Puliamo il Parco - l’evento

4 Aprile 2011

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Ieri si è svolta la manifestazione “Puliamo il Parco”, organizzata dal CAI sezione Ancona con la partecipazione di diverse associazioni tra cui: Lipu, Legambiente, Comitato Mare Libero, FAI, Marche di Gusto, Forestalp, Riviera Tennis Club Sirolo, C.N.G.E.I. e ImpegnaTi per Sirolo.

Alle 9.00, ora dell’appuntamento, il parcheggio di Conero Vetta era già gremito di auto e partecipanti.
Il clima di festa che si respirava fin dall’inizio mai avrebbe fatto pensare, ad un ignaro passante, che si trattava di persone pronte ad intrufolarsi tra rovi e boscaglia, muniti di guanti e sacchetti, alla ricerca di ogni tipo di rifiuto.

Dopo le doverose fasi organizzative ci si è divisi in gruppi di 8/10 persone che, guidati dagli accompagnatori del CAI, hanno battuto al setaccio diverse zone del monte Conero.
E il cumulo di rifiuti raccolti in tutti i vari percorsi non lascia dubbi sul generoso impegno dimostrato da tutti i partecipanti.

Anche i bambini si sono dati molto da fare, alcuni accompagnati dai genitori altri con i gruppi scout, che, oltre a dare il loro valido contributo all’iniziativa, hanno avuto l’occasione di toccare con mano gli effetti dell’inciviltà di chi getta pattume con noncuranza.

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La giornata si è poi conclusa con uno squisito rinfresco gentilmente offerto da Marche di Gusto.
Purtroppo la parola “rinfresco” è stata mal interpretata dai più che, visto l’approssimarsi dell’ora di pranzo e dopo lunghe ore passata a faticare, ha pensato bene di placare l’appetito con svariate porzioni di “rinfresco”.
Fatto sta che per gli ultimi arrivati, gli scout, è rimasto ben poco da mangiare.

A parte questo la giornata è stata pressoché perfetta.
Tempo superlativo, moltissimi rifiuti rimossi e smistati nella raccolta differenziata e uno splendido momento d’aggregazione e di convivialità sociale.

[la parte che segue è di stampo politico locale perciò se la cosa non ti interessa skippa e vai oltre]

Peccato che dell’amministrazione comunale di Sirolo abbia visto solo il consigliere comunale Patrizio Cianci, che per altro siede all’opposizione, perché magari si sarebbero potuti rendere conto di quanto sia piacevole e indispensabile ricreare genuini momenti d’interazione sociale.
Invece le uniche cose che finora hanno dimostrato di saper pensare sono solo di carattere commerciale o competitivo, di conseguenza, purtroppo ed ovviamente, si genera sempre di più quel malessere sociale che è causa dell’altissima percentuale di giovani sirolesi che ricorrono (la maggior parte delle volte sono obbligati a ricorrere) alle cure del Ser.T.


Puliamo il Parco

30 Marzo 2011

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ParcoDelConero.EU

29 Marzo 2011

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Per mancanza di tempo non sono riuscito a parlarne prima, ma il 15 marzo c’è stata la presentazione del nuovo sito web del Parco Naturale del Conero: www.parcodelconero.eu.
E devo dire che finalmente il Conero ha la sua giusta rappresentazione nel mondo virtuale di internet.

Dico finalmente perché a mio parere nel web non c’era niente che sapesse riflettere la magia di questi luoghi, tranne forse delle belle fotografie che però da sole non sono sufficienti.
I vari siti turistici che ho visitato finora altro non sono che lunghi elenchi di alberghi, ristoranti, campeggi, B&B e via dicendo, e non ne ho mai trovato uno che si sforzasse di illustrare a dovere la bellezza del territorio.
Dico questo perché solitamente lo spazio dedicato a descrivere il paesaggio è sempre subordinato all’intento di attirare potenziali clienti, vendere spazi pubblicitari, segnalare la propria presenza  o un mix di questi fattori.
Perciò non è difficile capire che la Riviera del Conero assumeva l’aspetto di un sottoprodotto da allegare gratuitamente all’atto di vendere o segnalare qualche servizio.

Ovviamente potrei sbagliarmi e non aver mai notato siti web che già rappresentavano degnamente, e senza particolari compromessi, la magnificenza del Conero e i suoi dintorni e, nel caso, vi sarei grato se voleste indicarmi i link che mi sono sfuggiti.

