NO TAV

28 Febbraio 2012

In solidarietà con gli amici No TAV, vi ripropongo il video del post pubblicato il 07/11/2011: No Tav Tour 2011 a Falconara.

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Concorso di Idee

28 Maggio 2011

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Forse non tutti sanno che a Sirolo si è tenuto il concorso di idee “Riqualificazione di un’area di connessione con l’abitato”.

Il concorso scadeva lo scorso 22 dicembre, ma siccome mi sono imbattuto di recente in un sito che ha pubblicato i vari progetti in gara, vi segnalo solo adesso la possibilità di visionarli.

Per vedere i progetti clicca qui

Per vedere l’avviso di “pubblicazione risultanza di gara” clicca qui

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26/03/2011 - Conferenza Stampa “Sirolo da Vivere”

29 Marzo 2011

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Avviso - variante PRG 2011

22 Gennaio 2011

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Fascicolo Processuale n.3816-09

28 Aprile 2010

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Sono venuto in possesso di un fascicolo processuale con la relazione tecnica di un pianificatore territoriale incaricato dal P.M. di Ancona, per la verifica di un esposto su abuso edilizio e falso nel Comune di Sirolo.

Per una corretta chiave di lettura del fascicolo è indispensabile l’intervento di chi ha fatto studi di giurisprudenza (volontari cercasi), però anche leggendolo da profani è non è difficile ricostruire un’emblematica visione dell’intera vicenda.

Anche se per sua natura non si tratta di un testo paragonabile ad un best seller, vi consiglio vivamente la lettura dell’intero fascicolo.
Così vi potrete facilmente rendere conto di come gli enti pubblici (Regione Marche, Provincia di Ancona, Ente Parco del Conero e Comune di Sirolo), hanno mal gestito la questione legata ai PRG (Piano Regolatore Generale) dei territori che ricadono all’interno dell’area del Parco del Conero.

Cito qualche esempio: il calcolo per l’incremento di volumetria concesso dalla Regione Marche c’è chi l’ha fatto in un modo e chi l’ha fatto in un altro.

Verrebbe da pensare che la matematica non è un’opinione, ma quando la burocrazia è pressata da preponderanti interessi economici, anche la matematica (anzi in questo caso sarebbe più giusto parlare della più elementare aritmetica) diventa una materia opinabile.
E per dare un po’ di suspense alla nostra storia, la Regione Marche evita di pronunciarsi ufficialmente sul metodo di calcolo da adottare per l’incremento di edificabilità (altrimenti che gusto c’è?).

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STOP al Consumo del Territorio

26 Gennaio 2010

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Dal rapporto Istat, così come dal rapporto del Consumo del Suolo a cura del Politecnico di Milano emergono dati inquietanti e spaventosi. Dal 1995 al 2006 la somma del consumo di suolo ad uso residenziale, produttivo ed infrastrutturale è stato, in Italia, di quasi 70 mila ettari/anno.

Significa che, in poco più di un decennio, è stato coperta di cemento ed asfalto una superficie grande quanto le Regione Umbria e che ogni anno sparisce una superficie grande come l’intero comune di Ravenna.

Un piccolo paese, Cassinetta di Lugagnano in Provincia di Milano, si è posto  recentemente all’attenzione per la drastica inversione di tendenza, sia nella dotazione della strumentazione urbanistica (il Piano di Governo del Territorio a Crescita Zero), sia nel modo di amministrare che si basa sul coinvolgimento nelle scelte decisionali e nella condivisione dei cittadini alle procedure innovative.

Si potrebbe obiettare che è facile mantenere intatto il territorio quando le dimensioni  sono quelle che sono, gli abitanti raggiungono appena le 1.800 unità, e le grandi attività  produttive-commerciali non insistono sul territorio comunale. Ma non è proprio così se il piccolo comune si trova a ridosso della Grande Città Metropolitana che preme ai confini e spinge sui terreni rimasti ancora liberi per scaricare la propria “incontinenza edilizia “- come dice il Sindaco Domenico Finiguerra. Terreni tanto più appetibili se rientrano “nella mezzaluna fertile” della pianura lombarda, tanto più se i terreni sono così pregiati da essere stati dichiarati Riserva della Biosfera dall’Unesco e tanto più se si trovano lungo la direttrice per l’aeroporto di Malpensa e su cui grava l’ipotesi di una autostrada a quattro corsie  con tutta la fanfara della “cattura di valore” commerciale del contorno e con tutto il corredo di lottizzazioni, centri commerciali, capannoni industriali che di solito si attaccano all’infrastruttura come il Paguro al Pesce Pilota.

