenze segnalate al Ministero dell’Ambiente, anzi afferma che non ci saranno sviluppi prima dell’estate.
- 8/02/2010 comunicato della Regione che dice che non è possibile esprimere parere positivo per via delle carenze segnalate al Ministero dell’Ambiente (le stesse che mesi prima non facevano neppure pendere l’ago della bilancia) e i media iniziano a pubblicare titoli di questo tipo: La Regione Marche dice No al rigassificatore di Porto Recanati.
se questa cronologia di eventi vi rimane inspiegabile è perché manca ancora un evento futuro che chiarisce tutto:
- 28 e 29/03/2010 Elezioni Regionali

Istanza di Autorizzazione - Provincia di Macerata
Di nuovo per merito del Comitato RigassificatoreNoGrazie abbiamo a disposizione un interessante documento riguardante l’iter procedurale per la valutazione di fattibilità del progetto Tritone GNL di GDF Suez.
Nel dettaglio si tratta dell’Istanza di autorizzazione della Provincia di Macerata del 23 febbraio 2009.
[clicca qui per consultare il documento con note evidenziate aggiunte]
[clicca qui per consultare il documento senza note evidenziate]

Consumo di GAS - dati ufficiali

Poco meno di un mese fa rimanevo colpito da una affermazione letta sul sito della Borsa Italiana: «Il Garante sottolinea poi che diminuisce ancora la produzione nazionale e “con l’entrata in funzione del rigassificatore di Rovigo e con il completamento di altri gasdotti, la capacita’ di approvvigionamento di gas e’ cresciuta, ma non e’ ancora sufficiente per promuovere un piu’ rapido sviluppo ed efficientamento del mercato”.»
Dopo aver assistito a diverse assemblee contro i rigassificatori ed essermi documentato sull’argomento, venire a conoscenza che organi istituzionali non vedono altro che la necessità di «un piu’ rapido sviluppo ed efficientamento del mercato», senza minimamente tener conto dell’impatto che questi impianti hanno sull’ambiente mi ha particolarmente contrariato.
Capisco che per chi di mestiere fa speculazioni finanziarie un rigassificatore off-shore equivale ad una nave carica di sementi (per loro sono dati su un monitor o al massimo qualche foglio di carta inchiostrata), però al lato pratico non è affatto così.
In più, mettendo da parte le considerazioni in tutela dell’ambiente, impianti del genere creano scompensi economici a chi lavora nel settore turistico con gravi ripercussioni sull’economia di una vasta zona attigua a questo tipo di impianti.
D’altro canto però l’introito turistico è tropo frazionato e ripartito, di conseguenza non facilmente cartolarizzabile.
Quindi per i maghi della finanza creativa che ci hanno donato banche divora risparmi, il settore turistico è del tutto marginale.
Sanno benissimo che questo settore riesce a sfamare molte famiglie che di turismo ci campano, però anche questo è secondario anzi irrilevante.
Perciò abituiamoci sempre di più a sentire considerazioni come quelle fatte recentemente dal presidente dell’Autorità dell’Energia Alessandro Ortis, che nella sua Relazione alle commissioni parlamentari competenti sullo stato del mercato dell’elettricità e del gas ha ribadito la necessità di maggiori fonti di approvvigionamento: «Analizzando l’organizzazione e il funzionamento dei mercati, con particolare riferimento ai profili della loro concorrenzialità ed efficienza si registrano ancora forti e importanti asimmetrie tra il settore elettrico, che sicuramente vive una fase più avanzata, e quello del gas, il cui assetto competitivo non risulta ancora sufficientemente sviluppato e che ancora richiede importanti interventi infrastrutturali, di liberalizzazione e regolazione procompetitivi».
Che poi il gas effettivamente ci serva non è assolutamente importante.
Infatti sul sito del Ministero dello Sviluppo economico si trovano i dati del consumo di gas in Italia dal 2003 al 2009, e comparando i dati ufficiali salta fuori questo eloquente diagramma:
[clicca sull’immagine per ingrandire]
Come potete vedere il 2009 ha segnato un notevole ribasso del consumo di gas e la persistente crisi economica non fa presagire la necessità di installare rigassificatori ovunque si possa.
D’altronde lo stato Italiano non si è dotato neppure di un piano energetico nazionale, perciò è facile per i fautori dei rigassificatori dire che servono senza timore d’essere smentiti da organismi istituzionali preposti alla valutazione delle esigenze concrete del paese.
Cosi ci restano solamente i garanti per «la promozione della concorrenza e dell’efficienza» che in mancanza di un piano energetico nazionale possono non tener conto che:
- stanno per ultimare il potenziamento del gasdotto algerino Ttpc che trasporterà 6,5 miliardi di metri cubi di gas in più l’anno
- l’ENI ha già iniziato il potenziamento del gasdotto Tag per consentire il trasporto aggiuntivo di 3,2 miliardi di metri cubi annui
- entro la fine del 2012 la società Galsi s.p.a. dovrebbe terminare la costruzione di una nuova pipeline che trasporterà annualmente 8,5 miliardi di metri cubi di metano aggiuntivo
- nel 2013 dovrebbe essere inaugurato il gasdotto South Stream che attraverso la Grecia trasporterà il gas russo fino in Puglia
Per loro un rigassificatore è solamente una voce in più nel computer, invece per la gente che ci vive appresso è tutt’altra cosa.
Purtroppo i nostri politici considerano il mondo azionario più veritiero del mondo reale e a furia di scambiare una realtà per un’altra stanno trasformando un territorio di chiara valenza turistica in un hub del gas.
Un suicidio sociopolitico da scongiurare con tutta la forza (da non confondersi con violenza) che abbiamo a disposizione, altrimenti rischiamo di trovarci letteralmente alla canna del gas.

