Ripascimenti a Portonovo (flyer)
5 Giugno 2011RIPASCIMENTI A PORTONOVO ?
NO GRAZIE !
I sottoscritti,
prendendo atto
che la Regione Marche ha approvato nei mesi scorsi un progetto di ripascimento per Portonovo, che tale progetto sarà realizzato a partire dal 6 giugno 2011,
ritenendo che tale progetto presenti i seguenti elementi critici:
1) il ripascimento viene proposto su tutta la costa di Portonovo - da Emilia alla chiesetta - in assenza di una dimostrata necessità, tanto che tale intervento, effettuato con denaro pubblico, sembra favorire solo gli interessi di pochi operatori economici
2) si riverseranno 7.600 mc di ghiaia della Gola della Rossa sulle spiagge, alterandone la composizione originaria (sassi tondi di Portonovo) e trasformandole in luoghi artificiali adatti solo ad ospitare lettini e tavolini,
3) l’impatto del ripascimento non riguarda solo la spiaggia, dato che la dispersione del materiale risospeso in acqua andrebbe a ricoprire oltre 30 metri di fondale, con danni non quantificabili a fauna e flora marina;
4) la delibera del Sindaco ha disposto il divieto di balneazione in tutta l’area di Portonovo dal lunedì al venerdì per tutto il mese di giugno, eccetto che nei finesettimana. Portonovo diventerà, seppur a segmenti, un “cantiere di lavoro”, alla faccia della libera fruizione in piena estate degli arenili, dei rischi per i bagnanti e della perdita di immagine in termini di naturalità che per Portonovo è stato sempre un elemento strategico di attrazione turistica;
considerando che:
a) la politica dei ripascimenti applicata a Portonovo si è ormai dimostrata inadeguata: sempre più spesso la cura si rivela peggiore del sintomo e non solo in termini economici;
b) le strategie di tutela sono una garanzia di futuro e gli interventi - se localmente necessari - devono essere preceduti da serie valutazioni di impatto e monitorati nel tempo, per verificarne l’efficacia e gli effetti sulla salute umana e sull’ambiente;
c) già in passato gli interventi di ripascimento hanno sollevato generali critiche su metodi, tempi e opportunità (vista la “necessità” di reiterare ogni anno gli stessi interventi);
d) per Portonovo, così come per tutto il Parco del Conero, la conservazione dell’ambiente è il valore primario e va anteposto ad interessi di breve periodo e di poche persone;
CHIEDONO che:
· La Regione revochi la delibera relativa agli interventi di ripascimento;
· Il Sindaco Gramillano ritiri l’ordinanza con cui, per consentire i lavori di ripascimento, vieta la balneazione; OPPURE il Sindaco mantenga l’ordinanza e vieti la balneazione per tutta la durata dei lavori di ripascimento e finché non vengano resi noti i risultati delle analisi sulla salubrità dell’acqua di Portonovo e spiagge limitrofe;
· Si attuino in modo rigoroso le previsioni del Piano Particolareggiato di Portonovo, del Piano del Parco e delle normative europee sulle direttive Habitat e Uccelli;
· la Magistratura valuti – incaricando tecnici periti di dinamica costiera - se ci siano gli estremi per bloccare l’inutile ripascimento per palese lesione degli interessi dei cittadini e danneggiamento dell’ambiente naturale di Portonovo,
Comitato Mare Libero, Comitato Mezzavalle Libera, Legambiente Marche, Circolo naturalistico” Il Pungitopo”, Italia Nostra, Laboratorio Sociale, Circolo Equo e Bio, WWF Marche

clicca qui per scaricare il documento in formato PDF

Presidio - 3 maggio 2011
29 Aprile 2011Il 3 maggio si riunisce l’Assemblea Legislativa delle Marche e in quella sede discuteranno delle varie mozioni sui rigassificatori.
Dall’ordine del giorno della seduta del 03/05/2011:
Punto 11
Mozione n. 49 dei consiglieri Eusebi, Giorgi, Acacia Scarpetti “Diniego all’intesa per la realizzazione del rigassificatore API di Falconara”.
Mozione n. 72 del consigliere Bucciarelli “Rigassificatori”.
Mozione n. 104 del consigliere Pieroni “Decreti del Ministero dell’Ambiente per la concessione della compatibilità ambientale dei Rigassificatori di Falconara e di Porto Recanati (Riviera del Conero)”.
Mozione n. 106 del consigliere Binci “Contro la realizzazione del Rigassificatore di Ancona – Falconara Marittima”.