Comunque adesso di sicuro c’è il sito del Parco del Conero, realizzato dalla GreenBubble una società di Sirolo, che di sicuro si distingue perché  riesce a trasmettere buona parte di quella magia che il Conero emana ogni giorno.

Unico difetto, se così lo possiamo chiamare, è  la necessità di disporre di un collegamento ad alta velocità, altrimenti l’utilizzo del sito diventa improponibile. Inconveniente attualmente necessario per poter usufruire di video di qualità e foto panoramiche interattive in stile Virtual Tour.
E comunque la parte istituzionale del sito è conforme alle specifiche W3C, per cui anche chi avesse problemi di accessibilità può comunque fruire di tutte le informazioni indispensabili.

Concludo riportandovi una piccola stranezza, nei siti web turistici del comune di Ancona e di Numana il link al sito del Parco del Conero è messo in bella mostra subito in Home Page, mentre nei siti web turistici dei comuni di Sirolo e Camerano, ad oggi, non ne ho trovato traccia.
Addirittura Sirolo dedica un’intera pagina al Parco del Conero ma, stranamente, viene indicato come sito ufficiale del Parco del Conero quello della Forestalp - screenshot del sito al 29/03/2011.


Area Marina Protetta del Monte Cònero - i video

5 Gennaio 2011

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Venerdì 3 dicembre 2010, presso la sala del rettorato dell’Università Politecnica delle Marche, si è svolto un convegno dal titolo “Area Marina Protetta del Monte Cònero“, organizzato dall’Assessorato alle Politiche Ambientali del Comune di Ancona.

Durante l’incontro si è cercato d’affrontare l’argomento a 360°: dalla biodiversità alla pesca sportiva, dalle zone di riserva integrale al turismo di qualità.
Si è parlato molto delle AMP come efficace strumento per la tutela del territorio, ma nondimeno si è parlato della loro influenza sull’economia locale e sulle abitudini dei residenti.

In buona sostanza potremmo dire che per quel che riguarda l’aspetto ambientale le AMP presentano solo lati positivi.
Per le attività economiche c’è chi ci guadagna e c’è chi ci perde.
Mentre per quel che riguarda la cittadinanza, a parte per chi pratica la pesca subacquea, non ci sono particolari restrizioni o divieti rispetto a prima.

Come è ovvio pensare, è da chi pratica la pesca subacquea o da chi paventa un pericolo per i suoi affari che sono state fatte aspre critiche contro l’istituzione del Parco Marino del Conero.

Al convegno hanno partecipato personalità politiche e istituzionali, professori e studiosi dell’ambiente marino, portavoce di comitati, lavoratori del settore e cittadini.

Per coloro che sono interessati ad approfondire l’argomento sono disponibili le riprese video: clicca qui per la Playlist.

Di seguito l’elenco dei video disponibili:

1 di 14 # Area Marina Protetta del Monte Conero
# Introduzione dell’assessore all’ambiente del comune di Ancona Diego Franzoni
# Saluti del rettore Marco Pacetti
# Discorso introduttivo del sindaco di Ancona Fiorello Gramillano
# Discorso dell’assessore all’ambiente della provincia di Ancona Marcello Mariani

2 di 14 # Area Marina Protetta del Monte Conero
# Lanfranco Giacchetti – Presidente del Parco del Conero
# Marzio Carletti – Sindaco del comune di Numana

3 di 14 # Area Marina Protetta del Monte Conero
# Relazione del Prof. Roberto Danovaro – Università Politecnica delle Marche - Dipartimento Scienze del Mare (Di.S.Mar.) - Associazione Italiana di Oceanologia e Limnologia (A.I.O.L.) - Società Italiana Ecologia (S.It.E.)