Nel post “C.T.R. sicurezza” ho scritto: «Hanno chiesto a uno che fa impianti se si possono fare impianti», in realtà però è peggio di così.
Perché il Prof. Valerio Cozzani è coordinatore di un progetto europeo da svariati milioni di euro finanziato anche da GDF Suez: iNTeg-Risk
In Italia il conflitto di interesse è visto come un fattore di poca importanza, però questa visione distorta della realtà non cambia di una virgola la gravità della circostanza.

Il comitato RigassificatoreNoGrazie ha messo a disposizione un importante documento: CTR Marche del 24 novembre 2009.

Argomento
GDF SUEZ Energy Italy
Autorizzazione alla realizzazione ed esercizio di un terminale offshore per la rigassificazione di gas naturale liquido da realizzarsi al largo della costa della regione Marche, presso Porto Recanati.
Relazione del gruppo di lavoro incaricato dell’esame del Rapporto di sicurezza preliminare presentato ai sensi del D. L.vo 334/99 e s.m.i ai fini del rilascio del Nulla Osta di Fattibilità

Consiglio a tutti la lettura integrale del documento «visionabile cliccando qui». Di seguito invece trovate le trascrizioni delle parti che mi hanno colpito maggiormente e per non fare confusione le mie note le ho scritte in grassetto blu.

Dal verbale del gruppo di lavoro allegato al rapporto preliminare del Dipartimento dei Vigili del Fuoco delle Marche
13) [..] Si rappresenta che per tutti i 23 eventi incidentali presi in considerazione si esclude la possibilità di effetti dominio poiché la durata del fenomeno è sempre ipotizzata inferiore a quanto indicato nella Tabella 1.C.11 del Rapporto di Sicurezza. L’ipotesi che non avvenga un effetto domino inoltre è basata sulla certezza che tutti i sistemi di regolazione e protezione mantengano la propria funzionalità in ogni condizione. [..]
Osservazioni relative al metodo ad indici
Relativamente alla unità 10
[..] i riferimenti al DM 20.10.98, relativo ai depositi di liquido facilmente infiammabili, non sembrano pertinenti all’impianto in esame. [..]

