25 Giugno 2010

Il video che vi segnalo (Tesino, mare marrone per colpa dei lavori) mostra l’inquinamento che sta causando il prelievo della ghiaia per il ripascimento a Portonovo.
A parte l’inconcepibile parere della Regione Marche che considera questo materiale compatibile con le particolarissime spiagge di Portonovo, l’inquinamento che adesso stanno provocando a Grottammare inevitabilmente si trasferirà a Portonovo.
E questo in un momento in cui la stagione turistica è già iniziata.
Nonostante ciò gli operatori turistici di Portonovo bramano il ripascimento come fosse oro colato direttamente nelle loro tasche.
E’ più che lecito poter pensare che preservare integra la naturalità di un luogo sia economicamente poco vantaggioso, però come facciano gli operatori turistici di Portonovo a non rendersi conto del danno economico che avranno a furia di farsi scaricare robaccia su cui posare una fila in più di ombrelloni, proprio non riesco a spiegarmelo.
Meno male che i cittadini di Grottammare, esausti di vedersi deturpare il litorale, hanno bloccato i lavori di prelievo della ghiaia in stile protesta di piazza Tien’anmen.
So che è intervenuto anche il sindaco e che per adesso ha bloccato i lavori di estrazione della ghiaia.
Però sarebbe una buona cosa che chi è contrario al ripascimento a Portonovo facesse sentire la sua voce, così da creare una sorta di gemellaggio e dargli man forte.
Perché personalmente non ne posso più di vedere, e sentire, quelli degli stabilimenti balneari che piangono miseria per un metro di spiaggia in meno, quando potrebbero benissimo puntare di più sulla qualità anziché sulla quantità.
E soprattutto, avrebbero potuto (dovuto) evitare di edificare le loro strutture così a ridosso del mare.
Per chi volesse maggiori informazioni su quel che succede a Grottammare segnalo il link di un giornale locale: Sambenedetto Oggi.
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22 Giugno 2010

Cari Amici,
siete invitati domenica 4 luglio alla “Nuotata di Mezzavalle 2010″, giunta alla sua 5ª edizione.
La manifestazione, che oltre all’evento sportivo/ricreativo si prefigge di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del rispetto delle distanze regolamentari da parte delle imbarcazioni, quest’anno festeggia per la seconda volta l’arrivo delle boe di segnalazione a 300 metri dalla spiaggia.
Mi sembra che l’esperienza dell’anno scorso sia stata molto positiva e gradita da tutti i bagnanti, che in questo modo avranno la possibilità di fare il bagno e nuotare più sicuri.
Vi aspettiamo per trascorrere insieme una splendida giornata di mare in una delle più belle spiagge della riviera del Conero.
Allego il volantino della nuotata, pregandovi di darne comunicazione via e-mail a tutte le persone potenzialmente interessate.
Un saluto
Claudio Molinelli
Comitato Mezzavalle Libera
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17 Giugno 2010

Il così detto sito turistico del comune di Sirolo TurismoSirolo.it - ricordo brevemente: è stato pagato con soldi pubblici, è intestato ad un privato e non rispetta gli obblighi previsti dalla legge Stanca sull’accessibilità – attira i turisti con false informazioni.
Dalla pagina “spiagge” possiamo leggere che il Passo del Lupo è attualmente chiuso per motivi di sicurezza: giusto.
Invece dalla pagina “Due Sorelle” si invitano i turisti dicendogli che è la spiaggia ideale per esperti rocciatori (pratica da tempo vietata) e si afferma che suddetta spiaggia è raggiungibile percorrendo a piedi i sentieri del Monte Conero, con tanto di stima del tempo di percorrenza: falso!
Come ben sappiamo la spiaggia delle Due Sorelle è ancora interdetta, dovrebbero riaprirla a breve ma ancora non è così, mentre per la riapertura del Passo del Lupo è ancora troppo presto perfino per ipotizzarla.
E non è finita qui, perché promuovono pure la spiaggia dei Sassi Neri che è altrettanto interdetta dall’ordinanza n.8 Prot. n.2439 del 24 marzo 2005: “[..] è fatto divieto di transito e sosta nel tratto di arenile in località SASSI NERI posto a nord dello stabilimento “da Silvio” (a circa ml.150) e il transito nei sentieri posti a monte della zona a rischio il tutto come meglio individuato in loco mediante posizionamento di delimitazione e idonei cartelli di interdizione [..]”

