NO TAV
28 Febbraio 2012In solidarietà con gli amici No TAV, vi ripropongo il video del post pubblicato il 07/11/2011: No Tav Tour 2011 a Falconara.

In solidarietà con gli amici No TAV, vi ripropongo il video del post pubblicato il 07/11/2011: No Tav Tour 2011 a Falconara.

Ieri lunedì 14 novembre nell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria di Ancona i riflettori erano puntati sulla prolusione di Jeremy Rifkin, l’economista della Terza Rivoluzione Industriale, ricercatore pionieristico delle biotecnologie e della green economy, l’autore de “La fine del lavoro” e “La civiltà dell’Empatia” tra gli altri. Ad accoglierlo, tra i tanti correlatori, doveva esserci il Presidente della Regione Spacca, che ha snobbato l’appuntamento. Presenti invece i “No rigassificatori” che hanno esposto striscioni e bandiere, e preso parola. In effetti la presenza di Spacca, avrebbe stonato con il senso dell’iniziativa. Attenderemo altre inevitabili occasioni di confronto…L’economista di fama internazionale, applaudito dal pubblico, ha biasimato le politiche di austerity italiane, la deriva tecnocratica del nascente governo Monti, esponendo invece la necessità di un cambiamento globale e locale del modello produttivo ed energetico in favore della green economy e della democrazia energetica…sottoscriviamo!

Dal Corriere Adriatico del 15/11/2011
L’economista americano ospite di Assam e Fondazione Univerde propone il modello a rete di Internet
Rifkin: green economy per la ripresa
Ancona “La terza rivoluzione industriale è l’unica via percorribile per preservare la specie umana dall’estinzione”. E’ catastrofico ma risoluto l’economista americano Jeremy Rifkin intervenuto ieri nell’aula magna di ingegneria ad Ancona per un convegno su energia e agricoltura organizzato dall’Assam, rappresentata per l’occasione dal suo amministratore Gianluca Carrabs. C’erano anche il presidente della Fondazione Univerde, Alfonso Pecorario Scanio, il sindaco di Ancona Fiorello Gramillano, il preside della Facoltà di Ingegneria, Giovanni Latini, il direttore del quotidiano “Terra”, Luca Bonaccorsi, la presidente della Rees Marche, Katya Mastantuono, il vicepresidente dell’Aniem Marche, Francesco Caprioli. Assente Spacca, ha preso parte all’evento anche Roberto Oreficini, direttore dell’Arpam. Durante il convegno sono comparsi cartelli e striscioni del coordinamento contro il nuovo rigassificatore dell’Api di Falconara.
La tesi di partenza dell’economista e saggista statunitense è nota: il modello di sviluppo attuale basato sulle energie fossili non è più sostenibile. La green economy è la strada che l’economista suggerisce anche al primo ministro incaricato Mario Monti. “Se l’incremento del prezzo del petrolio – ha ricordato lo scrittore – ha dato una tregua nel 2009, dopo i picchi dell’anno prima, con la ripresa del 2010 esso ha ricominciato a crescere. Questo potrà dar luogo ad una nuova crisi economica e finanziaria che potrà determinare un’ulteriore, momentanea, ridiscesa dei prezzi. E così via, in cicli ravvicinati di non più di 4 anni”. Tutto ciò perché la risorsa è scarsa e sempre più costosa nel reperimento e trasporto. A ciò si aggiunga lo straordinario aumento della domanda di greggio dovuto all’ingresso dei Paesi emergenti. Ai disastri economici devono aggiungersi quelli ecologici con i cambiamenti climatici dovuti all’aumento della Co2 in atmosfera, la progressiva diminuzione della risorsa idrica e la morte per fame in molte zone del mondo.
La soluzione a questo fosco quadro è secondo Rifkin nel “giardino di casa”. O meglio nell’energia che vi possiamo trovare :“dal sole, al vento, alla geotermia, fino alle biomasse o ai rifiuti”. Il modello cui ispirarsi è quello a rete di Internet. “Ci sono quasi 200 milioni di edifici in Europa: ebbene ognuno di quelli deve diventare un piccolo centro di produzione energetica”. Tutto ciò eliminerebbe i problemi di trasporto dell’energia e dell’inquinamento dovuto alla produzione centralizzata che caratterizza le fonti fossili e il nucleare. Rifikin, consulente di molti politici in Europa, ha già licenziato un piano energetico decennale per Roma che consentirà, a fronte di investimenti anni di 500 milioni di euro, risparmi per 1600.