Mozione n. 137 dei consiglieri Busilacchi, Ricci, Badiali, Giancarli “Rigassificatore di Falconara Marittima”.
Interpellanza n. 17 del consigliere Marangoni “Rigassificatore a Porto Recanati”
Interrogazione n. 136 del consigliere Pieroni “Realizzazione rigassificatore in località Falconara Marittima”.
Interrogazione n. 213 del consigliere Latini “Rigassificatore API”.
Interrogazione n. 276 del consigliere Latini “Rigassificatore a largo del Comune di Numana”.
(le mozioni n. 49, 72, 104, 106 e 137 l’interpellanza n. 17 e le interrogazioni n. 136, 213 e 276 sono abbinate)
Vari gruppi, comitati e cittadini in questi ultimi giorni si sono dati molto da fare per interloquire con i rappresentanti di tutte le forze politiche presenti nel Consiglio Regionale. Ed è stato loro consegnato un documento (controfirmato e protocollato) dove si evidenziano, comparandole, le inspiegabili differenze di approfondimento sulle valutazioni di impatto ambientale, svolte dalla Regione Marche, per i progetti di rigassificazione della società GAZ de France SUEZ (non approvato) e API Nòva Energia (approvato).
Clicca qui leggere il documento: Relazione comparativa Comitati (1ª parte)
Martedì 3 maggio alle 9:30 ci sarà un presidio presso il palazzo dell’Assemblea Regionale – via Tiziano 44 (AN) – e se sei contrario ai rigassificatori nelle Marche non puoi mancare.
Ti Aspettiamo!
11-02-2011 Conferenza Stampa sui Rigassificatori
1 Marzo 2011Come già saprete con il Decreto VIA del 21/01/2011 il Ministero dell’Ambiente del Territorio e del Mare ha autorizzato, se pur con numerose prescrizioni, la realizzazione dell’impianto di rigassificazione Tritone GNL proposto da GDF Suez che vogliono installare al largo delle coste del Cónero.
Di seguito la documentazione inerente l’autorizzazione ministeriale:
- Istruttoria VIA Terminale GNL Tritone - Offshore Marche Porto Recanati. Proponente: GDF Suez. Trasmissione parere n. 410 del 17 dicembre 2009
- Decreto VIA n. 16 del 21/01/2011
- Nota del Ministero dell’Ambiente e della Tutela e del Territorio e del Mare - Direzione Generale per la Protezione della Natura n. 20316 del 24/09/2010
- Parere art. 9 DM GAB/DEC/150/07 Terminale offshore di rigassificazione GNL localizzato al largo delle coste della Regione Marche antistante il comune di Porto Recanati - revisione del parere n. 410 del 17/12/2009. Proponente: Tritone GNL SpA.
- Parere del Ministero per i Beni e le Attività Culturali n. 11156 del 08/04/2010
- Parere della Giunta della Regione Marche n. 10/VAA_08 del 08.02.2010
Nonostante questo l’azione congiunta di cittadini, comitati, associazioni, onlus ed esponenti politici di diversi schieramenti fa ben sperare per un esito differente dell’intera faccenda.
Come dimostrano i video della conferenza stampa tenutasi l’11/02/2011 ad Ancona presso il Gran Hotel Passetto.
Oggi l’Italia anche con la chiusura del gasdotto libico, che per l’Eni casca a fagiolo dato che l’anno scorso ha dovuto pagare circa 1,24 miliardi di euro alla Russia di penali take or pay, ha un surplus di capacità di approvvigionamento di gas.
La crisi economica ha drasticamente diminuito i consumi e solo ipotizzando un’eccezionale ed immediata ripesa si potrebbe paventare una situazione in cui gli attuali canali di approvvigionamento potrebbero non essere sufficienti al fabbisogno nazionale.
E’ anche vero che si potrebbero presentare nuovi assetti geopolitici con conseguenti riduzioni di portata o totali chiusure di altri gasdotti.
E certamente per una nazione è un dovere cercare di limitare i rischi della dipendenza energetica, però i rigassificatori sono la risposta giusta per i soli mercati azionari che così possono contare su una maggiore liberalizzazione del mercato con una conseguente maggiore libertà di speculazione.
Con l’installazione di questi impianti sono sempre i soliti pochi che guadagnano molto a discapito dei tanti.
E già solo quest’aspetto dovrebbe essere sufficiente a farci rifiutare la sola idea di piazzare in mare 2 impianti altamente inquinanti e ad alta pericolosità.
Chiediamoci questo: se davvero sono così strategici per gli interessi nazionali (ricordiamoci comunque che in Italia manca un piano energetico nazionale) perché allora non li gestisce direttamente lo stato italiano a nome dei suoi cittadini?