Comune di Porto Recanati
Ufficio Tecnico – Settore Urbanistica
Protocollo 16763
Oggetto: Rapporto preliminare di sicurezza terminale GNL Tritone Offshore Marche proposto dalla GDF SUEZ
1. Illogica applicazione del D.L.vo 334/99:
[..] appare illogica la convocazione del Comune di Porto Recanati al C.T.R. (così come quella della Provincia di Macerata) in quanto l’impianto non risulta ubicato nel territorio comunale ma in mare Adriatico e per giunta in acque internazionali, la cui giurisdizione amministrativa è da stabilire; inoltre per espressa indicazione normativa (art.4, comma 1), del D.L.vo 334/99), come peraltro rimarcata anche dalla stessa Azienda promotrice nel Rapporto di Sicurezza Preliminare, la struttura a terra, costituita da tubazione in arrivo e da stazione di misurazione, non è soggetta alle disposizioni del citato Decreto;
pertanto delle due o la convocazione del Comune di Porto Recanati al C.T.R. è immotivata oppure il Rapporto di Sicurezza Preliminare è del tutto carente delle studio e valutazione degli effetti sulla stazione REMI e sulle tubazioni a terra interessanti il Comune di Porto Recanati e la Provincia di Macerata; non si comprende infatti come un ipotetico scenario catastrofico derivante da evento non probabile ma possibile debba necessariamente interessare il solo Comune di Porto Recanati e non i comini limitrofi (Numana-Sirolo-Potenza Picena);
riassumendo sarebbe: per competenza territoriale non dovreste chiederci nessun parere, ma già che lo fate perché non estendete la richiesta ai comuni limitrofi ugualmente coinvolti?
si ritiene doveroso inoltre evidenziare come, per effetto di una convocazione al C.T.R. di soggetti non legittimati, potrebbe essere dichiarata illegittima anche la deliberazione finale assunta dallo stesso Comitato. Invalidando quindi l’intero procedimento, atteso che ai sensi dell’art. 19 del D.L.vo 334/99, le sedute del C.T:R. sono valide con la presenza dei 2/3 dei componenti e che le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti
2. Incompleta valutazione degli incidenti rilevanti:
questa sezione vale veramente la pena di leggerla per intero, pag.20 del documento in oggetto «visionabile cliccando qui»
[..] Sono stati valutati nel Rapporto di Sicurezza Preliminare n.23 eventi cui sono connessi altrettanti incidenti rilevanti; vengono tralasciati gli scenari di rischio principali, dovuti ad esempio a fenomeni la cui probabilità di accadimento risulta sicuramente bassa ma non escludibile a priori; a titolo di esempio, tali eventi possono ricondursi a:
1. collisioni in mare, anche con navi ostili che determinino aperture consistenti nello scafo e sversamento di GNL in mare con quantità rilevanti [..] relativamente invece alla collisione tra navi di tonnellaggio maggiore non viene menzionato nulla, ritenendo il fatto non credibile; si ritiene invece che seppur non credibile l’evento risulta possibile [..] collisioni tra nave dedicata e navi ostili non vengono neppure valutati, escludendo a priori gli effetti derivanti da potenziali atti terroristici:
troppe sciagure sono successe per la mancata prevenzione di scenari ritenuti a torto non credibili.
Poi quando malauguratamente si verificano tutti a piangere lacrime di coccodrillo
5. trattandosi di “stabilimento galleggiante”, non vengono minimamente descritti tutti i possibili inconvenienti o interferenze derivanti dalla effettiva costruzione della nave (materiali, azioni deformanti del moto ondoso sulle strutture quali torsioni e flessioni, agenti aggressivi in ambiente marino ed altro) [..]
7. il rischio connesso con la caduta dei fulmini (la cui rilevanza negli incidenti avvenuti nei serbatoi in terra ferma risulta elevata) viene valutato sulla base di una Mappa Ceraunica redatta esclusivamente per la terra ferma e non per il mare; non si conosce pertanto quale sia la frequenza di caduta fulmini nella zona di ubicazione della nave [..]
in un altro punto del documento si legge che: “Una analisi effettuata su 242 incidenti avvenuti a Serbatoi di Stoccaggio negli ultimi 40 anni, ha evidenziato che il 33% degli incidenti è stato causato da fulmini [..]”
3. Incompletezza della progettazione su cui viene richiesto il rilascio del N.O.F.:
