Internet - Potenzialità e Pericoli

6 Aprile 2011

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“L’associazione La Milleteca in Collaborazione con l’associazione Linea Innocenza organizza venerdi’ 8 aprile alle ore 21,00 presso il Circolo Ricreativo del Coppo a Sirolo un incontro diretto ai genitori di ragazzi tra 8 e 18 anni.

Il fine dell’incontro, attraverso le testimonianze qualificate di operatori del settore (si veda locandina allegata), è quello di istruire i genitori sui potenziali pericoli che l’utilizzo di internet presenta ai propri figli adolescenti.

Si pensi all’uso improprio delle chat o dei social network ed alle conseguenze sulla privacy dei singoli e della famiglia. Si pensi inoltre al fatto che purtroppo le chat e i social network sono diventati ambienti in cui operano con identità fasulle soggetti maleintenzionati che di frequente indirizzano le loro attenzioni verso adolescenti e minori inconsapevoli o poco controllati dai propri genitori.

Il fine è quello di rendere consapevoli i genitori del proprio ruolo e dotarli di strumenti e tecniche di gestione del rapporto con i propri figli e con lo strumento tecnico (il PC o il Palmare) in modo da ridurre al minimo i rischi.”

Andrea Giacomelli


ParcoDelConero.EU

29 Marzo 2011

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Per mancanza di tempo non sono riuscito a parlarne prima, ma il 15 marzo c’è stata la presentazione del nuovo sito web del Parco Naturale del Conero: www.parcodelconero.eu.
E devo dire che finalmente il Conero ha la sua giusta rappresentazione nel mondo virtuale di internet.

Dico finalmente perché a mio parere nel web non c’era niente che sapesse riflettere la magia di questi luoghi, tranne forse delle belle fotografie che però da sole non sono sufficienti.
I vari siti turistici che ho visitato finora altro non sono che lunghi elenchi di alberghi, ristoranti, campeggi, B&B e via dicendo, e non ne ho mai trovato uno che si sforzasse di illustrare a dovere la bellezza del territorio.
Dico questo perché solitamente lo spazio dedicato a descrivere il paesaggio è sempre subordinato all’intento di attirare potenziali clienti, vendere spazi pubblicitari, segnalare la propria presenza  o un mix di questi fattori.
Perciò non è difficile capire che la Riviera del Conero assumeva l’aspetto di un sottoprodotto da allegare gratuitamente all’atto di vendere o segnalare qualche servizio.

Ovviamente potrei sbagliarmi e non aver mai notato siti web che già rappresentavano degnamente, e senza particolari compromessi, la magnificenza del Conero e i suoi dintorni e, nel caso, vi sarei grato se voleste indicarmi i link che mi sono sfuggiti.

Comunque adesso di sicuro c’è il sito del Parco del Conero, realizzato dalla GreenBubble una società di Sirolo, che di sicuro si distingue perché  riesce a trasmettere buona parte di quella magia che il Conero emana ogni giorno.

Unico difetto, se così lo possiamo chiamare, è  la necessità di disporre di un collegamento ad alta velocità, altrimenti l’utilizzo del sito diventa improponibile. Inconveniente attualmente necessario per poter usufruire di video di qualità e foto panoramiche interattive in stile Virtual Tour.
E comunque la parte istituzionale del sito è conforme alle specifiche W3C, per cui anche chi avesse problemi di accessibilità può comunque fruire di tutte le informazioni indispensabili.

Concludo riportandovi una piccola stranezza, nei siti web turistici del comune di Ancona e di Numana il link al sito del Parco del Conero è messo in bella mostra subito in Home Page, mentre nei siti web turistici dei comuni di Sirolo e Camerano, ad oggi, non ne ho trovato traccia.
Addirittura Sirolo dedica un’intera pagina al Parco del Conero ma, stranamente, viene indicato come sito ufficiale del Parco del Conero quello della Forestalp - screenshot del sito al 29/03/2011.


Pressapochismo Comunale

17 Giugno 2010

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Il così detto sito turistico del comune di Sirolo TurismoSirolo.it - ricordo brevemente: è stato pagato con soldi pubblici, è intestato ad un privato e non rispetta gli obblighi previsti dalla legge Stanca sull’accessibilità – attira i turisti con false informazioni.

