Dos Hermanas

26 Maggio 2010

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In questi giorni tiene banco la diatriba sulla riapertura della spiaggia delle Due Sorelle.
Il sindaco Moreno Misiti da la colpa al Parco del Conero dicendo che sono degli ambientalisti integralisti, e l’Ente Parco del Conero restituisce il colpo spiegando che il comune ha presentato il progetto troppo tardi.

La spiaggia delle Due Sorelle non è una spiaggia qualsiasi: è un simbolo.

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Un simbolo economico perché attira moltissimi turisti e da un enorme valore aggiunto a tutta la Riviera del Conero.
E un simbolo naturalistico perché è una spiaggia accogliente ma selvaggia, che ha mantenuto un’incontaminata bellezza che toglie il fiato.

Perciò adesso con la stagione turistica che sta già cominciando riuscire a fare tutto e fare bene non è cosa facile.

Anche se la realtà per sua natura presenta innumerevoli sfaccettature, nella sostanza vediamo in campo due fazioni: ambientalisti e imprenditori.

Il buon senso ci fa pensare che un ambientalista convinto può essere benissimo anche un imprenditore brillante e viceversa. Eppure gli schieramenti in campo sulla questione delle Due Sorelle sembrano ufficialmente questi: ambientalisti Vs imprenditori.

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A parer mio la spiaggia andrebbe riaperta punto e basta, senza nessun intervento.
Grazie alle mareggiate di quest’inverno il litorale è pressoché perfetto e qualsiasi intervento non invasivo non potrebbe renderla più sicura di quanto non sia adesso.
Per scongiurare il peggio sarebbe sufficiente informare le persone che non bisogna andare a ridosso della falesia.
Ci sono molti massi che in modo del tutto naturale rendono scomodo e quasi impossibile appropinquarsi ai piedi della falesia all’arrivo della prima ombra, che proprio da lì comincia.
Però per maggiore tutela e sicurezza si dovrebbero mettere degli avvisi di pericolo caduta massi ben visibili ma non stucchevoli.

In questo modo sarebbero tutti felici e contenti, sia gli ambientalisti che gli imprenditori, la stagione non verrebbe compromessa e la sicurezza delle persone sarebbe tutelata come mai è stato fatto.

Però io sono l’ultimo dei signor nessuno e perciò quanto ho scritto è solamente aria fritta.


Comunicato stampa - Associazione Riviera del Conero

26 Maggio 2010

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Comunicato stampa

Due Sorelle, Neumann preoccupato:
“Tuteliamo l’ambiente, salvaguardando il turismo”

Il presidente dell’Associazione Riviera del Conero interviene sulla questione della spiaggia che rischia di non riaprire in tempo per l’estate

Anche l’Associazione Riviera del Conero, che racchiude 15 Comuni delle province di Ancona e Macerata, ha espresso preoccupazione per la spiaggia delle Due Sorelle a Sirolo, simbolo delle bellezze regionali a livello nazionale ed internazionale. “Dobbiamo salvaguardare queste eccellenze naturalistiche del nostro territorio -ha detto il presidente dell’associazione Carlo Neumann- conciliando la tutela ambientale e la sostenibilità con il turismo, assai presente in questi luoghi, che rischia di essere compromesso se la spiaggia non sarà riaperta per la stagione balneare ormai in avvio”. La questione Due Sorelle è stata sollevata nei giorni scorsi dal sindaco di Sirolo Moreno Misiti che ha convocato una conferenza stampa per domani, giovedì 27 maggio, cui prenderà parte anche il presidente dell’Associazione Riviera del Conero Carlo Neumann.

Associazione Riviera del Conero
Ufficio stampa Ilaria Traditi
larivieradelconero@gmail.com


Comunicato stampa n°3 - Gli Amici del Lupo

26 Maggio 2010

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“Le Due Sorelle e “l’integralismo verde”

“Nessuna autorità pubblica può arrogarsi il diritto di intervenire forzando le procedure di Legge e in disprezzo di altri soggetti istituzionali, perché l’ambiente è patrimonio di tutti, soprattutto in contesti eccezionali come la spiaggia delle Due Sorelle.