Ovviamente l’agricoltura gioca un ruolo centrale in tutto ciò e le Marche in questo non sono certo all’anno zero. Lo ha ricordato anche il direttore dell’Assam Gianluca Carrabs per il quale “dopo le innovazioni in campo normativo, l’impresa agricola può dedicarsi anche alla produzione di energia”. A parte le esperienze già acquisite, presto sperimenteremo sul nostro territorio, “un nuovo tipo di impianto eolico, progettato da Renzo Piano, assai meno impattante sul paesaggio e in grado di sfruttare i venti più deboli”.
Secondo Alfonso Pecoraro Scanio “le Marche, con il loro tessuto di piccole imprese, rappresentano il contesto ideale per generazione diffusa di energia. E’ per questo che siamo partiti di qui con la diffusione dei ‘Green Economy Forum’, un movimento dal basso che cambierà il nostro modo di vivere e produrre”.
“L’autodeterminazione dei territori e la fine del profitto quale unico orizzonte dell’economia, compresa quella verde” è la principale preoccupazione della presidente della Rete di Economia Solidale marchigiana Katya Mastantuono mentre per Francesco Caprioli, vicepresidente di Aniem Marche, (che raduna le imprese edili regionali) “costruire case ad alta efficienza energetica è nel desiderio della categoria, ma è tendenza che deve prima di tutto nascere dalla cultura diffusa nella committenza”.
Il servizio della rete locale éTV Marche
Fonte: Falkatraz.noblogs.org
Di seguito vi segnalo alcuni momenti particolarmente interessanti del video proposto, ma a tutti i soggetti interessati suggerisco di visionare l’intero filmato.
1) http://youtu.be/C1g_8agfoJI?t=6m15s Alberto Dubbini mette in risalto la contraddizione di essere favorevoli alla realizzazione di rigassificatore offshore e, simultaneamente, sostenere l’attuazione di un’Area Marina Protetta che dista solo 13 km dal sopracitato impianto.
2) http://youtu.be/C1g_8agfoJI?t=8m45s Dino Latini spiega perché ha detto si al rigassificatore, sostenendo che è l’unica strada per bonificare la zona.
Probabilmente si è dimenticando che l’API è almeno dal 2003, anno di rinnovo della concessione alla raffinazione, che disattende gli impegni presi a favore dell’ambiente e di un modus operandi meno impattante per tutti.
Come dire: visto che non adempiono ai loro impegni gli regaliamo un rigassificatore, così dopo vedrai come ci rispetteranno.
3) http://youtu.be/C1g_8agfoJI?t=17m4s Alberto Dubbini parla delle leggi regionali, in particolare quelle sulla movimentazione di sedimenti in ambiente marino, che vanno nella direzione opposta rispetto alle normative nazionali ed europee.
Leggi e normative d’attuazione che palesemente evidenziando lo scarso interesse dimostrato dalla regione Marche per la tutela ambientale.
4) http://youtu.be/C1g_8agfoJI?t=22m1s Dino Latini spiega che il problema del troppo pesce pescato si potrebbe risolvere facendolo pagare un prezzo adeguato, almeno 10 volte tanto, perché adesso è troppo economico e così per sopravvivere i pescatori devono prenderne grandi quantità.
Sembra pazzesco ma ha detto così, ve lo garantisco. Nel mio filmato manca l’inizio del suo discorso ma potete comunque sentire la parte in cui dice che anche il pane dovrebbe costare altrettanto: 10 volte tanto.
Quando l’Aula del Mare pubblicherà il suo materiale audiovisivo potrete verificare che sto dicendo il vero, e che Dino Latini pensa veramente che se il pesce costasse 10 volte tanto i pescatori, anziché approfittarne per fare più soldi, si limiterebbero a pescarne quanto basta per tirare a campare.
Per fortuna Gallegati, che probabilmente non gode di uno stipendio da consigliere regionale che permette di vivere egregiamente anche se i prezzi degli alimenti decuplicano, gli spiega che le cose non funzionano in questo modo. Che esiste una cosa chiamata libero mercato e che il problema di pescatori, agricoltori e consumatori sta nella filiera di distribuzione troppo lunga.
Con la conseguenza che il prezzo iniziale corrisposto al pescatore o al contadino è irrisorio, mentre il prezzo finale diventa eccessivamente elevato.
Fonte: www.marelibero.it
Il primo novembre il No TAV Tour 2011, la valle che resiste e non si arrende, fa tappa a Falconara Marittima e incontro il Coordinamento No Rigassificatori.