L’art.21 del D.L.vo 334/99 definisce le procedure per la valutazione del rapporto di sicurezza. In particolare al comma 3) stabilisce che il C.T.R., esaminato il Rapporto Preliminare di Sicurezza, effettuati i sopralluoghi ritenuti necessari, rilascia il nulla osta di fattibilità, eventualmente condizionato; con tale documento l’Azienda proponente è abilitata alla costruzione dell’impianto ma non al suo esercizio, per il quale occorre l’acquisizione del parere definitivo del C.T.R. sul rapporto definitivo di sicurezza. E’ evidente che la valutazione dei C.T.R. devono essere svolte sin dalla prima fase preliminare con tutta la scrupolosità possibile, anche perché le motivazioni di un eventuale successivo divieto di esercizio dovrebbero risiedere nella non osservanza di prescrizioni in precedenza stabilite oppure nella oggettiva differenza tra l’impianto analizzato e quello costruito; risulterebbe impossibile motivare un divieto di inizio attività dovuto esclusivamente ad una nuova valutazione (secondo diversi punti di vista) degli stessi elementi già valutati nel N.O.F.; allo stato attuale risulta che la nave e l’intero impianto non siano ancora progettati; non esiste un layout degli impianti dislocati sul ponte della nave; non è possibile valutare con certezza la possibile interferenza che un gruppo di servizi possa avere rispetto ad un altro, data la estrema vicinanza dovuta alla dimensione della nave (rispetto ad un impianto on-shore); non è dato di conoscere e capire quali scelte opereranno altri soggetti (Enti internazionali di certificazione delle navi) in tempi successivi a quelli del N.O.F. in relazione all’impianto collocato sulla nave e se tali decisioni possano o meno interferire con le valutazioni effettuate precedentemente dal C.T.R., allo stato attuale sembra pertanto improbabile eseguire quella valutazione scrupolosa ed approfondita che la legge richiede.
Qui si paventa il rischio che un preliminare nulla osta di fattibilità ad una nave ed un impianto non ancora progettati, inneschi un ginepraio burocratico che alla fine porterà ad un quasi obbligato parere definitivo del C.T.R.
4. Non affidabilità degli studi sulla sicurezza:
Gli studi sulla sicurezza si basano su valutazioni di incidenti avvenuti in un determinato arco temporale su impianti analoghi a quello in esame (banca storica degli eventi) e ritenuti credibili o degni di attenzione; per tali eventi vengono valutati gli effetti e determinate le eventuali operazioni compensative per ridurre la percentuale di accadimento; occorre premettere che impianti come quello in esame al momento non sono ancora stati realizzati; quello operante nel Golfo del Messico, posto a circa 116 miglia dalla costa, non prevede operazioni di travaso del GNL da nave a nave; peraltro tale operazione (denominata allibo) risultava vietata anche in Italia fino al 2006; con Decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasposti del 6 febbraio 2006 è divenuta possibile, superando i probabili pericoli precedentemente rilevati; tutti gli eventi esaminati pertanto sono riferiti a situazioni ben diverse da quelle cui andrebbe incontro l’impianto in esame, al momento non conosciute per esperienza diretta, si rileva in letteratura una certa inaffidabilità dei sistemi computerizzati utilizzati per le modellazioni e simulazioni degli effetti di possibili incidenti con l’impiego del GNL; tali sistemi si basano su ipotesi, approssimazioni, semplificazioni che sopperiscono alla sperimentazione su larga scala dei fenomeni connessi con la fuoriuscita del GNL; nello studio esaminato non vengono portati ulteriori elementi di valutazione sperimentale di laboratorio, ufficialmente riconosciuti da organismi internazionali, se non quelli legati alla diretta esperienza (di parte) della Azienda proponente; caso emblematico è la formazione di nubi di gas connesse con la dispersione di enormi quantitativi di GNL; tale fenomeno trova in letterature varie e diverse collocazioni, sia come formazione che come dimensione delle aree interessate (da 3,5 Km a 11 Km fino a 55 Km e oltre 84 Km di distanza) ovviamente dipendenti dalla quantità di GNL fuoriuscito, dalle condizioni meteo-marine, climatiche e del vento; nel Rapporto di Sicurezza Preliminare esaminato non si fa minimamente cenno a eventuali formazioni di nubi di gas come quelle accennate, limitandosi ad individuare al massimo un’area di poche centinaia di metri attorno alla nave;
nello studio GDF Suez ha inserito dati personali tralasciato quelli degli organismi internazionali ufficialmente riconosciuti, in più il sistema con cui riforniscono la nave di GNL è unico nel suo genere e vietato in Italia fino al 2006