Che li costruiscano pure Api o GDF Suez, ma che la proprietà diventi statale. Se ci possiamo permettere di risarcirgli fino all’80% della produzione non prodotta per ben 20 anni, allora ci possiamo permettere il possesso degli impianti.
Così nella malaugurata ipotesi di una più ampia crisi energetica non rischieremmo che i proprietari francesi decidessero di far transitare il gas dalle Marche verso il loro stato d’appartenenza lasciando l’Italia a secco.
D’altronde sarebbe un loro diritto poter scegliere a quale acquirente cedere il gas, e se la madrepatria lo richiedesse non credo che si farebbero troppi scrupoli per noi.
Perciò bando alle ciance, se i rigassificatori sono strategici per l’Italia che sia il popolo italiano a beneficiarne in toto, già che a causa loro dovremmo pagare un altissimo costo ambientale.
Altrimenti facciamo in modo che gli speculatori finanziari indirizzino altrove le loro aspirazioni di facili profitti.
Pubblicità Regresso
13 Settembre 2010Devo ammettere che quando ho visto per la prima volta il display grafico che hanno installato di recente a Sirolo, all’incrocio tra via Vivaldi e via Dante, ho pensato subito alla mentalità anacronistica di chi ha avuto questa bella pensata.
In un momento in cui molti comuni italiani, soprattutto località turistiche, stanno cercando di eliminare quanti più cartelli pubblicitari possibili (in un solo colpo si migliora il paesaggio e si evita di ammorbare le persone con fastidiose réclame) ecco che Sirolo si fregia di uno sgargiante schermo video pubblicitario.
A ben vedere però, andando oltre a questi fattori di poco conto, c’è il fatto che quell’incrocio è già stato teatro di diversi incidenti, e non credo proprio che un display luminoso possa contribuire a renderlo più sicuro, ma piuttosto sarà vero il contrario.
La Fondazione ANIA per la sicurezza stradale ha avviato una campagna di comunicazione per la sicurezza stradale, qui di seguito vi riporto uno stralcio del comunicato stampa che riporta dei dati molto interessanti:
Roma, 6 luglio 2010 – La distrazione alla guida è considerata il primo fattore di incidentalità stradale. Lo afferma il 51% degli italiani intervistati che ammette di aver avuto un incidente stradale dovuto alla distrazione. Questo è quanto emerge dall’indagine IPSOS1 “Gli italiani al volante. La distrazione alla guida tra realtà e percezione”, promossa e presentata oggi dalla Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale, la Onlus delle Compagnie di assicurazione, in occasione del lancio della campagna di comunicazione “Pensa a guidare” voluta per sensibilizzare sui pericoli della guida distratta.
[Per leggere l’intero comunicato clicca qui]
Perciò adesso mi chiedo: nel collocare strategicamente il display luminoso avranno tenuto conto del fattore di rischio per la circolazione stradale (provocato dall’inevitabile distrazione che genera in chi guida), o avranno solamente pensato a trovargli una posizione di massima visibilità?
Il comma n°1 dell’art. 23 del codice della strada ci dice che: «Lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti della pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l’efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l’attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione…»
L’articolo prosegue con ulteriori dettagli e specifiche che non sono stato ad analizzare nella giusta misura, perciò non mi sento d’affermare con certezza che l’anacronistico display grafico che illumina le notti sirolesi sia in aperto contrasto con il C.D.S., però credo che sia legittimo nutrire un ragionevole dubbio sulla sua legalità.
Però di una cosa sono sicuro: la distrazione alla guida è causa di incidenti e quel display grafico distrae dalla guida.
Aggiungiamoci poi che lo schermo video l’hanno posizionato in prossimità di un incrocio molto trafficato (per gli standard sirolesi) ed otterremo un’inutile aumento del rischio d’incidenti di cui avremmo, molto volentieri, fatto a meno.
Lettera Aperta di un Falconarese
16 Giugno 2010
Salve,
martedì 8 giugno diversi cittadini per 2-3 ore hanno assistito al Consiglio Regionale, io ero tra questi e questa se vi può interessare è la mia testimonianza diretta.
DA CITTADINO FALCONARESE MI SONO SENTITO MORIRE…una, dieci, cento volte…perchè ?
Per rabbia e sdegno nel percepire una volontà politica ben precisa, estesa a non voler porre la questione del rigassificatore di Falconara sullo stesso piano di quello di Porto Recanati.