…In questi giorni è esplosa l’ennesima polemica tra il Sindaco di Sirolo Moreno Misiti e l’Ente Parco; oggetto del contendere sono le conseguenze ambientali del progetto di messa in sicurezza della falesia che il
Comune rivierasco ha appena proposto e che intenderebbe portare in attuazione prima dell’estate. Visti i tempi stretti, si tratta di una situazione molto critica che a nostro parere evidenzia una chiara insufficienza nell’azione politica e amministrativa del Comune di Sirolo; un’Amministrazione disattenta e superficiale, che fino a pochi mesi fa snobbava la nostra richiesta di accedere alla spiaggia dallo stradello a monte –accesso utile anche per fini di controllo del territorio- fino a mantenere il divieto di utilizzo del sentiero anche nel caso in cui il Parco avesse effettuato i lavori di messa in sicurezza del Passo del Lupo. La stessa Amministrazione però cascava dalle nuvole quando, lo scorso settembre, abbiamo segnalato pubblicamente l’instabilità della falesia prospiciente la spiaggia, con il conseguente stato di pericolo per i turisti.

Da quella nostra segnalazione e dalla successiva ordinanza di interdizione della Capitaneria sono passati dei mesi; c’è ora da chiedersi come mai l’incompletezza del progetto redatto dal Comune di Sirolo emerga solo adesso, in prossimità della stagione estiva, quando di tempo per valutare correttamente il progetto non ce n’è più molto…

Non vogliamo entrare nel merito delle scelte progettuali, su cuicomunque ci sarebbe da discutere, ma evidenziamo come l’Amministrazione di Sirolo non possa, oggi, pretendere di forzare i tempi dopo una sostanziale inattività di anni e senza permettere agli Enti preposti una valutazione completa del progetto in questione, ottemperando in maniera idonea ed in tempi rapidi alle modifiche richieste. La grande attrattiva di quella spiaggia, come di tutta la costa in zona di tutela integrale, è data proprio dalla forte impronta naturale degli ambienti: ogni intervento di alterazione indotto dall’uomo deve necessariamente essere valutato con la massima attenzione, altrimenti si deteriora il bene anziché conservarlo, lo si depaupera irresponsabilmente.

Non sappiamo se sono queste idee a far parlare il Sindaco Misiti di un ipotetico “integralismo verde” da cui guardarsi, ma di certo la storia recente del Conero è strapiena di esempi che, al contrario, hanno causato dei problemi al turismo dovuti ad un malcelato “interventismo” di corto respiro, dove una politica miope ha -ad esempio- costruito quelle scogliere che adesso producono l’alga tossica e, quindi, vanno ridotte se non eliminate, proprio a garanzia delle attività turistiche che dovrebbero difendere.

Queste politiche di tipo emergenziale sono fallimentari perché a medio termine non tutelano alcunché e fanno gravare su tutti i cittadini il costo di scelte sbagliate: cerchiamo di non perseverare, sarebbe diabolico.”


Non Parlare al Conducente

2 Maggio 2010

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Sono passate decadi da quando mia nonna mi insegnò che la scritta sugli autobus: non parlare al conducente, serviva affinché nessuno distraesse l’autista dalla guida.
La vita di molte persone era affidata a lui e io, seppur ancora un bambino, trovai da subito molto sensato rispettare quel divieto.
Oggi la stessa scritta la troviamo ancora sugli autobus ma, come dimostra il video, dire che è anacronistica è dire poco.

Il filmato che potete vedere risale al 23 aprile 2010, mi trovavo su un mezzo della linea ATMA nella tratta Ancona – Loreto.

Anche se può sembrare il contrario non è mia intenzione denunciare l’autista in questione, ma piuttosto segnalare all’azienda l’evidente necessità di riguardare al passato e riconsiderare valida la vecchia regola che si prefiggeva di non distrarre il conducente dalla guida.
Magari proibendo di usare il cellulare a tutti gli autisti mentre guidano, indipendentemente dal fatto che siano muniti di auricolare o di altro dispositivo conforme al codice della strada.

Gli autisti mentre guidano devono preoccuparsi solo di fare gli autisti. Poi quando sostano che facciano pure tutte le telefonate che vogliono.