Tanto più che sono proprio i piccoli comuni a dover fare i conti con le risorse economiche, con la finanza locale strozzata e con il problema del reperimento delle risorse per far fronte alla spesa corrente. E ed è per questo che sono proprio i piccoli comuni quelli maggiormente esposti alle pressioni della “res edificatoria” e quindi più  esposti alla monetizzazione del territorio e a dirottare sulle spese correnti gli oneri di urbanizzazione, piuttosto che sulla realizzazione dei servizi collettivi ed il verde.

Il successo di Cassinetta di Lugagnano si fonda su di un programma chiaro da parte del Sindaco e sulla partecipazione e coinvolgimento dei cittadini sin dalla fase preparatoria.

I cittadini, attraverso riunioni ed assemblee, sono stati messi subito di fronte ad una scelta precisa: se finanziare la spesa corrente con nuove lottizzazioni e relativi oneri di urbanizzazione oppure investire sulla finanza locale. La scelta dei cittadini è stata netta ovvero quella di evitare “la svendita” del territorio per fare cassa, accettando anche un aumento di tasse e lavorando piuttosto sul taglio delle spese comunali di rappresentanza, solo sobrietà e rigore amministrativo. I cittadini hanno scelto l’interesse comune e la responsabilità verso il futuro.

Oggi il Comune di Cassinetta è al centro dell’attenzione delle più grandi testate giornalistiche nazionali e dei servizi televisivi di grande ascolto (Report [video], Ambiente Italia [video], Rai Parlamento [video] ) e anche della maggiore testata giapponese  Asahi Shimbun che gli ha dedicato un articolo [originale]  [traduzione].

Il Sindaco Domenico Finiguerra ha voluto rispondere e cortesemente accettare il nostro invito all’Incontro-Dibattito del prossimo 27 Gennaio.

Come Comitato ne siamo felici …..e anche un po’ orgogliosi.

Stefano Bernardini

Fonte: Versus Complanare


In nome di LE

6 Giugno 2009

 In questi giorni mi chiedevo se forse non dovrei dar retta a chi mi suggerisce di farmi un po’ di più i c…i miei. E se non sia il caso di smetterla di inimicarmi le persone mettendo in risalto situazioni in cui si palesa la mancata applicazione delle più basilari norme di sicurezza.

Anche perché trovandomi più volte in situazioni paradossali dove le forze dell’ordine ti trattano come se fossi colpevole di qualcosa, mentre spalleggiano chi dimostra la totale inosservanza dei regolamenti, mi aveva fatto pensare che forse ero davvero io ad essere in errore.

Però ieri mi hanno raccontato un episodio che mi ha fatto decisamente ricredere: una mia amica, chiamiamola LE, ieri mattina in macchina con suo figlio stava percorrendo via Dei Tigli (la strada di confine tra il Taunus 3 di Sirolo e il Taunus di Numana) quando pressappoco all’altezza del civico n°52 ha trovato la strada sbarrata per dei lavori di ristrutturazione che si stanno svolgendo in una villa.

Gli operai lì presenti gli hanno detto di tornare indietro e di percorrere contromano la strada sovrastante (quella che da via Montefreddo scende a senso unico verso via Dei Tigli).
LE fa esattamente così: torna indietro e imbocca la stradina contromano, dando per scontato che qualcuno abbia messo dei cartelli per segnalare il provvisorio doppio senso di circolazione.

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Invece così non è e un BMW, che allegramente scendeva per la stretta via, tira un’inchiodata da far sbiancare lui, lei e il bambino.
Fortunatamente per loro non c’è stata collisione.
Solamente tanta paura.

Adesso io mi domando se l’impresa edile che si è permessa di giocare con la vita delle persone per un suo fine lucrativo (chiudere una strada servono delle autorizzazioni che vanno richieste per tempo e si pagano), avrebbe comunque osato tanto se temesse di ricevere le giuste sanzioni previste dalla legge.