Dalla pagina “spiagge” possiamo leggere che il Passo del Lupo è attualmente chiuso per motivi di sicurezza: giusto.
Invece dalla pagina “Due Sorelle” si invitano i turisti dicendogli che è la spiaggia ideale per esperti rocciatori (pratica da tempo vietata) e si afferma che suddetta spiaggia è raggiungibile percorrendo a piedi i sentieri del Monte Conero, con tanto di stima del tempo di percorrenza: falso!

Come ben sappiamo la spiaggia delle Due Sorelle è ancora interdetta, dovrebbero riaprirla a breve ma ancora non è così, mentre per la riapertura del Passo del Lupo è ancora troppo presto perfino per ipotizzarla.

E non è finita qui, perché promuovono pure la spiaggia dei Sassi Neri che è altrettanto interdetta dall’ordinanza n.8 Prot. n.2439 del 24 marzo 2005: “[..] è fatto divieto di transito e sosta nel tratto di arenile in località SASSI NERI posto a nord dello stabilimento “da Silvio” (a circa ml.150) e il transito nei sentieri posti a monte della zona a rischio il tutto come meglio individuato in loco mediante posizionamento di delimitazione e idonei cartelli di interdizione [..]”

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Queste disattenzioni dimostrano ancora una volta il pressapochismo dell’amministrazione comunale sirolese nei confronti del turismo e della legalità. Tanto dopo non sono mica loro che devono spiegare ai turisti che quello che hanno letto sul sito “ufficiale” non corrisponde al vero.
E neppure si preoccupano di doverne rispondere legalmente nel caso in cui qualche turista, o più probabilmente un tour operator, dovesse muovergli causa chiedendogli un risarcimento danni per pubblicità ingannevole… tanto il sito non è mica intestato al comune.


Deliberazione Giunta n.68 del 01-04-2010

21 Maggio 2010

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Nella deliberazione della giunta comunale n.68 del 01/04/2010 (clicca qui per visualizzarla), si legge che il comune di Sirolo destinerà 6.000 e passa euro di soldi pubblici per la realizzazione di un nuovo sito internet collegato ad un dominio intestato ad un privato.

Nella sopracitata delibera il dominio in questione è turismosirolo.it, che è a tutt’oggi intestato a Marco Carletti.
Provare per credere: www.nic.it

Sempre nella stessa delibera non si parla mai di dominio, ma sempre e solo di sito web. Che è come se si parlasse della cessione di un taxi ignorandone la licenza.

Un conto è se mi regalano un taxi, altra cosa è se mi regalano la licenza.

Perciò sarebbe molto importante poter vedere quest’atto di donazione, perché al momento sembrerebbe proprio che il comune di Sirolo si appresti a spendere i soldi pubblici per favorire illegittimamente un privato cittadino.

Tra l’altro la legge n.4 del 9 gennaio 2004, comunemente chiamata Legge Stanca, obbliga le amministrazioni comunali ad avere siti web ritenuti accessibili.
In sostanza il comune di Sirolo è obbligato a fare un sito web che sia fruibile con facilità da qualsiasi tipologia d’utente: con ridotta o impedita capacità sensoriale, motoria, o psichica (ovvero affette da disabilità sia temporanea, sia stabile) o con hardware e software di limitate prestazioni.

Invece nella delibera non compare da nessuna parte il benché minimo accenno a quest’obbligo di legge, forse perché con il dominio intestato a Carletti pensano di riuscire a raggirarla.
Peccato per loro che il contratto lo stia stipulando direttamente il comune di Sirolo, perché la legge n.4 del 9 gennaio 2004 parla chiaro riguardo alle pubbliche amministrazioni: «non possono stipulare, a pena di nullità, contratti per la realizzazione e la modifica di siti INTERNET quando non è previsto che essi rispettino i requisiti di accessibilità».

Così ho sottoposto la questione a Ideazione, la società che si sta occupando di fare il sito, e mi hanno assicurato che terranno nella dovuta considerazione la legge Stanca.

Staremo a vedere, per adesso siamo certi che l’amministrazione comunale sirolese fa confusione tra sito web e dominio.
E dalla deliberazione n.68 del 01/04/2010 si evince palesemente che non tengono minimamente in considerazione gli obblighi previsti dalla legge n.4 del 9 gennaio 2004.