Mi sembra doveroso da parte dell’azienda dei trasporti includere nel prezzo del biglietto, una particolare attenzione sotto il profilo della sicurezza.

Perciò mentre guida… non parlate al conducente.


Buon Primo Maggio Sirolo

1 Maggio 2010

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n.b. non tutte le foto sono state scattate oggi, purtroppo però la situazione è questa.


Primavera Silenziosa

28 Aprile 2010

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Appello di Fabio Taffetani (Botanico dell’Università Politecnica delle Marche, Ancona) sull’indiscriminato utilizzo del diserbante più aggressivo e meno selettivo oggi sul mercato: il glyphosate.

«…La pratica del diserbo utilizzata in agricoltura, erroneamente considerata come alternativa allo sfalcio, viene ora proposta (da una Amministrazione Provinciale delle Marche, sostenuta dalla multinazionale che produce il diserbante più aggressivo oggi sul mercato) per il “decoro” delle strade pubbliche e con la scusa di combattere le allergie da polline (ben sapendo che, una volta effettuato il primo trattamento, si dovrà continuare anche negli anni successivi per evitare la proliferazione delle erbe più aggressive, libere di espandersi, in seguito alla scomparsa della vegetazione che presidiava il terreno)…»

Clicca qui per leggere l’appello

oppure qui se preferisci la versione in PDF


Rigassificatori No Grazie # video gruppo_3

12 Marzo 2010

L’ultimo gruppo di video dell’assemblea pubblica “Rigassificatori No Grazie”, cronologicamente successivi a quelli già pubblicati in precedenza:

Rigassificatori No Grazie # video gruppo_1

Rigassificatori No Grazie # video gruppo_2

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Rigassificatori No Grazie # video gruppo_2

11 Marzo 2010

Altri video dell’assemblea pubblica “Rigassificatori No Grazie”, che seguono quelli già pubblicati in precedenza (Rigassificatori No Grazie # video gruppo_1)

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Rigassificatori No Grazie # video gruppo_1

9 Marzo 2010

Venerdì 5 marzo 2010, presso il Cinema Arena Italia di Numana, si è svolta l’assemblea pubblica sui rigassificatori offshore delle Marche organizzata dal gruppo ImpegnaTi per Sirolo in collaborazione con il Comitato Rigassificatore No Grazie di Porto Recanati.

Di seguito i primi video della serata:

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La Rana e lo Scorpione

1 Marzo 2010

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Approfitto della pubblicazione della locandina dell’assemblea sui rigassificatori per raccontarvi una storiella che forse in tanti già conoscente:

La Rana e lo Scorpione

Una rana e uno scorpione si incontrarono davanti a un fiume. Entrambi volevano passare dall’altra parte, e se la rana non aveva difficoltà, lo scorpione era preoccupato, perché non sapeva nuotare.

“Per piacere, mia cara rana, mi porteresti dall’altra parte del ruscello?” chiese lo scorpione, con la voce più dolce che gli riuscì di fare.
“Fossi matta!” gli rispose la rana “Non provare nemmeno ad avvicinarti, non ho nessuna voglia di farmi pungere da te”.
“Ma ragiona, ranocchietta: se tu mi aiuti a passare il fiume prendendomi sulla groppa, io mai e poi mai ti pungerei: se lo facessi, annegherei, perché non so nuotare”.
La rana rifletté, e decise di aiutare lo scorpione, un po’ perché aveva paura che altrimenti la avrebbe punta, un po’ perché era un animale generoso, e dopo tutto lo scorpione non le aveva fatto niente di male.
E così lo scorpione saltò in groppa alla rana, e tutti e due si buttarono in acqua. Erano già a metà del percorso, proprio in mezzo al fiume, quando la rana sentì un dolore acutissimo sulla schiena. “Ma come?” esclamò “mi hai punta! E ora moriremo tutti e due, io per il veleno, e tu perché annegherai! Ma perché lo hai fatto?” E lo scorpione rispose: “Già, perché l’ho fatto? Perché pungere è la mia natura, e io non posso farci niente”.

GAZ de France e API Nuova Energia sono scorpioni per natura ed è da stolti cedere alle loro lusinghe, perché quando sentiremo gli effetti del pungiglione sarà ormai troppo tardi per tornare indietro.