4 di 14 # Area Marina Protetta del Monte Conero
# Relazione del Prof. Antonio Pusceddu - Università Politecnica delle Marche, Dipartimento di Scienze del Mare

5 di 14 # Area Marina Protetta del Monte Conero
# Relazione della Dott.ssa Simonetta Fraschetti - Lab of Zoology and Marine Biology Ecology - Università del Salento, Lecce (I parte)

6 di 14 # Area Marina Protetta del Monte Conero
# Relazione della Dott.ssa Simonetta Fraschetti - Lab of Zoology and Marine Biology Ecology - Università del Salento, Lecce (II parte)
# Relazione di Stefano Donati – Consulente del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (I parte)

7 di 14 # Area Marina Protetta del Monte Conero
# Relazione di Stefano Donati – Consulente del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (II parte)

8 di 14 # Area Marina Protetta del Monte Conero
# Relazione di Stefano Donati – Consulente del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (III parte)
# Dr. Paolo D’Ambrosio, PhD, Direttore Area Marina Protetta Porto Cesareo (I parte)

9 di 14 # Area Marina Protetta del Monte Conero
# Dr. Paolo D’Ambrosio, PhD, Direttore Area Marina Protetta Porto Cesareo (II parte)

10 di 14 # Area Marina Protetta del Monte Conero
# Interventi del pubblico (I parte)

11 di 14 # Area Marina Protetta del Monte Conero
# Interventi del pubblico (II parte)

12 di 14 # Area Marina Protetta del Monte Conero
# Interventi del pubblico (III parte)

13 di 14 # Area Marina Protetta del Monte Conero
# Risposte dei relatori (I parte)

14 di 14 # Area Marina Protetta del Monte Conero
# Risposte dei relatori (II parte)
# Conclusioni


Incontro al Musone

8 Dicembre 2010

Le nuove 7 meraviglie + una… il Molo Davanzali

Ieri, 7 dicembre 2010, presso il cantiere dei ripascimenti vicino alla foce del fiume Musone, si è svolto un incontro voluto dalla Direzione dei Lavori della Regione Marche al fine di permettere di verificare la qualità del materiale utilizzato per i ripascimenti in corso.
Ho così avuto modo di poter esporre alcune mie perplessità all’ing. Marzialetti - Dirigente Settore Piani e Programmi dell’Autorità di Bacino Regionale.

Da subito gli ho chiesto come mai nell’elenco prezzi sia specificato che: “…nel prezzo è compreso anche lo spianamento ed il livellamento dei materiali secondo le livellette e le sezioni di progetto ed i raccordi con l’arenile esistente”, mentre nella pratica questo spianamento non viene mai effettuato.
Lui gentilmente mi ha risposto che è una voce di capitolato che si inserisce al fine di comprendere tutte le possibilità di lavorazione, ma che poi è a discrezione del direttore dei lavori stabilirne la necessità. E nel caso specifico hanno stabilito che «lo spianamento ed il livellamento dei materiali» è superfluo.

Poi ho chiesto lumi sul rifacimento del Molo Davanzali. E anche se l’ingegnere si è reso molto disponibile per aiutarmi a fare chiarezza, il risultato è che ancora troppe cose non mi convincono affatto.

Innanzi tutto ho avuto la conferma che, contrariamente a quanto affermato nelle note di richiesta del comune di Sirolo, il molo “Non ha funzione idraulica”.
Perciò, avuta la conferma che non è un’opera di difesa costiera, ho espresso la mia perplessità sul fatto che un recupero di memoria storica sia stato finanziato con i fondi destinati alla difesa della costa.
E qui ringrazio l’ing. Marzialetti perché la risposta che mi ha dato è stata sintetica e facilmente comprensibile anche per uno come me che non ha fatto i suoi studi e dato i suoi esami: “I massi della Spiaggiola non sapevamo dove metterli”.

Successivamente gli ho fatto notare che per il rifacimento del Molo Davanzali, che si trova in zona SIC (Sito di Interesse Comunitario) e che sta all’interno di un Parco Regionale, le normative vigenti impongono degli studi di impatto ambientale che non sono stati fatti.
Dal canto suo mi ha fatto notare che l’opera, anche se di poco, è staccata dal litorale e perciò non rientra nelle suddette zone di tutela paesaggistica.
Così ho colto l’occasione per dirgli che quei pochi massi che hanno tolto dopo un paio di mesi sono una farsa che serve a trasformare “burocraticamente” un pennello in una scogliere.
Però il senso della risposta che ho avuto mi è decisamente difficile da capire: “Ma la gente che è rimasta senza lavoro o che c’ha un problema turistico sa che gliene frega della burocrazia?

Ho chiesto lumi sulla strana risposta e lui si è limitato a dirmi che hanno fatto tutto a norma di legge seguendo l’art. 158 del Decreto Legislativo n. 42, perché il Molo Davanzali “E’ un recupero di memoria storica”.