Queste disattenzioni dimostrano ancora una volta il pressapochismo dell’amministrazione comunale sirolese nei confronti del turismo e della legalità. Tanto dopo non sono mica loro che devono spiegare ai turisti che quello che hanno letto sul sito “ufficiale” non corrisponde al vero.
E neppure si preoccupano di doverne rispondere legalmente nel caso in cui qualche turista, o più probabilmente un tour operator, dovesse muovergli causa chiedendogli un risarcimento danni per pubblicità ingannevole… tanto il sito non è mica intestato al comune.
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10 Giugno 2010
N.B. Per rispetto dell’articolo 27, comma 2 della Costituzione Italiana: «l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva», ho rieditato l’articolo in data 21/06/2010 (le parti rieditate sono scritte in rosso). Maggiori informazioni sul perché di questa decisione potete leggerle cliccando qui.


Immagino che se mi fidassi dell’amministrazione comunale sirolese, al vedere i lavori di collegamento tra spiaggia Urbani e San Michele non avrei battuto ciglio.
Invece le passate esperienze personali, più la recente sentenza al capo ufficio tecnico del municipio mi hanno fatto subito sentir puzza di illecito (omissis).
Perciò mi sono messo a fare qualche foto e lascio a voi giudicare se quello che ho visto oggi pomeriggio può essere considerato un cantiere che rispetta le norme sulla sicurezza:

Qui sopra possiamo vedere un turista che carca di scansare un mezzo meccanico in movimento.

Da quest’altra foto possiamo vedere come l’acqua fosse intorbidita dall’esecuzione dei lavori. Nonostante questo posso assicurarvi che non c’era da nessuna parte il divieto di balneazione.
Eppure l’ARPAM è molto attenta a queste cose, sarà stata informata?
Le mie passate esperienze con l’operato dell’ufficio tecnico di Sirolo mi fanno supporre di no.
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29 Maggio 2010
Nei video un sunto della conferenza stampa del Parco del Conero per la riapertura della spiaggia delle Due Sorelle.



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26 Maggio 2010

In questi giorni tiene banco la diatriba sulla riapertura della spiaggia delle Due Sorelle.
Il sindaco Moreno Misiti da la colpa al Parco del Conero dicendo che sono degli ambientalisti integralisti, e l’Ente Parco del Conero restituisce il colpo spiegando che il comune ha presentato il progetto troppo tardi.
La spiaggia delle Due Sorelle non è una spiaggia qualsiasi: è un simbolo.

Un simbolo economico perché attira moltissimi turisti e da un enorme valore aggiunto a tutta la Riviera del Conero.
E un simbolo naturalistico perché è una spiaggia accogliente ma selvaggia, che ha mantenuto un’incontaminata bellezza che toglie il fiato.
Perciò adesso con la stagione turistica che sta già cominciando riuscire a fare tutto e fare bene non è cosa facile.
Anche se la realtà per sua natura presenta innumerevoli sfaccettature, nella sostanza vediamo in campo due fazioni: ambientalisti e imprenditori.
Il buon senso ci fa pensare che un ambientalista convinto può essere benissimo anche un imprenditore brillante e viceversa. Eppure gli schieramenti in campo sulla questione delle Due Sorelle sembrano ufficialmente questi: ambientalisti Vs imprenditori.