In questo ipotetico gioco di ruoli noi comuni cittadini facciamo la parte delle rane buone ed un po’ ingenue, mentre GAZ del France e API Nuova Energia sono gli scorpioni che hanno bisogno del nostro consenso per attuare i loro piani.
Purtroppo già in tanti, a cominciare dai politici che in teoria avrebbero il compito di proteggerci, hanno abbassato la guardia e ceduto alle loro lusinghe.

Loro sono forti, sono scorpioni, noi siamo delle semplici rane come possiamo opporci?

E’ questo il tipo di ragionamento che ci spingono a fare onde ottenere il nostro consenso (il più delle volte si tratta di silenzio assenso).

Però in verità loro hanno estremamente bisogno di noi, mentre noi non abbiamo assolutamente bisogno di loro (anche se fanno di tutto per convincerci del contrario).

Di fatto chi tace acconsente e questo alla GAZ de France e all’API Nuova Energia lo sanno benissimo, anzi ci fanno proprio affidamento.
Perciò non restare a guardare mentre distruggono il nostro ambiente, partecipa anche tu venerdì 5 marzo 2010 alle ore 21:00 all’Assemblea Pubblica “Rigassificatori No Grazie” che si terrà al Cinema Arena Italia di Numana.

[per la mappa su Google clicca qui]

E’ un’iniziativa di: ImpegnaTi per Sirolo


Istanza di Autorizzazione - Provincia di Macerata

17 Febbraio 2010

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Di nuovo per merito del Comitato RigassificatoreNoGrazie abbiamo a disposizione un interessante documento riguardante l’iter procedurale per la valutazione di fattibilità del progetto Tritone GNL di GDF Suez.

Nel dettaglio si tratta dell’Istanza di autorizzazione della Provincia di Macerata del 23 febbraio 2009.

[clicca qui per consultare il documento con note evidenziate aggiunte]

[clicca qui per consultare il documento senza note evidenziate]


C.T.R. sicurezza

10 Febbraio 2010

Il comitato RigassificatoreNoGrazie ha messo a disposizione un importante documento: CTR Marche del 24 novembre 2009.

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Argomento

 GDF SUEZ Energy Italy

Autorizzazione alla realizzazione ed esercizio di un terminale offshore per la rigassificazione di gas naturale liquido da realizzarsi al largo della costa della regione Marche, presso Porto Recanati.

Relazione del gruppo di lavoro incaricato dell’esame del Rapporto di sicurezza preliminare presentato ai sensi del D. L.vo 334/99 e s.m.i ai fini del rilascio del Nulla Osta di Fattibilità

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Consiglio a tutti la lettura integrale del documento «visionabile cliccando qui». Di seguito invece trovate le trascrizioni delle parti che mi hanno colpito maggiormente e per non fare confusione le mie note le ho scritte in grassetto blu.

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Dal verbale del gruppo di lavoro allegato al rapporto preliminare del Dipartimento dei Vigili del Fuoco delle Marche

13) [..] Si rappresenta che per tutti i 23 eventi incidentali presi in considerazione si esclude la possibilità di effetti dominio poiché la durata del fenomeno è sempre ipotizzata inferiore a quanto indicato nella Tabella 1.C.11 del Rapporto di Sicurezza. L’ipotesi che non avvenga un effetto domino inoltre è basata sulla certezza che tutti i sistemi di regolazione e protezione mantengano la propria funzionalità in ogni condizione. [..]

Osservazioni relative al metodo ad indici

Relativamente alla unità 10
[..] i riferimenti al DM 20.10.98, relativo ai depositi di liquido facilmente infiammabili, non sembrano pertinenti all’impianto in esame. [..]