Perciò, anche se il molo attuale non ha nulla a che vedere con quello usato dai cavatori, che non era continuo e presentava dei varchi, andiamo a vedere cosa dice l’art. 158 del Decreto Legislativo n. 42 citato dall’ingegnere:

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Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42
“Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137″

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2004 - Supplemento Ordinario n. 28

Articolo 158
Disposizioni regionali di attuazione

1. Fino all’emanazione di apposite disposizioni regionali di attuazione del presente codice restano in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni del regolamento approvato con regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357.

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Come già detto altre volte: AAA Avvocato volontario cercasi.

Perché capire in poco tempo dove volesse andare a parare l’ing. Marzialetti citando questo articolo, non è cosa facile se non si è del mestiere.
Però, poco per volta, i nodi vengono al pettine ed ho come l’impressione che un bene paesaggistico da tutelare (come dovrebbe essere il Molo Davanzali per rientrare a pieno titolo tra «le opere del patrimonio culturale da tutelare e valorizzare e che concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura») debba essere ufficialmente riconosciuto tale.
In sostanza voglio dire che qualcuno avrà stabilito, riportandolo nero su bianco, che il Molo Davanzali rientra tra i casi citati nel D.LGS n.42, atto a valorizzare il patrimonio culturale, oppure no?

E’ logico pensare che sarà stato stabilito a priori che il Molo Davanzali è un’opera da valorizzare e che di conseguenza ci sarà qualche documento che lo attesta.
Invece, caso strano, nella variante di progetto fanno riferimento esclusivamente alla nota n.843 del comune di Sirolo, che lo richiede come strumento utile alla difesa della costa.

In definitiva tutto ciò porta a farmi una semplice domanda: perché il «recupero di una memoria storica» viene richiesta dal sindaco di Sirolo motivandola con questi termini: “per una maggior protezione del litorale di  S.Michele e Sassi Neri a nord e congiunzione di due “secche” adiacenti, così da chiudere un canale posto sul sottofondo marino nel tratto antistante la spiaggia di S.Michele, il tutto per garantire una maggior difesa dall’asportazione di sabbia da parte delle correnti marine”.

Io qualche discrepanza tra la versione dell’ing. Marzialetti (memoria storica) e quella del sindaco Misiti (protezione del litorale) credo di intravederla, e voi?


Area Marina Protetta del Conero

3 Dicembre 2010

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Venerdì 3 dicembre 2010 ore 15:00

Università Politecnica delle Marche, sala Rettorato - piazza Roma

incontro pubblico con docenti, amministratori di altri parchi marini (Torre Guaceto e Porto Cesareo) ed operatori scientifici, per valutare gli effetti indotti dall’istituzione della riserva marina del Conero sull’ambiente e sull’economia costiera.

Previsti in particolare gli interventi dei professori Danovaro, Giovagnoli e Pusceddu della Politecnica.

La cittadinanza è invitata a partecipare.


Nota 843

24 Novembre 2010

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Nel comunicato stampa del 16/11/2010 l’avvocato, nonché primo cittadino di Sirolo, Moreno Misiti dichiarava: «Nessun intervento lungo il litorale, diretto a tutelare le spiagge, dall’erosione è frutto di decisione unilaterale del sottoscritto, stanti le competenze in materia.»

Mettendo da parte ogni considerazione sul linguaggio criptico della frase, documenti alla mano, il rifacimento del ex Molo Davanzali, contrariamente a quanto affermato nel sopracitato comunicato stampa, è stato fatto esclusivamente perché l’ha richiesto il sindaco.

Ovviamente questa mia affermazione è supportata dai documenti presi in esame e perciò adesso ve li illustro.

Partiamo con la nota del comune di Sirolo n.10268 del 9 ottobre 2009, dove sostanzialmente il sindaco chiede di «valutare gli interventi migliorativi proposti a tutela della salvaguardia del litorale da inserire nel progetto di variante ai lavori già appaltati ed in corso di esecuzione.»
Ed in particolare chiede «di ripristinare l’ex molo Davanzali per una maggior protezione del litorale S.Michele – Sassi Neri da nord e di congiungere due ‘secche’ adiacenti per chiudere un canale posto sul sottofondo marino nel tratto antistante la spiaggia San Michele, il tutto al fine di garantire una maggior ‘difesa’ all’asportazione della sabbia da parte delle correnti marine.»
Dopodiché, sempre nella medesima nota, aggiunge: «Si è del parere che da un puntuale studio potrà essere verificata l’entità degli interventi in particolare per l’individuazione di una idonea lunghezza dell’ex pontile che garantisca la massima protezione del materiale che verrà depositato sull’arenile in base al progetto di ripascimento in corso di attuazione.»