Letti i giornali del giorno dopo e l’emendamento alla mozione approvata dalla maggioranza si possono sostenere tante tesi empiriche ma in verità martedì hanno parlato molto di più gli atteggiamenti in aula e le tante volte che si è taciuto sulla nostra città e costa, sul progetto che di fatto si inserisce in un contesto già di Area Elevato Rischio, come se poi Senigallia, Montemarciano, Ancona non ne fossero danneggiati economicamente in immagine, turismo, pesca, incolumità,, ecc ed altrettanto rispetto alle zone a SUD del Conero.
Beach Link
10 Giugno 2010N.B. Per rispetto dell’articolo 27, comma 2 della Costituzione Italiana: «l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva», ho rieditato l’articolo in data 21/06/2010 (le parti rieditate sono scritte in rosso). Maggiori informazioni sul perché di questa decisione potete leggerle cliccando qui.
Immagino che se mi fidassi dell’amministrazione comunale sirolese, al vedere i lavori di collegamento tra spiaggia Urbani e San Michele non avrei battuto ciglio.
Invece le passate esperienze personali, più la recente sentenza al capo ufficio tecnico del municipio mi hanno fatto subito sentir puzza di illecito (omissis).
Perciò mi sono messo a fare qualche foto e lascio a voi giudicare se quello che ho visto oggi pomeriggio può essere considerato un cantiere che rispetta le norme sulla sicurezza:
Qui sopra possiamo vedere un turista che carca di scansare un mezzo meccanico in movimento.
Da quest’altra foto possiamo vedere come l’acqua fosse intorbidita dall’esecuzione dei lavori. Nonostante questo posso assicurarvi che non c’era da nessuna parte il divieto di balneazione.
Eppure l’ARPAM è molto attenta a queste cose, sarà stata informata?
Le mie passate esperienze con l’operato dell’ufficio tecnico di Sirolo mi fanno supporre di no.
Conferenza Stampa del Parco del Conero
29 Maggio 2010Nei video un sunto della conferenza stampa del Parco del Conero per la riapertura della spiaggia delle Due Sorelle.
Dos Hermanas
26 Maggio 2010In questi giorni tiene banco la diatriba sulla riapertura della spiaggia delle Due Sorelle.
Il sindaco Moreno Misiti da la colpa al Parco del Conero dicendo che sono degli ambientalisti integralisti, e l’Ente Parco del Conero restituisce il colpo spiegando che il comune ha presentato il progetto troppo tardi.
La spiaggia delle Due Sorelle non è una spiaggia qualsiasi: è un simbolo.
Un simbolo economico perché attira moltissimi turisti e da un enorme valore aggiunto a tutta la Riviera del Conero.
E un simbolo naturalistico perché è una spiaggia accogliente ma selvaggia, che ha mantenuto un’incontaminata bellezza che toglie il fiato.
Perciò adesso con la stagione turistica che sta già cominciando riuscire a fare tutto e fare bene non è cosa facile.
Anche se la realtà per sua natura presenta innumerevoli sfaccettature, nella sostanza vediamo in campo due fazioni: ambientalisti e imprenditori.
Il buon senso ci fa pensare che un ambientalista convinto può essere benissimo anche un imprenditore brillante e viceversa. Eppure gli schieramenti in campo sulla questione delle Due Sorelle sembrano ufficialmente questi: ambientalisti Vs imprenditori.
A parer mio la spiaggia andrebbe riaperta punto e basta, senza nessun intervento.
Grazie alle mareggiate di quest’inverno il litorale è pressoché perfetto e qualsiasi intervento non invasivo non potrebbe renderla più sicura di quanto non sia adesso.
Per scongiurare il peggio sarebbe sufficiente informare le persone che non bisogna andare a ridosso della falesia.
Ci sono molti massi che in modo del tutto naturale rendono scomodo e quasi impossibile appropinquarsi ai piedi della falesia all’arrivo della prima ombra, che proprio da lì comincia.
Però per maggiore tutela e sicurezza si dovrebbero mettere degli avvisi di pericolo caduta massi ben visibili ma non stucchevoli.
In questo modo sarebbero tutti felici e contenti, sia gli ambientalisti che gli imprenditori, la stagione non verrebbe compromessa e la sicurezza delle persone sarebbe tutelata come mai è stato fatto.
Però io sono l’ultimo dei signor nessuno e perciò quanto ho scritto è solamente aria fritta.