Progetto GAS – Soc. GAZ DE FRANCE SUEZ ENERGY – ITALY
Osservazioni e valutazioni del RINA
1.3 Analisi della sicurezza
1.3.1 Analisi delle sequenze degli incidenti
Come indicato nel Rapporto preliminare di sicurezza, l’identificazione dei pericoli è stata fatta dal progettista basandosi su.
- documentazioni di progetto, così come disponibili (planimetria d’impianto, dati di processo, ecc.),
- know-how acquisito da GDF SUEZ grazie all’esperienza su terminali GNL
- esperienza acquisita da GDF SUEZ sulle navi metaniere attraverso la sua compagnia di navigazione [..]
1.3.2 Valutazione delle conseguenze degli eventi incidentali
L’analisi preliminare è tata eseguita con l’ausilio di programmi appositi sviluppati da GDF Suez [..]
come dire che le analisi le hanno fatte con dati e programmi forniti da GDF Suez

Per opportuna conoscenza si trasmette copia della consulenza tecnica richiesta dal Comune di Porto Recanati al Prof. Valerio Cozzani dell’Università di Bologna, in merito ad alcuni quesiti emersi e trasmessi al gruppo di lavoro nominato del Comitato Tecnico Regionale riguardanti il progetto indicato.
Considerazioni preliminari in relazione alle domande poste dall’amministrazione Comunale:
da pag.41 del documento in oggetto «visionabile cliccando qui»
seguono una serie di considerazioni del Prof. Valerio Cozzani titolare dei corsi di “Impianti Chimici”, “Progettazione di apparecchiature ed impianti”, e “Tecnologie sostenibili per l’uso delle risorse energetiche” presso l’Università di Bologna, direttore del master di II livello in “Progettazione di impianti per lo sfruttamento di campi petroliferi off-shore”, direttore del master di II livello in “Progettazione di Impianti Oil&Gas”, che in linea col suo lavoro mitiga le preoccupazioni e le perplessità tecniche in materia di sicurezza dell’impianto Tritone GNL.
Hanno chiesto a uno che fa impianti se si possono fare impianti
9. [..] l’incendio che si svilupperebbe (“flash-fire”) potrebbe causare una elevata probabilità di effetti irreversibili per le persone esposte e non protette [..]
effetto irreversibile è un modo alternativo per dire morte?
11. [..] Sulla base delle informazioni fornite dal gestore all’atto dell’approvazione del Rapporto di Sicurezza definitivo, il Prefetto dovrà preparare un piano di emergenza individuando le risorse disponibili per le operazioni di soccorso ed evacuazione.
La popolazione eventualmente coinvolta dovrà essere informata ed è prevista l’effettuazione di prove periodiche per verificare l’efficacia dei piani di emergenza. [..]
in sostanza se lo riterranno opportuno potremmo essere obbligati a trascorrere qualche domenica a fare esercitazioni d’emergenza, senza contare che un giorno potremmo sentire, come nei catastrofici film Hollywoodiani, l’altoparlante che dice: “questa non è un’esercitazione, ripeto questa non è un’esercitazione…”
16. “Distrigas of Massachusetts” (di proprietà GdF Suez North America) è stata sanzionata nel 2005 da parte dell’autorità di controllo sulla sicurezza dei gasdotti, per il mancato espletamento delle verifiche triennali sullo stato delle tubature (trovate in evidente stato di corrosione atmosferica da parte degli ispettori) e per non aver provveduto ad addestrare gli operatori del gasdotto così come previsto dalla legge.
Identificare con chiarezza quali autorità governative sono preposte alla ispezione di sicurezza sul gasdotto e sull’addestramento del personale responsabile delle stazioni di terra, in modo che simili inadempienze non abbiano a ripetersi anche qui in Italia. [..]
in sostanza GDF Suez si è già dimostrata inadempiente e come alternativa non rimane altro che identificare con chiarezza le autorità governative preposte alle ispezioni… c’è da stare tranquilli.


La posizione della regione Marche

Ieri la regione Marche ha pubblicato un comunicato che a mio avviso non dice niente di nuovo sulla questione dei rigassificatori delle province di Ancona e Macerata.
E da quanto sento in giro e leggo in rete sono invece in tanti a complimentarsi con l’attuale governatore Spacca per una presunta presa di posizione in merito.
[Per leggere il comunicato clicca qui]
Quello che non riesco a capire è cosa c’è di tanto lodevole nel pretendere la garanzia del rispetto dell’ambiente (e ci mancherebbe altro che non fosse così).
Sarà che con la testa vivo in un altro modo, ma mi sembra che le cose espresse dalla regione dovrebbero essere date per scontate e che sarebbe invece criminoso da parte sua non pretendere “l’integrale rispetto dell’ambiente e la tutela dei cittadini”.
Complimentarsi con il recente comunicato stampa per me equivale a lodare un prete che non molesta i bambini.