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Comune di Porto Recanati
Ufficio Tecnico – Settore Urbanistica

Protocollo 16763

Oggetto: Rapporto preliminare di sicurezza terminale GNL Tritone Offshore Marche proposto dalla GDF SUEZ

1. Illogica applicazione del D.L.vo 334/99:

[..] appare illogica la convocazione del Comune di Porto Recanati al C.T.R. (così come quella della Provincia di Macerata) in quanto l’impianto non risulta ubicato nel territorio comunale ma in mare Adriatico e per giunta in acque internazionali, la cui giurisdizione amministrativa è da stabilire; inoltre per espressa indicazione normativa (art.4, comma 1), del D.L.vo 334/99), come peraltro rimarcata anche dalla stessa Azienda promotrice nel Rapporto di Sicurezza Preliminare, la struttura a terra, costituita da tubazione in arrivo e da stazione di misurazione, non è soggetta alle disposizioni del citato Decreto;

pertanto delle due o la convocazione del Comune di Porto Recanati al C.T.R. è immotivata oppure il Rapporto di Sicurezza Preliminare è del tutto carente delle studio e valutazione degli effetti sulla stazione REMI e sulle tubazioni a terra interessanti il Comune di Porto Recanati e la Provincia di Macerata; non si comprende infatti come un ipotetico scenario catastrofico derivante da evento non probabile ma possibile debba necessariamente interessare il solo Comune di Porto Recanati e non i comini limitrofi (Numana-Sirolo-Potenza Picena);

riassumendo sarebbe: per competenza territoriale non dovreste chiederci nessun parere, ma già che lo fate perché non estendete la richiesta ai comuni limitrofi ugualmente coinvolti?

si ritiene doveroso inoltre evidenziare come, per effetto di una convocazione al C.T.R. di soggetti non legittimati, potrebbe essere dichiarata illegittima anche la deliberazione finale assunta dallo stesso Comitato. Invalidando quindi l’intero procedimento, atteso che ai sensi dell’art. 19 del D.L.vo 334/99, le sedute del C.T:R. sono valide con la presenza dei 2/3 dei componenti e che le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti

2. Incompleta valutazione degli incidenti rilevanti:

questa sezione vale veramente la pena di leggerla per intero, pag.20 del documento in oggetto «visionabile cliccando qui»

[..] Sono stati valutati nel Rapporto di Sicurezza Preliminare n.23 eventi cui sono connessi altrettanti incidenti rilevanti; vengono tralasciati gli scenari di rischio principali, dovuti ad esempio a fenomeni la cui probabilità di accadimento risulta sicuramente bassa ma non escludibile a priori; a titolo di esempio, tali eventi possono ricondursi a:

1. collisioni in mare, anche con navi ostili che determinino aperture consistenti nello scafo e sversamento di GNL in mare con quantità rilevanti [..] relativamente invece alla collisione tra navi di tonnellaggio maggiore non viene menzionato nulla, ritenendo il fatto non credibile; si ritiene invece che seppur non credibile l’evento risulta possibile [..] collisioni tra nave dedicata e navi ostili non vengono neppure valutati, escludendo a priori gli effetti derivanti da potenziali atti terroristici:

troppe sciagure sono successe per la mancata prevenzione di scenari ritenuti a torto non credibili.
Poi quando malauguratamente si verificano tutti a piangere lacrime di coccodrillo

5. trattandosi di “stabilimento galleggiante”, non vengono minimamente descritti tutti i possibili inconvenienti o interferenze derivanti dalla effettiva costruzione della nave (materiali, azioni deformanti del moto ondoso sulle strutture quali torsioni e flessioni, agenti aggressivi in ambiente marino ed altro) [..]

7. il rischio connesso con la caduta dei fulmini (la cui rilevanza negli incidenti avvenuti nei serbatoi in terra ferma risulta elevata) viene valutato sulla base di una Mappa Ceraunica redatta esclusivamente per la terra ferma e non per il mare; non si conosce pertanto quale sia la frequenza di caduta fulmini nella zona di ubicazione della nave [..]

in un altro punto del documento si legge che: “Una analisi effettuata su 242 incidenti avvenuti a Serbatoi di Stoccaggio negli ultimi 40 anni, ha evidenziato che il 33% degli incidenti è stato causato da fulmini [..]”