E fin qui niente da dire.

Anche se da uomo della strada mi chiedo come sia possibile che per una rateizzazione di pagamento di loculi cimiteriali occorra una delibera (n.141 del 07/10/2010), mentre per la richiesta di rifacimento di un molo altamente impattante sia sufficiente una lettera firmata dal sindaco.

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Fosse solo questo però sarebbe ancora poca cosa.

Invece il punto in questione è che non è mai stata fatta nessuna seria valutazione di fattibilità del Molo Davanzali, nonostante che il sindaco l’abbia espressamente richiesta nella sopracitata nota.
Anzi, addirittura i tecnici della regione hanno pubblicamente affermato che non si tratta di un’opera di difesa costiera ma di una semplice ricostruzione storica.

[estratto del post Deposito Davanzali: Stando alle dichiarazioni dell’ing. Filomena, che lo scorso 7 maggio 2010 ha parlato per conto della Regione Marche durante l’assemblea pubblica “Proteggere le Spiagge del Conero”, il molo di Punta Davanzali è da ritenersi ne più ne meno che una ricostruzione storica – guardare per credere.]

Nel progetto della Regione Marche e più precisamente nella: «variante di progetto suppletiva dell’intervento n.2 ripascimento arenili con ghiaia e ciottoli di origine alluvionale – Comuni di Sirolo e Numana» al punto 5.2 , secondo capoverso, leggiamo:

Riconfigurazione del pennello emerso esistente a nord della Baia di San Michele – Sassi Neri denominato “molo Davanzali” contrassegnato con la lettera F nella tavola grafica di variante, mediante l’utilizzo dei materiali lapidei provenienti dai lavori di salpamento da eseguire nel contesto dell’intervento. A questo proposito il Comune di Sirolo ha rivolto apposita richiesta con nota n.843 in data 21 gennaio 2010.
Il rappresentante del Comune di Sirolo in sede di conferenza dei servizi tenutasi in data 15 febbraio 2010 c/o gli uffici della Regione Marche – P-F. Difesa della Costa, ha fatto presente che il “Molo Davanzali” quando era operativo, negli anni 50/60 aveva una lunghezza di almeno 80 ml e pertanto ha richiesto il ripristino di tale molo per la sua lunghezza originaria. Il Dirigente della P.F. ha fatto presente che la previsione di variante rimarrà per ora quella prevista e si riserva di procedere ad oppurtune verifiche storiche e rilievi batimetrici per determinare la lunghezza orifginaria di detto molo. Una volta stabilità tale lunghezza, di concerto con i presenti alla conferenza dei servizi, si valuterà l’opportunità di procedere al ripristino per le dimensioni verifiicate.

Personalmente quando ho letto le modalità adottate dalla Regione Marche per l’inserimento, in variante di progetto, del ripristino del Molo Davanzali ho subito pensato che tutti gli studi di compatibilità dell’opera fossero racchiusi nella nota n.843 con cui il Comune di Sirolo ha presentato la richiesta.

Questo perché il regolamento del Piano del Parco del Conero è molto chiaro sull’argomento:

Variante generale al Piano del Parco del Conero
UTE N1i – Sassi Neri
- art. 190
Eventuali interventi a terra di protezione della linea di costa, compreso il ripristino dell’esistente molo “ex Davanzali”, devono essere supportati da studi di settore che dimostrino la compatibilità ambientale e paesaggistica delle opere e la sostenibilità rispetto a fenomeni idrodinamici costieri al fine di valutare gli effetti di trasferimento di fenomeni di erosione in altri tratto della costa.

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Perciò è palese che prima d’inserire il ripristino del Molo Davanzali nel progetto esecutivo i tecnici della Regione Marche devono premunirsi di tutta la documentazione prevista per legge.
Invece, sorpresa delle sorprese, la nota 843 è composta da una sola paginetta con neppure venti righe di contenuti di cui la metà fanno riferimento a degli interventi richiesti per la spiaggia delle Due Sorelle.