Allocchi_Sirolo.it

4 Maggio 2010

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Lo scorso 26 febbraio al termine del primo incontro della giunta comunale con la cittadinanza, al circolo ENDAS del Coppo, mi trovavo a parlare con amici e l’attuale sindaco di Sirolo avv. Moreno Misiti.

Era da poco uscito il depliant e il sindaco ci informò che aveva ottenuto un ottimo successo, sia in termini di gradimento che di distribuzione, così ne approfittai per suggerirgli la necessità di dotare Sirolo di un sito internet degno di rappresentare ufficialmente la Perla del Conero.

In sostanza gli dissi che tanto era bello il depliant quanto inadatto il sito internet di riferimento (www.turismosirolo.it).

L’avvocato mi rispose subito che aveva già programmato di farlo fare in grande stile perciò, di lì a pochi giorni, mi recai in comune per avere informazioni sulla relativa gara d’appalto. E rimasi molto stupito quando il dott. Belardinelli mi disse che al momento non c’era in programma nessuna gara per la realizzazione di siti web.

Effettivamente mi ricordai che il sindaco disse che avrebbero chiesto una partecipazione economica da parte delle strutture ricettive di Sirolo, però mai avrei pensato che andasse in giro ad elemosinare dei soldi per far donare il portale turistico così da raggirare leggi e regolamenti.

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Vocazione Turistica

22 Marzo 2010

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La grancassa mediatica non fa che ripeterci la vocazione turistica della regione Marche, in particolare a Sirolo l’amministrazione comunale non perde occasione per citare il turismo d’eccellenza.

Quindi, stando a quanto ci viene raccontato, se un turista decidesse di trascorrere un fine settimana nella Riviera del Conero troverebbe le spiagge pulite, curate e accessibili.

In realtà, a 2 settimane dalle vacanze di Pasqua, abbiamo la spiaggia delle Due Sorelle inaccessibile sia via mare che via terra, quella di Sassi Neri con divieto d’accesso che perdura da anni e quella di San Michele che lascio a voi giudicare dalle immagini:

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Invece che parlare di turismo d’eccellenza e vocazione turistica sarebbe più opportuno scendere con i piedi per terra e parlare, per Sirolo, di località balneare.
Un luogo dove per 3 mesi all’anno si nascondono alla bisogna le magagne più evidenti e dove per il resto dell’anno è l’entropia a farla da padrona.

Certo qualcuno si giustificherà dicendo che ci sono state le mareggiate, ma anche in montagna ci sono le nevicate e nelle località montane d’eccellenza, quando serve, battono le piste giorno e notte mentre gli spazzaneve puliscono le strade di continuo.

Sirolo invece si accontenta di fare un depliant distribuito nelle fiere internazionali dove non è neppure indicata la nazione in cui si trova.
Qualcuno dirà che sul depliant hanno indicato il sito internet del comune turismosirolo.it e che da lì è possibile saperlo.
Peccato però che questo sia lo spazio web di un privato a cui il comune di Sirolo continua indebitamente a fare pubblicità gratuita.

Tra l’altro l’amministrazione comunale dimostra la sua consapevolezza dell’illecito attraverso il suo raffazzonato tentativo di coprirlo.
Si perché nel sopracitato sito, apparentemente del comune di Sirolo, c’è in fondo all’homepage una nota in cui si legge: “Sito senza scopo di lucro donato al Comune di Sirolo”.

Forse ancora non si sono resi conto che un nome a dominio ha un intestatario e finché questo risulta essere Marco Carletti non è veritiero parlare di una donazione, ma piuttosto di una falsa dichiarazione. Che per inciso può avere spiacevoli conseguenze legali proprio per Carletti che risulta essere ad oggi il responsabile (in gergo tecnico Admin-C) e l’intestatario del sito turismosirolo.it dove compare la mendace dichiarazione.

In sostanza questa amministrazione ha deciso di regolarizzare una situazione di illegalità attraverso una falsa dichiarazione di cessione del dominio.

Della serie: un reato scaccia l’altro.

E’ ovvio poi che con questa mentalità è facile riempirsi la bocca parlando di turismo d’eccellenza anche se le spiagge sono interdette, con accesso vietato o sporche e malmesse da far schifo.

Credetemi è con vero rammarico scrivo queste cose, però sento davvero il bisogno di farlo. Perché mi riesce impossibile accettare che un paese splendido come Sirolo venga silenziosamente bistrattato in questo modo assurdo.