A parer mio la spiaggia andrebbe riaperta punto e basta, senza nessun intervento.
Grazie alle mareggiate di quest’inverno il litorale è pressoché perfetto e qualsiasi intervento non invasivo non potrebbe renderla più sicura di quanto non sia adesso.
Per scongiurare il peggio sarebbe sufficiente informare le persone che non bisogna andare a ridosso della falesia.
Ci sono molti massi che in modo del tutto naturale rendono scomodo e quasi impossibile appropinquarsi ai piedi della falesia all’arrivo della prima ombra, che proprio da lì comincia.
Però per maggiore tutela e sicurezza si dovrebbero mettere degli avvisi di pericolo caduta massi ben visibili ma non stucchevoli.
In questo modo sarebbero tutti felici e contenti, sia gli ambientalisti che gli imprenditori, la stagione non verrebbe compromessa e la sicurezza delle persone sarebbe tutelata come mai è stato fatto.
Però io sono l’ultimo dei signor nessuno e perciò quanto ho scritto è solamente aria fritta.
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26 Maggio 2010

Comunicato stampa
Due Sorelle, Neumann preoccupato:
“Tuteliamo l’ambiente, salvaguardando il turismo”
Il presidente dell’Associazione Riviera del Conero interviene sulla questione della spiaggia che rischia di non riaprire in tempo per l’estate
Anche l’Associazione Riviera del Conero, che racchiude 15 Comuni delle province di Ancona e Macerata, ha espresso preoccupazione per la spiaggia delle Due Sorelle a Sirolo, simbolo delle bellezze regionali a livello nazionale ed internazionale. “Dobbiamo salvaguardare queste eccellenze naturalistiche del nostro territorio -ha detto il presidente dell’associazione Carlo Neumann- conciliando la tutela ambientale e la sostenibilità con il turismo, assai presente in questi luoghi, che rischia di essere compromesso se la spiaggia non sarà riaperta per la stagione balneare ormai in avvio”. La questione Due Sorelle è stata sollevata nei giorni scorsi dal sindaco di Sirolo Moreno Misiti che ha convocato una conferenza stampa per domani, giovedì 27 maggio, cui prenderà parte anche il presidente dell’Associazione Riviera del Conero Carlo Neumann.
Associazione Riviera del Conero
Ufficio stampa Ilaria Traditi
larivieradelconero@gmail.com
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26 Maggio 2010

“Le Due Sorelle e “l’integralismo verde”
“Nessuna autorità pubblica può arrogarsi il diritto di intervenire forzando le procedure di Legge e in disprezzo di altri soggetti istituzionali, perché l’ambiente è patrimonio di tutti, soprattutto in contesti eccezionali come la spiaggia delle Due Sorelle.
…In questi giorni è esplosa l’ennesima polemica tra il Sindaco di Sirolo Moreno Misiti e l’Ente Parco; oggetto del contendere sono le conseguenze ambientali del progetto di messa in sicurezza della falesia che il
Comune rivierasco ha appena proposto e che intenderebbe portare in attuazione prima dell’estate. Visti i tempi stretti, si tratta di una situazione molto critica che a nostro parere evidenzia una chiara insufficienza nell’azione politica e amministrativa del Comune di Sirolo; un’Amministrazione disattenta e superficiale, che fino a pochi mesi fa snobbava la nostra richiesta di accedere alla spiaggia dallo stradello a monte –accesso utile anche per fini di controllo del territorio- fino a mantenere il divieto di utilizzo del sentiero anche nel caso in cui il Parco avesse effettuato i lavori di messa in sicurezza del Passo del Lupo. La stessa Amministrazione però cascava dalle nuvole quando, lo scorso settembre, abbiamo segnalato pubblicamente l’instabilità della falesia prospiciente la spiaggia, con il conseguente stato di pericolo per i turisti.
Da quella nostra segnalazione e dalla successiva ordinanza di interdizione della Capitaneria sono passati dei mesi; c’è ora da chiedersi come mai l’incompletezza del progetto redatto dal Comune di Sirolo emerga solo adesso, in prossimità della stagione estiva, quando di tempo per valutare correttamente il progetto non ce n’è più molto…
Non vogliamo entrare nel merito delle scelte progettuali, su cuicomunque ci sarebbe da discutere, ma evidenziamo come l’Amministrazione di Sirolo non possa, oggi, pretendere di forzare i tempi dopo una sostanziale inattività di anni e senza permettere agli Enti preposti una valutazione completa del progetto in questione, ottemperando in maniera idonea ed in tempi rapidi alle modifiche richieste. La grande attrattiva di quella spiaggia, come di tutta la costa in zona di tutela integrale, è data proprio dalla forte impronta naturale degli ambienti: ogni intervento di alterazione indotto dall’uomo deve necessariamente essere valutato con la massima attenzione, altrimenti si deteriora il bene anziché conservarlo, lo si depaupera irresponsabilmente.
Non sappiamo se sono queste idee a far parlare il Sindaco Misiti di un ipotetico “integralismo verde” da cui guardarsi, ma di certo la storia recente del Conero è strapiena di esempi che, al contrario, hanno causato dei problemi al turismo dovuti ad un malcelato “interventismo” di corto respiro, dove una politica miope ha -ad esempio- costruito quelle scogliere che adesso producono l’alga tossica e, quindi, vanno ridotte se non eliminate, proprio a garanzia delle attività turistiche che dovrebbero difendere.
Queste politiche di tipo emergenziale sono fallimentari perché a medio termine non tutelano alcunché e fanno gravare su tutti i cittadini il costo di scelte sbagliate: cerchiamo di non perseverare, sarebbe diabolico.”
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24 Maggio 2010
Altri video che seguono quelli già precedentemente pubblicati:


Per visualizzare o scaricare la presentazione “Regione Marche - P.F. Difesa della Costa”, che è illustrata nei video clicca qui.
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21 Maggio 2010

Nella deliberazione della giunta comunale n.68 del 01/04/2010 (clicca qui per visualizzarla), si legge che il comune di Sirolo destinerà 6.000 e passa euro di soldi pubblici per la realizzazione di un nuovo sito internet collegato ad un dominio intestato ad un privato.
Nella sopracitata delibera il dominio in questione è turismosirolo.it, che è a tutt’oggi intestato a Marco Carletti.
Provare per credere: www.nic.it
Sempre nella stessa delibera non si parla mai di dominio, ma sempre e solo di sito web. Che è come se si parlasse della cessione di un taxi ignorandone la licenza.
Un conto è se mi regalano un taxi, altra cosa è se mi regalano la licenza.
Perciò sarebbe molto importante poter vedere quest’atto di donazione, perché al momento sembrerebbe proprio che il comune di Sirolo si appresti a spendere i soldi pubblici per favorire illegittimamente un privato cittadino.
Tra l’altro la legge n.4 del 9 gennaio 2004, comunemente chiamata Legge Stanca, obbliga le amministrazioni comunali ad avere siti web ritenuti accessibili.
In sostanza il comune di Sirolo è obbligato a fare un sito web che sia fruibile con facilità da qualsiasi tipologia d’utente: con ridotta o impedita capacità sensoriale, motoria, o psichica (ovvero affette da disabilità sia temporanea, sia stabile) o con hardware e software di limitate prestazioni.
Invece nella delibera non compare da nessuna parte il benché minimo accenno a quest’obbligo di legge, forse perché con il dominio intestato a Carletti pensano di riuscire a raggirarla.
Peccato per loro che il contratto lo stia stipulando direttamente il comune di Sirolo, perché la legge n.4 del 9 gennaio 2004 parla chiaro riguardo alle pubbliche amministrazioni: «non possono stipulare, a pena di nullità, contratti per la realizzazione e la modifica di siti INTERNET quando non è previsto che essi rispettino i requisiti di accessibilità».
Così ho sottoposto la questione a Ideazione, la società che si sta occupando di fare il sito, e mi hanno assicurato che terranno nella dovuta considerazione la legge Stanca.
Staremo a vedere, per adesso siamo certi che l’amministrazione comunale sirolese fa confusione tra sito web e dominio.
E dalla deliberazione n.68 del 01/04/2010 si evince palesemente che non tengono minimamente in considerazione gli obblighi previsti dalla legge n.4 del 9 gennaio 2004.
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