[n.b. nella nota 843 si fa riferimento ad altre due, la 10268 del 09/10/2009 di cui vi ho già parlato e la 10419 del 14/10/2009 che mi manca e vedrò di procurarmi ma che comunque viene citata come “segnalazione del Comune di Sirolo” e che credo faccia riferimento agli interventi richiesti per la spiaggia delle Due Sorelle]

Tutto qui.
Nessuno “studio di settore che dimostri la compatibilità ambientale e paesaggistica delle opere e la sostenibilità rispetto a fenomeni idrodinamici costieri” come previsto per legge.

In poche parole Misiti ha chiesto, la Regione ha dato e il Parco ha taciuto.

Una sola paginetta, la nota n.843 ha permesso la realizzazione di un molo altamente impattante, all’interno di un Parco Regionale, che per di più non ha nessuna similitudine con quello che c’era prima.

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E ciò che è peggio e che tutto ciò e avvenuto con la complicità del Parco del Conero e di tutte le istituzioni preposte a vigilare, che hanno chiuso entrambi gli occhi mentre si giravano dall’altra parte.

Forse è proprio per questo che in un primo momento il molo era collegato alla terra ferma:

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mentre successivamente hanno pensato che fosse burocraticamente più comodo poter dire che ricadeva tutto in mare.

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Se qualcuno chiedesse spiegazioni è già pronta la risposta «…le opere a mare non sono di nostra competenza…».

Tra l’altro nel sito della Regione Marche è disponibile il «Bilancio di previsione per l’anno 2010 ed adozione del bilancio pluriennale per il triennio 2010/2012», approvato dall’assemblea legislativa regionale nella seduta n.162 del 15 dicembre 2009, dove compaiono 2 voci inerenti i lavori di ripascimento:

42204401 SPESE PER L’ESECUZIONE DI LAVORI DI SOMMA URGENZA PER LA DIFESA DELLA COSTA E RIPASCIMENTO DEGLI ARENILI (E PER IL MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI SICUREZZA PER LA FRUIBILITA’ DEI LITORALI

42204417 INTERVENTO N°2 PROTOCOLLO D’INTESA - RIPASCIMENTI CON GHIAIA E CIOTTOLI DI ORIGINE ALLUVIONALE NEI COMUNI DI SIROLO E NUMANA - COF. REGIONALE - 42204243 - CNI/10

Dato che secondo i progettisti della Regione Marche il rifacimento del Molo Davanzali è una ricostruzione storica di nessuna utilità, mi aspetterei di vedere una specifica voce a bilancio.
Perché ovviamente non è possibile considerarlo «un lavoro di somma urgenza per la difesa della costa» per cui sono invece stati stanziati i fondi per i ripascimenti.

Così ho cercato tra i vari documenti in mio possesso ma non ho trovato nulla di specifico sulla spesa del rifacimento del Molo Davanzali.
C’è però da dire che in virtù dell’ampia e complessa documentazione riguardante il progetto n.2, è possibile che questa mancanza sia fonte di una mia svista.
Altrimenti sembrerebbe proprio che abbiano spalmato i costi di un rifacimento storico all’interno di «un lavoro di somma urgenza per la difesa della costa».

Perciò invito chiunque abbia dei documenti che possano contraddire le mie affermazioni ad inviarmeli, così che possa pubblicarli e fare maggiore chiarezza su un aspetto tutt’altro che chiaro e trasparente (chissà perché mi viene in mente il paragone con l’acqua torbida lasciata dai ripascimenti).

Per adesso l’unico documento che ho trovato sulla fattibilità del ripristino del Molo Davanzali , è una “Perizia di variante suppletiva”, datata febbraio 2010, che si occupa dei siti di Natura 2000 e più dettagliatamente si interessa dell’impatto che tale opera può avere sulla conservazione degli uccelli selvatici, degli habitat naturali e seminaturali della flora e della fauna selvatica.
Argomenti importantissimi e di indubbia rilevanza, ma sicuramente non sufficienti a soddisfare l’esigenza di «studi di settore che dimostrino la compatibilità ambientale e paesaggistica delle opere e la sostenibilità rispetto a fenomeni idrodinamici costieri» come richiesto dall’attuale Piano del Parco del Conero (già in vigore durante la conferenza dei servizi che ha portato all’approvazione del rifacimento del Molo Davanzali).

Però è doveroso ricordare che hanno tolto quel tanto di massi che bastano a trasformare, burocraticamente, un molo (o più precisamente un pennello) in una scogliera.

