
Ieri, 7 dicembre 2010, presso il cantiere dei ripascimenti vicino alla foce del fiume Musone, si è svolto un incontro voluto dalla Direzione dei Lavori della Regione Marche al fine di permettere di verificare la qualità del materiale utilizzato per i ripascimenti in corso.
Ho così avuto modo di poter esporre alcune mie perplessità all’ing. Marzialetti - Dirigente Settore Piani e Programmi dell’Autorità di Bacino Regionale.
Da subito gli ho chiesto come mai nell’elenco prezzi sia specificato che: “…nel prezzo è compreso anche lo spianamento ed il livellamento dei materiali secondo le livellette e le sezioni di progetto ed i raccordi con l’arenile esistente”, mentre nella pratica questo spianamento non viene mai effettuato.
Lui gentilmente mi ha risposto che è una voce di capitolato che si inserisce al fine di comprendere tutte le possibilità di lavorazione, ma che poi è a discrezione del direttore dei lavori stabilirne la necessità. E nel caso specifico hanno stabilito che «lo spianamento ed il livellamento dei materiali» è superfluo.
Poi ho chiesto lumi sul rifacimento del Molo Davanzali. E anche se l’ingegnere si è reso molto disponibile per aiutarmi a fare chiarezza, il risultato è che ancora troppe cose non mi convincono affatto.
Innanzi tutto ho avuto la conferma che, contrariamente a quanto affermato nelle note di richiesta del comune di Sirolo, il molo “Non ha funzione idraulica”.
Perciò, avuta la conferma che non è un’opera di difesa costiera, ho espresso la mia perplessità sul fatto che un recupero di memoria storica sia stato finanziato con i fondi destinati alla difesa della costa.
E qui ringrazio l’ing. Marzialetti perché la risposta che mi ha dato è stata sintetica e facilmente comprensibile anche per uno come me che non ha fatto i suoi studi e dato i suoi esami: “I massi della Spiaggiola non sapevamo dove metterli”.
Successivamente gli ho fatto notare che per il rifacimento del Molo Davanzali, che si trova in zona SIC (Sito di Interesse Comunitario) e che sta all’interno di un Parco Regionale, le normative vigenti impongono degli studi di impatto ambientale che non sono stati fatti.
Dal canto suo mi ha fatto notare che l’opera, anche se di poco, è staccata dal litorale e perciò non rientra nelle suddette zone di tutela paesaggistica.
Così ho colto l’occasione per dirgli che quei pochi massi che hanno tolto dopo un paio di mesi sono una farsa che serve a trasformare “burocraticamente” un pennello in una scogliere.
Però il senso della risposta che ho avuto mi è decisamente difficile da capire: “Ma la gente che è rimasta senza lavoro o che c’ha un problema turistico sa che gliene frega della burocrazia?”
Ho chiesto lumi sulla strana risposta e lui si è limitato a dirmi che hanno fatto tutto a norma di legge seguendo l’art. 158 del Decreto Legislativo n. 42, perché il Molo Davanzali “E’ un recupero di memoria storica”.
Perciò, anche se il molo attuale non ha nulla a che vedere con quello usato dai cavatori, che non era continuo e presentava dei varchi, andiamo a vedere cosa dice l’art. 158 del Decreto Legislativo n. 42 citato dall’ingegnere:

Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42
“Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137″
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2004 - Supplemento Ordinario n. 28
Articolo 158
Disposizioni regionali di attuazione
1. Fino all’emanazione di apposite disposizioni regionali di attuazione del presente codice restano in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni del regolamento approvato con regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357.

Come già detto altre volte: AAA Avvocato volontario cercasi.
Perché capire in poco tempo dove volesse andare a parare l’ing. Marzialetti citando questo articolo, non è cosa facile se non si è del mestiere.
Però, poco per volta, i nodi vengono al pettine ed ho come l’impressione che un bene paesaggistico da tutelare (come dovrebbe essere il Molo Davanzali per rientrare a pieno titolo tra «le opere del patrimonio culturale da tutelare e valorizzare e che concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura») debba essere ufficialmente riconosciuto tale.
In sostanza voglio dire che qualcuno avrà stabilito, riportandolo nero su bianco, che il Molo Davanzali rientra tra i casi citati nel D.LGS n.42, atto a valorizzare il patrimonio culturale, oppure no?
E’ logico pensare che sarà stato stabilito a priori che il Molo Davanzali è un’opera da valorizzare e che di conseguenza ci sarà qualche documento che lo attesta.
Invece, caso strano, nella variante di progetto fanno riferimento esclusivamente alla nota n.843 del comune di Sirolo, che lo richiede come strumento utile alla difesa della costa.
In definitiva tutto ciò porta a farmi una semplice domanda: perché il «recupero di una memoria storica» viene richiesta dal sindaco di Sirolo motivandola con questi termini: “per una maggior protezione del litorale di S.Michele e Sassi Neri a nord e congiunzione di due “secche” adiacenti, così da chiudere un canale posto sul sottofondo marino nel tratto antistante la spiaggia di S.Michele, il tutto per garantire una maggior difesa dall’asportazione di sabbia da parte delle correnti marine”.
Io qualche discrepanza tra la versione dell’ing. Marzialetti (memoria storica) e quella del sindaco Misiti (protezione del litorale) credo di intravederla, e voi?
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