Comunicato stampa - Associazione Riviera del Conero
26 Maggio 2010Comunicato stampa
Due Sorelle, Neumann preoccupato:
“Tuteliamo l’ambiente, salvaguardando il turismo”
Il presidente dell’Associazione Riviera del Conero interviene sulla questione della spiaggia che rischia di non riaprire in tempo per l’estate
Anche l’Associazione Riviera del Conero, che racchiude 15 Comuni delle province di Ancona e Macerata, ha espresso preoccupazione per la spiaggia delle Due Sorelle a Sirolo, simbolo delle bellezze regionali a livello nazionale ed internazionale. “Dobbiamo salvaguardare queste eccellenze naturalistiche del nostro territorio -ha detto il presidente dell’associazione Carlo Neumann- conciliando la tutela ambientale e la sostenibilità con il turismo, assai presente in questi luoghi, che rischia di essere compromesso se la spiaggia non sarà riaperta per la stagione balneare ormai in avvio”. La questione Due Sorelle è stata sollevata nei giorni scorsi dal sindaco di Sirolo Moreno Misiti che ha convocato una conferenza stampa per domani, giovedì 27 maggio, cui prenderà parte anche il presidente dell’Associazione Riviera del Conero Carlo Neumann.
Associazione Riviera del Conero
Ufficio stampa Ilaria Traditi
larivieradelconero@gmail.com
Comunicato stampa n°3 - Gli Amici del Lupo
26 Maggio 2010“Le Due Sorelle e “l’integralismo verde”
“Nessuna autorità pubblica può arrogarsi il diritto di intervenire forzando le procedure di Legge e in disprezzo di altri soggetti istituzionali, perché l’ambiente è patrimonio di tutti, soprattutto in contesti eccezionali come la spiaggia delle Due Sorelle.
…In questi giorni è esplosa l’ennesima polemica tra il Sindaco di Sirolo Moreno Misiti e l’Ente Parco; oggetto del contendere sono le conseguenze ambientali del progetto di messa in sicurezza della falesia che il
Comune rivierasco ha appena proposto e che intenderebbe portare in attuazione prima dell’estate. Visti i tempi stretti, si tratta di una situazione molto critica che a nostro parere evidenzia una chiara insufficienza nell’azione politica e amministrativa del Comune di Sirolo; un’Amministrazione disattenta e superficiale, che fino a pochi mesi fa snobbava la nostra richiesta di accedere alla spiaggia dallo stradello a monte –accesso utile anche per fini di controllo del territorio- fino a mantenere il divieto di utilizzo del sentiero anche nel caso in cui il Parco avesse effettuato i lavori di messa in sicurezza del Passo del Lupo. La stessa Amministrazione però cascava dalle nuvole quando, lo scorso settembre, abbiamo segnalato pubblicamente l’instabilità della falesia prospiciente la spiaggia, con il conseguente stato di pericolo per i turisti.
Da quella nostra segnalazione e dalla successiva ordinanza di interdizione della Capitaneria sono passati dei mesi; c’è ora da chiedersi come mai l’incompletezza del progetto redatto dal Comune di Sirolo emerga solo adesso, in prossimità della stagione estiva, quando di tempo per valutare correttamente il progetto non ce n’è più molto…
Non vogliamo entrare nel merito delle scelte progettuali, su cuicomunque ci sarebbe da discutere, ma evidenziamo come l’Amministrazione di Sirolo non possa, oggi, pretendere di forzare i tempi dopo una sostanziale inattività di anni e senza permettere agli Enti preposti una valutazione completa del progetto in questione, ottemperando in maniera idonea ed in tempi rapidi alle modifiche richieste. La grande attrattiva di quella spiaggia, come di tutta la costa in zona di tutela integrale, è data proprio dalla forte impronta naturale degli ambienti: ogni intervento di alterazione indotto dall’uomo deve necessariamente essere valutato con la massima attenzione, altrimenti si deteriora il bene anziché conservarlo, lo si depaupera irresponsabilmente.
Non sappiamo se sono queste idee a far parlare il Sindaco Misiti di un ipotetico “integralismo verde” da cui guardarsi, ma di certo la storia recente del Conero è strapiena di esempi che, al contrario, hanno causato dei problemi al turismo dovuti ad un malcelato “interventismo” di corto respiro, dove una politica miope ha -ad esempio- costruito quelle scogliere che adesso producono l’alga tossica e, quindi, vanno ridotte se non eliminate, proprio a garanzia delle attività turistiche che dovrebbero difendere.
Queste politiche di tipo emergenziale sono fallimentari perché a medio termine non tutelano alcunché e fanno gravare su tutti i cittadini il costo di scelte sbagliate: cerchiamo di non perseverare, sarebbe diabolico.”


Scritto da coneroblog.it