Concludendo il Comune di Sirolo potrà dire che ha richiesto lo studio di valutazione e che perciò è nel giusto. Il Parco del Conero dirà che l’opera in questione, stando in mare, non rientra nel suo territorio di competenza (per quei 2 mesi che c’è rientrata non se ne sono accorti). E la Regione Marche ha più di 8 milioni di euro motivi per far finta di niente e tirare avanti come se nulla fosse.

Elenco dei documenti citati:

01)  Comunicato stampa del sindaco Avv. Moreno Misiti – 16/11/2010

02) Nota del Comune di Sirolo n.10268 del 9 ottobre 2009

03) Dichiarazioni dell’ing. Filomena durante l’assemblea pubblica “Proteggere le Spiagge del Conero” - 07/05/2010

04) Variante di progetto suppletiva dell’intervento n.2 ripascimento arenili con ghiaia e ciottoli di origine alluvionale – Comuni di Sirolo e Numana

05) Variante generale al Piano del Parco del Conero - quaderno02 - pag.73

06) Nota del Comune di Sirolo n.843 del 21 gennaio 2010 (il documento non è firmato perché l’impiegato non trovava l’originale ma mi ha assicurato che il contenuto è il medesimo di quello sottoscritto dal sindaco)

07) Perizia di variante suppletiva - febbraio 2010

Altra documentazione presa in esame:

08) Progetto Ripascimento Numana Sirolo 2009-2010

1ª parte del Prog. esecutivo del Ripasc. Numana–Sirolo (41.34 MB)

2ª parte del Prog. esecutivo del Ripasc. Numana–Sirolo (193.78 MB)

n.b. date le dimensioni dei file mi sono avvalso di un servizio di “File Sharing” gratuito, per cui la presenza di banner pubblicitari è inevitabile.
In più ho dovuto suddividere i file in due cartelle per limiti di spazio imposti dal server.

09) Delibera Regionale n.162 del 15/12/2009


III Conf. Regionale delle Aree Protette delle Marche

22 Giugno 2010

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COMUNICATO STAMPA

L’Ente Regionale Parco del Conero comunica che

giovedì 24 giugno alle ore 9,00

c/o Hotel la Fonte di Portonovo

si terrà la

III Conferenza Regionale delle Aree Protette delle Marche

Organizzata dal:

Coordinamento delle Aree Protette delle Marche
Con la particolare collaborazione
dell’Ente Parco del Conero

La III Conferenza Regionale delle Aree Protette delle Marche sarà occasione per entrare nell’ universo delle aree protette, di confrontarsi e di conoscere la loro specificità, valore ambientale e problematiche ad esse connesse, di entrare altresì nello specifico della realtà Parco del Conero.

Si parlerà anche del Progetto: ‘Le Buone idee dei Parchi Regionali’, con l’ ambizioso obiettivo di dare un contributo culturale verso una visione più moderna ed attuale di quello che dovrebbe essere il nuovo mondo, partendo dalle aree protette. In questo momento di recessione globale c’è bisogno di grandi idee innovative connesse a valori nuovi che devono per forza avere origine dalla conservazione di un ambiente sano per la garanzia di un futuro per la collettività. La rinascita economica è legata a filo doppio ad una rivoluzione culturale, connessa ed imprescindibile a quella ambientale. Ed ecco l’ importanza di questo progetto le cui finalità sono di conservare le specie animali e vegetali, i valori scenici e gli equilibri idrogeologici ed ecologici. Di realizzare un’ integrazione tra uomo e ambiente, mediante la salvaguardia del suolo, di valori antropologici, storici e archeologici, architettonici, e delle attività agropastorali. Promuovere attività di educazione, formazione e ricerca scientifica, nonché attività ricreative compatibili.

La III Conferenza Regionale delle Aree Protette delle Marche si svolgerà in due parti: nella prima le autorità competenti ed i tecnici introdurranno i presenti sulla programmazione volta allo sviluppo eco-sostenibile dei Parchi. Nella seconda parte, imprenditori e rappresentanti economici illustreranno la loro esperienza.

Seguirà una tavola rotonda a cui parteciperanno i presidenti dei Parchi della Regione Marche, coordinata dai giornalisti: Ilaria Traditi - Il Resto del Carlino, Michele Campagnoli - Il Messaggero, Roberto Senigalliesi - Corriere Adriatico.