Il freddo uccide i pesci del mare Adriatico
Il freddo sta uccidendo il pesce del mare Adriatico. Le cosiddette aringhe mediterranee o alacce muoiono di ipotermia a causa dell’abbassamento delle temperature delle acque marine… continua l’articolo su telesanterno.com

Il video mostra lo sversamento controllato di 20 m³ di metano liquido in mare. Il rigassificatore che vogliono installare davanti al Conero potrà contenere 160.000 m³ di GNL.

Liquid Nitrogen Into A Swimming Pool
Il video mostra la grandezza della nube che si propaga gettando una ciotola di azoto liquido, circa −196 °C (77 K) , in una piscina.
Immaginatevi cosa accadrebbe nel malaugurato caso avvenisse uno sversamento di GNL a mare… che al contrario dell’azoto liquido è altamente infiammabile…

Di seguito i video ripresi durante l’incontro A Carte Scoperte, che si è tenuto al Palacongressi di Loreto il 15 gennaio 2010 organizzato dal Comitato Rigassificatore No Grazie.

A Carte Scoperte – i video del Prof. Gianni Tamino
In un momento in cui i nostri governanti ci parlano dell’esigenza di un ritorno al nucleare (ehi! Ma non c’era stato un referendum?) e della necessità di aumentare gli approvvigionamenti dei combustibili fossili ed in particolare del GAS (per non disincentivare gli investimenti da parte di nuovi operatori), il professor Gianni Tamino ci spiega in maniera semplice e analitica l’assurdità di sacrificare la Terra al Dio del Libero Mercato.
I video sono stati ripresi durante l’incontro: A Carte Scoperte, che si è tenuto al Palacongressi di Loreto il 15 gennaio 2010 e organizzato dal Comitato Rigassificatore No Grazie.
Buona Visione

Il 15 gennaio 2010 alle ore 21:00 presso il Palacongessi di Loreto si terrà l’assemblea aperta al pubblico “A carte scoperte“, organizzata dal Comitato Rigassificatore NO GRAZIE.

Nuovo documento sulla sicurezza a cura dell’ing. Petro Feliciotti, dell’Università Politecnica delle Marche, con i dati principali degli studi effettuati sulle distanze di sicurezza di questi impianti in mare.
Per accedere al documento clicca qui.

“Buongiorno Marche” la versione integrale della trasmissione del 23 dicembre 2009
con il governatore delle Marche Gian Mario Spacca ospite di Radio Center Music. Parla di UDC (”è possibile un programma comune, abbiamo valori condivisi sui temi della persona e della famiglia” ha detto Spacca), di rigassificatore (”Siamo in una fase istruttoria, ma non ci possiamo sottrarre alle procedure internazionali”) e di Nucleare (”La nostra regione non potrà mai ospitare per caratteristiche idrogeologiche un impianto di questo tipo”).
Per scaricare il file clicca qui verrai reindirizzato su Megaupload, segui attentamente le indicazioni riportate sulla pagina del collegamento per accedere al download (ed evita di cliccare sui banner pubblicitari).

“Rigassificatore? Troppi Dubbi…”
7 gennaio 2010
ore 21:00
Civitanova Marche
Sala Civica (sopra la Coop) – Via Ungaretti
Assemblea aperta al pubblico - Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare
Per scaricare la locandina clicca qui.

Documento informativo sui rischi del Gas Naturale Liquefatto (GNL) redatto dall’ing. Petro Feliciotti del comitato “Rigassificatore No Grazie”.
GNL – GAS NATURALE LIQUEFATTO, PROPRIETA’ E PERICOLI

RIGASSIFICATORE assemblea dei Comuni 14 DIC 09 - i video di Agna80

“Rigassificatore? Troppi dubbi…” - i video
Lunedì 14 dicembre - Palacongressi di Loreto - assemblea aperta al pubblico dei consigli comunali di Camerano, Castelfidardo, Loreto, Numana, Potenza Picena, Recanati e Sirolo.
I video sono stati disposti in ordine cronologico.

A TUTTO GAS – andato in onda domenica 29 ottobre 2006
Versione testuale stampabile di: A TUTTO GAS – andato in onda domenica 29 ottobre 2006

A TUTTO GAS - Aggiorn. - andato in onda domenica 18 novembre 2007
Versione testuale stampabile di: A TUTTO GAS Aggiornamento - andato in onda domenica 18 novembre 2007

Relazione tecnica della Fondazione Cetacea di Riccione che è stata allegata al recente esposto che il Comune di Sirolo ha inoltrato all’Unione Europea.
Relazione tecnica - dott. Luca Amico



















