Clicca qui o sull’immagine per visionare il video integrale della serata
Per chi si fosse perso i servizi del TG3 sui fanghi inquinanti al Passetto, eccoli riproposti in un unico video:
Comunicato stampa
E’ la conclusione dello spot realizzato dal Coordinamento No Rigassificatore di Falconara. In due minuti, prendendo spunto da quello famoso della Regione Marche con Dustin Hoffman, propone un filmato che si fa le beffe di una scelta scellerata, contestata da un ampio circuito di associazioni.
In attesa dell’esito del ricorso legale, si usa l’arma dell’ironia.
Sarà una risata che vi seppellirà. Era uno degli slogan più noti del movimento del ’77. O meglio di quella parte del movimento che usò ampiamente le armi dell’ironia e della satira, rispetto a chi iniziò a maneggiare le armi vere, con le drammatiche consegienze che sappiamo. Eppure è uno slogan che periodicamente ritorna anche all’interno dei nuovi movimenti. Per esempio calza a pennello con la scelta fatta dal Coordinamento No Rigassificatore di Falconara. Nelle Marche sono previsti due impianti, uno, per l’appunto a Falconara, l’altro a Porto Recanati. Il primo dovrebbe essere realizzato a 14 chilometri dalla costa in una zona già dichiarata, nel 2001, dalla Regione “Aerea ad elevato rischio di crisi ambientale”. Il progetto è dell’Api, proprietaria della grande raffineria che da decenni è presente alle porte della città e che ha condizionato pesantemente lo sviluppo economico dei territori, provocando spesso incidenti. Il più grave nell’agosto del 1999 quando morirono due lavoratori. L’altro rigassificatore è previsto a 34 chilometri da Porto Recanati, progetto Gaz du France, vicino alla splendida Riviera del Conero. Ma se quest’ultimo progetto, per ora, sembra riposto nel cassetto, quello di Falconara il 6 luglio ha visto il Consiglio regionale ha avuto l’approvazione con ampio voto trasversale, tra le contestazioni dei movimenti ambientalisti.
Ricordiamo brevemente che il rigassificatore in questione costerà 200 milioni di euro e non era assolutamente previsto dal Piano Energetico Ambientale Regionale. Stiamo parlando di gas naturale liquefatto trasportato liquido a - 161°C e riportato allo stato gassoso tramite scambio termico con acqua di mare (per 10 mesi) o con riscaldamento autonomo della nave (2 mesi). Aspirerà (insieme ai pesci) 14 milioni di litri d’acqua marina ogni ora, per 30 anni. L’acqua di mare viene tratta e reimmessa a una temperatura più bassa di 7°. Lo sbalzo termico comprometterà diverse specie marine. L’acqua oltre che più fredda viene ributtata in mare insieme a delle sostanze tossiche della lavorazione. Gli scarichi clorati emessi ogni giorno dalla nave rigassificatrice saranno pari alla somma di quelli emessi da tutti i residenti dell’intera regione Marche . Questo per far capire di cosa stiamo parlando. Ma torniamo al circuito ambientalista il quale non si è perso d’animo e ha deciso azioni legali. Ma l’azione degli avvocati non basta e ha pensato bene che la satira potesse essere utile per rafforzare la mobilitazione. Ed ecco che un gruppo di “esperti” della comunicazione ha realizzato uno spot particolare. Tutti abbiamo presente quello con cui la Regione promuove da più di un anno le bellezze naturali e architettoniche delle Marche. Si vede Dustin Hoffman che recita alcuni versi de “l’Infinito” sullo sfondo di panorami bucolici e antichi centri storici. Un messaggio efficace. Peccato che in questi anni le Marche abbiano visto intaccare l’invidiabile qualità dei suoi paesaggi e delle sue località con politiche cementificatrici proprio grazie alla Regione. Ed ecco allora lo spot alternativo che ha al centro proprio il rigassificatore di Falconara. Lo si può vedere andando su YouTube. Un attore, preso di spalle, recita i versi del grande Giacomo, questa volta riadattati. Le immagini che scorrono ci conducono prima nei paraggi della raffineria Api, poi in Consiglio regionale, il 6 luglio, durante il voto in aula e le contestazioni dei comitati, immagini che sfumano sulla scritta “Api, l’amerai all’infinito”. Gli ultimi secondi sono dedicati alla grande manifestazione del 25 giugno , quando ad Ancona sfilarono 1500 persone contro il progetto, a favore delle energie rinnovabili. Lo spot dura poco più di due minuti e già impazza sulla rete. Sembra che anche Dustin, vedendolo abbia sorriso…