Leggi il resto di questo articolo »


Proteggere le Spiagge del Conero # video gruppo_6

14 Giugno 2010

Altri video che seguono, e completano, quelli pubblicati in precedenza:

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Per visualizzare o scaricare la presentazione “Regione Marche - P.F. Difesa della Costa”, che è illustrata nei video clicca qui.

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Di seguito il riepilogo di tutti i video in ordine cronologico:

  1. Introduzione
  2. Lanfranco Giacchetti
  3. Arch. Riccardo Picciafuoco 1 di 3
  4. Arch. Riccardo Picciafuoco 2 di 3
  5. Arch. Riccardo Picciafuoco 3 di 3
  6. Ing. Vincenzo Marzialetti 1 di 3
  7. Ing. Vincenzo Marzialetti 2 di 3
  8. Ing. Vincenzo Marzialetti 3 di 3
  9. Prof. Mancinelli - I parte - 1 di 3
  10. Prof. Mancinelli - I parte - 2 di 3
  11. Prof. Mancinelli - I parte - 3 di 3
  12. Ing. Andrea Bartoli 1 di 2
  13. Ing. Andrea Bartoli 2 di 2
  14. Prof. Mancinelli - II parte - 1 di 3
  15. Prof. Mancinelli - II parte - 2 di 3
  16. Prof. Mancinelli - II parte - 3 di 3
  17. Prof. Danovaro - 1 di 2
  18. Prof. Danovaro - 2 di 2
  19. Ing. Giorgio Filomena 1 di 2
  20. Ing. Giorgio Filomena 2 di 2
  21. Conclusioni 1 di 3
  22. Conclusioni 2 di 3
  23. Conclusioni 3 di 3

Proteggere le Spiagge del Conero # video gruppo_5

4 Giugno 2010

Altri video che seguono quelli già precedentemente pubblicati:

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Conferenza Stampa del Parco del Conero

29 Maggio 2010

Nei video un sunto della conferenza stampa del Parco del Conero per la riapertura della spiaggia delle Due Sorelle.

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Dos Hermanas

26 Maggio 2010

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In questi giorni tiene banco la diatriba sulla riapertura della spiaggia delle Due Sorelle.
Il sindaco Moreno Misiti da la colpa al Parco del Conero dicendo che sono degli ambientalisti integralisti, e l’Ente Parco del Conero restituisce il colpo spiegando che il comune ha presentato il progetto troppo tardi.

La spiaggia delle Due Sorelle non è una spiaggia qualsiasi: è un simbolo.

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Un simbolo economico perché attira moltissimi turisti e da un enorme valore aggiunto a tutta la Riviera del Conero.
E un simbolo naturalistico perché è una spiaggia accogliente ma selvaggia, che ha mantenuto un’incontaminata bellezza che toglie il fiato.

Perciò adesso con la stagione turistica che sta già cominciando riuscire a fare tutto e fare bene non è cosa facile.

Anche se la realtà per sua natura presenta innumerevoli sfaccettature, nella sostanza vediamo in campo due fazioni: ambientalisti e imprenditori.

Il buon senso ci fa pensare che un ambientalista convinto può essere benissimo anche un imprenditore brillante e viceversa. Eppure gli schieramenti in campo sulla questione delle Due Sorelle sembrano ufficialmente questi: ambientalisti Vs imprenditori.

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A parer mio la spiaggia andrebbe riaperta punto e basta, senza nessun intervento.
Grazie alle mareggiate di quest’inverno il litorale è pressoché perfetto e qualsiasi intervento non invasivo non potrebbe renderla più sicura di quanto non sia adesso.
Per scongiurare il peggio sarebbe sufficiente informare le persone che non bisogna andare a ridosso della falesia.
Ci sono molti massi che in modo del tutto naturale rendono scomodo e quasi impossibile appropinquarsi ai piedi della falesia all’arrivo della prima ombra, che proprio da lì comincia.
Però per maggiore tutela e sicurezza si dovrebbero mettere degli avvisi di pericolo caduta massi ben visibili ma non stucchevoli.

In questo modo sarebbero tutti felici e contenti, sia gli ambientalisti che gli imprenditori, la stagione non verrebbe compromessa e la sicurezza delle persone sarebbe tutelata come mai è stato fatto.

Però io sono l’ultimo dei signor nessuno e perciò quanto ho scritto è solamente aria fritta.


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