3. Incompletezza della progettazione su cui viene richiesto il rilascio del N.O.F.:

L’art.21 del D.L.vo 334/99 definisce le procedure per la valutazione del rapporto di sicurezza. In particolare al comma 3) stabilisce che il C.T.R., esaminato il Rapporto Preliminare di Sicurezza, effettuati i sopralluoghi ritenuti necessari, rilascia il nulla osta di fattibilità, eventualmente condizionato; con tale documento l’Azienda proponente è abilitata alla costruzione dell’impianto ma non al suo esercizio, per il quale occorre l’acquisizione del parere definitivo del C.T.R. sul rapporto definitivo di sicurezza. E’ evidente che la valutazione dei C.T.R. devono essere svolte sin dalla prima fase preliminare con tutta la scrupolosità possibile, anche perché le motivazioni di un eventuale successivo divieto di esercizio dovrebbero risiedere nella non osservanza di prescrizioni in precedenza stabilite oppure nella oggettiva differenza tra l’impianto analizzato e quello costruito; risulterebbe impossibile motivare un divieto di inizio attività dovuto esclusivamente ad una nuova valutazione (secondo diversi punti di vista) degli stessi elementi già valutati nel N.O.F.; allo stato attuale risulta che la nave e l’intero impianto non siano ancora progettati; non esiste un layout degli impianti dislocati sul ponte della nave; non è possibile valutare con certezza la possibile interferenza che un gruppo di servizi possa avere rispetto ad un altro, data la estrema vicinanza dovuta alla dimensione della nave (rispetto ad un impianto on-shore); non è dato di conoscere e capire quali scelte opereranno altri soggetti (Enti internazionali di certificazione delle navi) in tempi successivi a quelli del N.O.F. in relazione all’impianto collocato sulla nave e se tali decisioni possano o meno interferire con le valutazioni effettuate precedentemente dal C.T.R., allo stato attuale sembra pertanto improbabile eseguire quella valutazione scrupolosa ed approfondita che la legge richiede.

Qui si paventa il rischio che un preliminare nulla osta di fattibilità ad una nave ed un impianto non ancora progettati, inneschi un ginepraio burocratico che alla fine porterà ad un quasi obbligato parere definitivo del C.T.R.

4. Non affidabilità degli studi sulla sicurezza:

Gli studi sulla sicurezza si basano su valutazioni di incidenti avvenuti in un determinato arco temporale su impianti analoghi a quello in esame (banca storica degli eventi) e ritenuti credibili o degni di attenzione; per tali eventi vengono valutati gli effetti e determinate le eventuali operazioni compensative per ridurre la percentuale di accadimento; occorre premettere che impianti come quello in esame al momento non sono ancora stati realizzati; quello operante nel Golfo del Messico, posto a circa 116 miglia dalla costa, non prevede operazioni di travaso del GNL da nave a nave; peraltro tale operazione (denominata allibo) risultava vietata anche in Italia fino al 2006; con Decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasposti del 6 febbraio 2006 è divenuta possibile, superando i probabili pericoli precedentemente rilevati; tutti gli eventi esaminati pertanto sono riferiti a situazioni ben diverse da quelle cui andrebbe incontro l’impianto in esame, al momento non conosciute per esperienza diretta, si rileva in letteratura una certa inaffidabilità dei sistemi computerizzati utilizzati per le modellazioni e simulazioni degli effetti di possibili incidenti con l’impiego del GNL; tali sistemi si basano su ipotesi, approssimazioni, semplificazioni che sopperiscono alla sperimentazione su larga scala dei fenomeni connessi con la fuoriuscita del GNL; nello studio esaminato non vengono portati ulteriori elementi di valutazione sperimentale di laboratorio, ufficialmente riconosciuti da organismi internazionali, se non quelli legati alla diretta esperienza (di parte) della Azienda proponente; caso emblematico è la formazione di nubi di gas connesse con la dispersione di enormi quantitativi di GNL; tale fenomeno trova in letterature varie e diverse collocazioni, sia come formazione che come dimensione delle aree interessate (da 3,5 Km a 11 Km fino a 55 Km e oltre 84 Km di distanza) ovviamente dipendenti dalla quantità di GNL fuoriuscito, dalle condizioni meteo-marine, climatiche e del vento; nel Rapporto di Sicurezza Preliminare esaminato non si fa minimamente cenno a eventuali formazioni di nubi di gas come quelle accennate, limitandosi ad individuare al massimo un’area di poche centinaia di metri attorno alla nave;

nello studio GDF Suez ha inserito dati personali tralasciato quelli degli organismi internazionali ufficialmente riconosciuti, in più il sistema con cui riforniscono la nave di GNL è unico nel suo genere e vietato in Italia fino al 2006

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Progetto GAS – Soc. GAZ DE FRANCE SUEZ ENERGY – ITALY
Osservazioni e valutazioni del RINA

1.3 Analisi della sicurezza

1.3.1 Analisi delle sequenze degli incidenti

Come indicato nel Rapporto preliminare di sicurezza, l’identificazione dei pericoli è stata fatta dal progettista basandosi su.