La Perla del Web

5 Febbraio 2010

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A distanza di un po’ di tempo vorrei ritornare sull’argomento trattato nel post: “a Sirolo la legge Stanca”.

Riepilogando brevemente la questione si tratta di capire come mai il Comune di Sirolo continui a pubblicizzare il dominio turismosirolo.it, che ad oggi risulta ancora essere intestato a tale Maurizio Carletti.

[Per visualizzare lo stato della registrazione al NIC clicca qui]

Per i non addetti ai lavori è bene specificare che un nome a dominio è un bene intestato, che come ogni altra cosa al mondo risponde alle classiche leggi di mercato.
Questo significa che tutta la pubblicità che gli sta facendo il Comune di Sirolo va a beneficio di Carletti, il quale potrebbe un giorno decidere di venderlo al miglior offerente.

Ad esempio se io fossi l’Assessore al Turismo di Numana non esiterei a contattare Carletti per fargli una ragionevole offerta, così che se la cosa andasse in porto potrei dirottare sul sito del turismo di Numana tutti quelli che digitano TurismoSirolo.it.
In pratica chiunque trovasse un accordo con Carletti potrebbe usufruire della pubblicità che gentilmente Misiti Jr. sta facendo al sito di un privato con i soldi della comunità.

E nel caso ci fosse qualcuno che pensasse che sicuramente trattasi di un disguido burocratico che nulla ha a che fare con la male intenzionalità, suggerisco di documentarsi sui requisiti che deve avere un sito web di un’amministrazione comunale, quali responsabilità comporti la scelta dei contenuti e quali procedure occorra seguire per stabilire chi ne curerà la realizzazione.

Con il sito intestato a Carletti il Comune di Sirolo ha dribblato tutte le responsabilità a cui sarebbe obbligato nel caso fosse lui il proprietario e spacciandolo per un sito istituzionale trae quei benefici che un domino privato non avrebbe.

Un subdolo stratagemma per avere la botte piena e la moglie ubriaca in barba a leggi e regolamenti, perché un Comune che sponsorizza la proprietà di un privato commette sicuramente un grave illecito.
Purtroppo però, come ha avuto modo di constatare l’atra volta, sembra che questi fatti non interessino a nessuno.


Hoffman Spacca III atto

7 Gennaio 2010

 Hoffman - Spacca

Dopo la censura, come da scontato copione, la stampa compiacente si schiera dalla parte del potente di turno.

Oggi sul il Resto del Carlino troviamo un’intera pagina dedicata al contestato spot delle Marche che ha come protagonista Dustin Hoffman, ma non una sola parola sulla cancellazione dei video, dei commenti e delle risposte del governatore Spacca.

Il Resto del Carlino 07-01-2010 - Lo spot di Hoffman è molto efficace

Sempre come da copione il giornale mette in campo la testimonianza di un’esperta che avvalori le scelte della regione, solamente trovo che avrebbero potuto sforzarsi un po’ di più nel reperire la fonte.
Voglio dire che per quanto sia competente e accreditata “l’esperta che dirige il dipartimento di scienze della comunicazione dell’Ateneo di Urbino” è pur sempre una persona direttamente coinvolta nella faccenda, se non altro come cittadina della regione Marche.
Meglio sarebbe stato chiedere ad un esperto geograficamente più distante, magari straniero, che arrivasse comunque alle medesime conclusioni di parte.
Se non altro per non pensar male ipotizzando simpatie o conoscenze dirette che possano aver arbitrariamente influenzato il giudizio professionale dell’esperta di Urbino.

Lella Mazzoli, docente di sociologia della comunicazione, ci fa sapere: “Rispetto comunque le varie critiche anche se ho trovato l’intervento di Mina malevolo, proprio lei che ha prestato la sua voce a diverse pubblicità”, e sarei proprio curioso di sapere perché ritiene chi ha fatto pubblicità in passato perde il diritto di criticare uno spot che ritiene mal riuscito.
E poi perché l’esperta ci fa sapere che rispetta comunque le varie critiche? Mica sono dirette a lei.
E poi ci mancherebbe pure che non si rispettassero le critiche altrui (sempre che esternate in maniera corretta), non c’è bisogno di sottolinearlo è palese che tra persone civili si rispetti il pensiero altrui.

Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa continuare a dirlo” questo lo diceva François-Marie Arouet, meglio noto come “Voltaire” nel XVIII secolo.
Adesso siamo nel 2010 e il rispetto delle critiche altrui dovrebbe essere una cosa un pochino ovvia.

E poi cos’è ancora sta storia “nel bene e nel male l’importante è che se ne parli”.
Chiedete ai cittadini di Cogne, di Ustica o di Garlasco cosa ne pensano del successo mediatico che hanno avuto.

Mi piace poi la teoria dell’esperta quando dice: “Secondo me l’inflessione dell’attore è voluta proprio per rievocare gli anno ’50 della Dolce vita, l’arrivo degli americani a Roma…” perché essendo uno spot di promozione turistica della regione Marche è a quanto pare un bene che si rievochi il ricordo del capoluogo del Lazio.

Ancora nell’articolo possiamo leggere le dichiarazioni di Solazzi: “solo due mesi fa, quando Hoffman era nelle Marche per girare lo spot, abbiamo assistito a un’altra gara, ingaggiata sempre dagli esponenti del Pdl, ma questa volta per avere un po’ di visibilità di fianco al grande attore.
Perché allora l’operazione Hoffman trovava consensi e suscitava grandi sorrisi di fronte a flash anche tra esponenti del centrodestra – si chiede l’assessore – e oggi gli stessi hanno avviato un gioco al massacro?

Una semplice risposta potrebbe essere che all’epoca non si conosceva ancora il risultato del lavoro che stavano facendo e tutti erano galvanizzati dalla presenza di un testimonial del calibro di Dustin Hoffman.
Poi la visione dello spot ha radicalmente mutato l’entusiasmo iniziale.

Come dice ancora Solazzi “oggi siamo in campagna elettorale” e questo contribuisce certamente a rafforzare le prese di posizione, ma questo è un fatto che riguarda tanto il Pdl quanto lo stesso Governatore Spacca.
E a dirla tutta non c’è niente di male che cerchino entrambi di accaparrarsi preferenze sfruttando un episodio che fa notizia.

Sono le dinamiche più basilari di chi fa della politica una professione e non vedo proprio cosa ci sia da recriminare (a parte il fatto che non si dovrebbe fare della politica una professione).

Nell’articolo del Resto del Carlino sono segnalate anche le critiche per “l’iniziativa della giunta di intervenire con un borbonico comunicato per frenare le critiche e le considerazioni non favorevoli di chi non condivide l’iniziativa…” senza però fare mai cenno all’episodio di censura che hanno subito gli internauti che avevano commentato i video pubblicati da Spacca su YouTube.

Sicuramente trattasi di un lapsus…


Spacca Censura

7 Gennaio 2010

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Nel precedente post “Hoffman, Spacca, le Marche” scrivevo: “trovo lodevole l’iniziativa del governatore Gian Mario Spacca di rispondere direttamente ai commenti, le critiche, del video pubblicato su YouTube «SPOT Dustin Hoffman Regione Marche (bozza non definitiva)», mi dispiace solamente che si sia interrotto proprio sul mio:” e continuavo riportando il mio commento al video.

Tutto da rifare, ieri il governatore Spacca ha rimosso il video e, sopratutto, i relativi commenti e le sue compromettenti risposte.
Compromettenti perché per più volte, a chi lo criticava d’aver sperperato denaro pubblico, rispondeva dicendo che “intanto” erano soldi della UE.
Come se questi non fossero da considerarsi soldi pubblici.

Di seguito il comunicato che ha pubblicato su YouTube:  “Ho rimosso la bozza privvisoria dello spot di Dustin Hoffman ed il video del back stage; il 21 gennaio condividerò le versioni definitive dello spot su youtube e su facebook.
L’11 gennaio, presso la sala conferenze di Palazzo Raffalello ci sarà una Conferenza Stampa per presentare la campagna promozionale ufficiale, seguiranno maggiori dettagli a riguardo.
Gian Mario Spacca.

Come avrete notato il governatore non accenna minimamente alle motivazioni che hanno portato all’eliminazione dei video e dei commenti.

Per concludere vi segnalo un altro canale YouTube dove c’è lo SPOT Dustin Hoffman Regione Marche (cosiddetta Bozza) che hanno ELIMINATO


a Sirolo la legge Stanca

4 Settembre 2009

All’inizio dell’estate per Sirolo sono iniziate ad apparire sempre più scritte che pubblicizzano il sito web www.turismosirolo.it.