Anni fa nella stessa zona mi sono trovato in una situazione simile e ho prontamente chiamato i vigili. Questi sono arrivati e mi hanno intimato di fare retromarcia.
Anche all’ora avevano agito in totale inosservanza dei regolamenti, ma alla fine il risultato è stato che sono io il rompicoglioni.
Che non lascio lavorare le persone.

Perciò voglio ricordare a tutti quelli che hanno il compito di tutelare la sicurezza dei cittadini, e che non lo fanno, che un domani potrebbe essere un loro caro a trovarsi in una situazione come quella capitata a LE, e potrebbe anche andare a finire diversamente.

Pensateci e fate il vostro dovere in favore di tutti.

La sicurezza si sa è costosa.
Però è indispensabile ed è segno di civiltà.

Tra l’altro, facendo finta di niente, si avvantaggiano le ditte, o le imprese, che meno rispettano le normative sulla sicurezza.
Perché risparmiandone i costi possono offrire prezzi più bassi rispetto ai concorrenti che devono preventivare le spese accessorie nel rispetto del “Testo Unico Sicurezza”.

E’ un po’ come succede per i prodotti cinesi, costano meno dei nostri perché da loro la manodopera costa poco.
E costa poco perché là molti operai vivono in una situazione di semi schiavitù, mentre i bambini al posto di giocare lavorano.

Sicurezza =  civiltà e benessere

Rischiosità = ingiustizie e degrado


Video Revival

30 Maggio 2009

In tema di sicurezza e per tutti coloro che se li sono persi ripropongo i video girati a marzo:

Sirolo la perla del Selvaggio West

Sirolo la perla del Selvaggio West II


Protocollo ITACA-MARCHE

18 Maggio 2009

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Dal sito della Regione Marche:

Contenimento dei consumi, ricorso alle fonti di energia rinnovabile, ma anche riduzione dell’inquinamento elettromagnetico e attenzione alla qualità dei materiali e degli ambienti interni: sono alcuni dei più importanti parametri per la valutazione della sostenibilità energetico-ambientale degli edifici residenziali di nuova costruzione e di recupero.

Altri significativi punti di riferimento riguardano il contrasto della dispersione insediativa, il ricorso ai sistemi di domotica, la scienza che si occupa dello studio delle tecnologie atte a migliorare la qualità della vita negli ambienti domestici, e l’adozione di un “libretto del fabbricato” contenente la documentazione tecnica e il piano di manutenzione dell’edificio.

Lo ha stabilito la Giunta regionale, con l’approvazione della delibera sugli adempimenti della legge regionale n.14/2008 “Norme per l’edilizia sostenibile”.
La certificazione della sostenibilità energetico-ambientale non ha carattere obbligatorio, ma è solo volontaria: “L’obiettivo - spiega l’assessore regionale ai Servizi sociali - è innovare e qualificare il sistema edilizio in modo da far emergere le esperienze migliori e innescare un processo virtuoso di emulazione da parte di tutti i soggetti interessati: imprenditori edili, professionisti, tecnici, produttori di materiali”.

Lo strumento di valutazione, che aggiorna il Protocollo di Itaca approvato dalla Conferenza delle Regioni nel 2004, consente di stimare il livello di sostenibilità ambientale degli edifici sulla base di 49 criteri raggruppati in 5 aree. Oltre ai criteri di valutazione energetico-ambientale, la Giunta ha definito anche i criteri per l’individuazione degli incentivi - sono previsti sconti sugli oneri di urbanizzazione e incentivi fino al 15 per cento del totale della volumetria - e il programma di formazione professionale dei soggetti - progettisti, tecnici delle amministrazioni pubbliche - che dovranno eseguire la certificazione.
Alla redazione delle linee guida hanno collaborato i tecnici dell’Ance Marche. Il sistema, contestualizzato alla normativa vigente, è stato già divulgato in una trentina di seminari e sperimentato su 8 progetti. Richieste di applicazione sono, inoltre, pervenute da parte di imprese e professionisti.
Prossimo obiettivo sarà l’adozione di specifiche linee guida anche per gli edifici non residenziali.

fonte: Regione Marche

Dal sito  ITACA (Istituto per l’Innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale):


METRI CUBI dall’ALTO

8 Maggio 2009

Una raccolta di foto satellitari di Sirolo che mostrano lo sviluppo urbanistico del paese nel periodo 1998/2008.

Per una visione più ampia:


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