-    documentazioni di progetto, così come disponibili (planimetria d’impianto, dati di processo, ecc.),
-    know-how acquisito da GDF SUEZ grazie all’esperienza su terminali GNL
-    esperienza acquisita da GDF SUEZ sulle navi metaniere attraverso la sua compagnia di navigazione [..]

1.3.2 Valutazione delle conseguenze degli eventi incidentali

L’analisi preliminare è tata eseguita con l’ausilio di programmi appositi sviluppati da GDF Suez [..]

come dire che le analisi le hanno fatte con dati e programmi forniti da GDF Suez

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Per opportuna conoscenza si trasmette copia della consulenza tecnica richiesta dal Comune di Porto Recanati al Prof. Valerio Cozzani dell’Università di Bologna, in merito ad alcuni quesiti emersi e trasmessi al gruppo di lavoro nominato del Comitato Tecnico Regionale riguardanti il progetto indicato.

Considerazioni preliminari in relazione alle domande poste dall’amministrazione Comunale:

da pag.41 del documento in oggetto «visionabile cliccando qui»
seguono una serie di considerazioni del Prof. Valerio Cozzani titolare dei corsi di “Impianti Chimici”, “Progettazione di apparecchiature ed impianti”, e “Tecnologie sostenibili per l’uso delle risorse energetiche” presso l’Università di Bologna, direttore del master di II livello in “Progettazione di impianti per lo sfruttamento di campi petroliferi off-shore”, direttore del master di II livello in “Progettazione di Impianti Oil&Gas”, che in linea col suo lavoro mitiga le preoccupazioni e le perplessità tecniche in materia di sicurezza dell’impianto Tritone GNL.

Hanno chiesto a uno che fa impianti se si possono fare impianti

9. [..] l’incendio che si svilupperebbe (“flash-fire”) potrebbe causare una elevata probabilità di effetti irreversibili per le persone esposte e non protette [..]

effetto irreversibile è un modo alternativo per dire morte?

11. [..] Sulla base delle informazioni fornite dal gestore all’atto dell’approvazione del Rapporto di Sicurezza definitivo, il Prefetto dovrà preparare un piano di emergenza individuando le risorse disponibili per le operazioni di soccorso ed evacuazione.
La popolazione eventualmente coinvolta dovrà essere informata ed è prevista l’effettuazione di prove periodiche per verificare l’efficacia dei piani di emergenza. [..]

in sostanza se lo riterranno opportuno potremmo essere obbligati a trascorrere qualche domenica a fare esercitazioni d’emergenza, senza contare che un giorno potremmo sentire, come nei catastrofici film Hollywoodiani, l’altoparlante che dice: “questa non è un’esercitazione, ripeto questa non è un’esercitazione…

16. “Distrigas of Massachusetts” (di proprietà GdF Suez North America) è stata sanzionata nel 2005 da parte dell’autorità di controllo sulla sicurezza dei gasdotti, per il mancato espletamento delle verifiche triennali sullo stato delle tubature (trovate in evidente stato di corrosione atmosferica da parte degli ispettori) e per non aver provveduto ad addestrare gli operatori del gasdotto così come previsto dalla legge.

Identificare con chiarezza quali autorità governative sono preposte alla ispezione di sicurezza sul gasdotto e sull’addestramento del personale responsabile delle stazioni di terra, in modo che simili inadempienze non abbiano a ripetersi anche qui in Italia. [..]

in sostanza GDF Suez si è già dimostrata inadempiente e come alternativa non rimane altro che identificare con chiarezza le autorità governative preposte alle ispezioni… c’è da stare tranquilli.


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