
Si è conclusa una settimana di lavori.
Sia da parte di chi opera alla realizzazione del progetto, che da parte di chi opera al fine di impedirlo.
Il progetto della Regione Marche di gettare del pietrisco sulla spiaggia al fine di contrastare un’erosione non dimostrata ha avuto inizio lunedì scorso (06/06/2011), nella totale noncuranza delle leggi in materia di sicurezza sul luogo di lavoro.
Erano talmente sprovvisti del benché minimo requisito di sicurezza che è bastato il gesto di chiamare i carabinieri per far sospendere i lavori.
E ciò che è peggio è che la motivazione di tale illegalità è stata motivata dal coordinatore della sicurezza dicendo che l’incaricato, la notte prima, aveva fatto tardi perché era andato a vedere il concerto di Vasco.
Nonostante questo, il giorno dopo, la situazione non è migliorata poi tanto.


Dato che mettere un avviso su un foglio A4 appiccicato al cartello dei gelati non è che si possa proprio considerare in linea con il “Testo unico sulla sicurezza sul lavoro”.
E soltanto dopo un sopralluogo dei carabinieri, presenti per loro iniziativa, hanno iniziato a segnalare adeguatamente la presenza del cantiere.

Peccato che mentre fotografavo il miglioramento della situazione sia stato aggredito e minacciato verbalmente da uno dei lavoratori.
E trovo che questo sia un atteggiamento inqualificabile, considerando poi che è un cantiere finanziato dalla Regione Marche (soldi pubblici che vanno a mancare da un’altra parte) che istituzionalmente dovrebbe dare l’esempio in tema di sicurezza e rispetto delle normative.
Anche qui la scusa che poi hanno cercato di rifilarmi è patetica quanto quella sul concerto di Vasco, e cioè che il tipo era nervoso perché c’erano stati da poco i carabinieri.
Come se la colpa sia di chi fa notare un’irregolarità e non di chi la commette.
Comunque sia da quel momento qualche accortezza in più in materia di sicurezza l’hanno avuta.

Mercoledì siamo stati ad un incontro al Comune di Ancona a cui hanno partecipato: l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Pasquini, l’assessore al Turismo Andrea Nobili, il Presidente del Parco del Conero Lanfranco Giacchetti, vari esponenti del Comitato Mare Libero e Mezzavalle Libera, Italia Nostra e Legambiente.
E a parte la riconosciuta disponibilità da parte dell’amministrazione comunale di aprire un dialogo, non è che si possa dire che sia servito a molto.
Questo non per colpa di qualcuno dei presenti, ma perché l’attore protagonista è la Regione Marche ed è con lei che occorre confrontarsi.
Di buono però c’è stata l’illustrazione, da parte del Presidente del Parco, di due importanti documenti:
il Verbale Negativo della Commissione Tecnica del Parco del Conero (04/04/2011)
il Verbale della Conferenza di Servizi (19/04/2011)
Se avrete voglia di leggere le motivazioni del parere negativo del Parco del Conero e se siete sensibili ai problemi ambientali, allora vi si accapponerà la pelle sapendo che nonostante l’eccellente esposizione delle controindicazioni, hanno proseguito con l’esecuzione di un’opera dannosa e non necessaria.

Foto sopra Portonovo GIUGNO 2010
Foto sotto Portonovo GIUGNO 2011

Intanto il lato nord, Molo-Fortino-Torre, è stato completato.
Lunedì ripartono con il lato sud, Torre-Chiesetta, però ancora non sanno dove faranno passare i camion.
Sono talmente organizzati che non hanno chiesto il permesso a nessuno. Pensavano di passare dalla Capannina ma senza farlo sapere ai diretti interessati.
Stando alle dichiarazioni lette sulla pagina Facebook “Il Rompiscatole”, il titolare dello stabilimento balneare la Capannina, Fabrizio Fiorini, per sua curiosità è andato a parlare con la responsabile dei lavori, scoprendo così che avevano intenzione di passare sulla sua concessione (dove non sono previsti i ripascimenti), creandogli gravi disagi e una inopportuna rimessa economica.
Per finire vi riporto quanto scritto, deciso e stabilito durante la Conferenza di Servizi del 19 aprile 2011: “i lavori verranno eseguiti solo se si riuscirà a farli entro il mese di maggio.”
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