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A prima vista tutto fa pensare ad un sito che appartiene al comune di Sirolo e invece, facendo una rapida ricerca al NIC, si può vedere che l’intestatario del dominio turismosirolo.it e tale Carletti Marco.
Che tra l’altro leggo risiedere nella stessa via dove abito io e perciò di vista probabilmente lo conosco anche.

Così, e a scanso di equivoci, metto subito in chiaro che non ho niente contro di lui.
Chiunque ne sia capace può registrare e gestire un dominio, entro i termini di legge, come gli pare e piace.
Avrà debitamente pagato la pubblicità che vi ho mostrato nelle foto e per quel che mi riguarda verso di lui non ho nulla da dire.

Diversa cosa è invece la posizione assunta dalla pubblica amministrazione sirolese.
E dato che ignoro i rapporti tra Carletti, il suo dominio turismosirolo.it e il comune di sirolo, è meglio che vi esponga le cose attraverso delle ipotesi con scenari diversi:

1) Carletti ha pubblicizzato il suo sito attraverso il comune di Sirolo con cui non ha altro legame che quello.

In questo caso inviterei il gruppo d’opposizione a chiedere quale sia stato il compenso per il comune di Sirolo e, soprattutto, li inviterei a fare chiarezza sul perché il comune ha proposto una pubblicità ingannevole dove si vuol far credere che dietro al sito turismosirolo.it ci sia la pubblica amministrazione sirolese.

2) Carletti ha registrato il dominio turismosirolo.it ed ha un contratto con il comune di Sirolo per quel che riguarda la sua gestione.

In questo caso chiederei di vedere il bando di concorso che ha permesso l’assegnazione di questo lavoro a Carletti, sempre che non abbiano inventato qualche escamotage per evitarlo a norma di legge.
Poi chiederei come mai non sia stata rispettata la legge n°4 del 9 gennaio 2004 comunemente chiamata “Legge Stanca”.
Che in sintesi obbliga una pubblica amministrazione alla realizzazione di spazi web “accessibili”, cioè: “devono garantire l’accessibilità dei propri siti e sistemi informatici, per garantirne il completo accesso anche a tutti coloro che necessitano di tecnologie assistive”.
Rendendo di fatto nullo qualsiasi contratto che non preveda l’accessibilità del sito web oggetto del contratto stesso.
Poi gli chiederei come mai, ipotizzando sempre che sia un sito gestito dal comune, alcuni esercizi commerciali non sono menzionati.
Per esempio se date uno sguardo alla pagina dei ristoranti non troverete La Paranza, Tory e chissà quali altri.
Leggendo tra i negozi di abbigliamento non troverete Bimbolandia neppure tra gli outlet.
E volendo si potrebbe ancora continuare con l’elenco dei non ammessi.
Perciò mi chiedo: perché il comune esclude arbitrariamente alcune attività commerciali?
Quelli in elenco hanno pagato una tariffa?
E se è si, perché non è ben indicato sul sito che si tratta di sponsorizzazioni?
E perché sul sito non c’è una pagina che indichi come si deve fare, a pagamento, per essere aggiunti negli elenchi?

3) Carletti e il comune sono in società

In questo caso c’è da chiedere come mai il più volte citato dominio sia invece intestato a Marco Carletti anziché alla società da loro costituita.

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In un modo o nell’altro ci sono molte cose sospette che meriterebbero ulteriori approfondimenti da parte di chi vuole, come me, che sia fatta un po’ di chiarezza sulla gestione pubblica sirolese.

Infine, prima che lo facciano altri con malignità, è doveroso da parte mia farvi sapere che il mio lavoro consiste anche nel realizzare siti web.
E non ho problemi a dire che mi sarebbe piaciuto, nei limiti del possibile, essere io quello che gestiva il, forse, sito turistico del comune di Sirolo.
Però vi posso assicurare che questo mio post non nasce ne per ripicca ne per una qualche forma di invidia (tra l’altro suppongo che Carletti non abbia visto l’ombra di un quattrino per il suo lavoro), ma nasce unicamente con l’intento di far luce su una questione che a mio avviso presenta molti aspetti di dubbia legalità.

p.s. anche il sito ufficiale del comune di Sirolo www.comune.sirolo.an.it non rispetta la legge Stanca.


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