Occupy Ancona

14 Dicembre 2011

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Comunicato stampa

“Occupy Ancona!”

Sabato ad Ancona l’attesa manifestazione convocata dalla “Assemblea Permanente Movimenti Marche”. Si inizia alle 17 in Piazza Roma. Interventi, flash mob, musica ribelle: la società civile organizzata prende la parola e l’iniziativa contro la manovra Monti, per costruire l’alternativa ad un modello che distrugge le vite delle persone e l’ambiente.

Piazza Roma come Zuccotty Park? Il centro del capoluogo regionale come quel piccolo luogo nel cuore di Manhattan, divenuto simbolo degli “indignati” di tutti il mondo? Diciamo che la manifestazione, dal titolo “Occupy Ancona”, che l’Assemblea Permanente Movimenti Marche ha promosso per sabato 17 dicembre  a partire dalle 17, sarà molto di meno ma anche molto di più. Di meno perché “l’accampata” durerà solo qualche ora e non ci sarà nessuna occupazione in pianta stabile della piazza (per ora). I gazebo che verranno installati sin dal primo pomeriggio saranno una presenza momentanea e ognuno tratterà i temi più importanti al centro dell’iniziativa: lavoro, acqua, ambiente, precarietà, diritti delle persone. Molto di più  perché la varietà e la ricchezza dei movimenti e delle singolarità presenti all’interno della neonata rete regionale si dispiegherà ampiamente durante la manifestazione. Il programma che si sta ultimando in queste ore prevede interventi delle situazioni simbolo dell’indignazione marchigiana: dai lavoratori licenziati o in cassa integrazione, a chi è impegnato nella resistenza ecologica contro i progetti distruttivi del territorio, dai comitati per l’acqua pubblica, da mesi mobilitati affinché sia rispettata la volontà dei 27 milioni di italiani che a giugno hanno detto chiaramente che i beni comuni non possono essere usati per fare profitto, ai ragazzi dei collettivi studenteschi, dai precari agli immigrati, proprio a pochi giorni dalla terribile strage di Firenze. Ma anche musica, flash mob di gruppi teatrali, “provocazioni” sui temi della crisi in mezzo allo shopping natalizio. Insomma un primo momento di mobilitazione contro la manovra del Governo Monti che “colpisce i soliti” e non tocca “le grandi rendite finanziarie”. Perché “un’altra economia è possibile, rispettosa dei diritti delle persone e dell’ambiente”.
L’Assemblea Permanente Movimenti Marche chiama a raccolta tutti quelli che non vogliono abbassare la testa. Sabato Piazza Roma i protagonisti saranno loro.


Turismo e Costa a Portonovo - Claudio Molinelli

18 Novembre 2011

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Parchi Regionali Espressione di Democrazia

17 Novembre 2011

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Gentile Presidente Spacca e gentili Capo Gruppo Consiliari,

le sottoscritte Associazioni Culturali, Naturalistiche ed Ambientali della Regione Marche esprimono il proprio dissenso sulla proposta di legge regionale in oggetto con la quale, volendo risparmiare 200.000 (duecentomila) euro l’anno, si corre il rischio di rendere i parchi regionali, in particolare il San Bartolo ed il Cònero, estranei alle comunità locali che li abitano.
La proposta di legge n.1465 ad iniziativa della Giunta Regionale, infatti, fa quattro operazioni pericolose e quindi altamente sconsigliabili:

  1. riduce il numero e la composizione degli organi degli enti di gestione delle aree protette comprimendo la partecipazione e l’accesso alla gestione del parco da parte delle comunità locali, con l’abolizione del Consiglio Direttivo del Parco;
  2. crea un voto ponderato, cioè di valore differenziato, tra un rappresentante e l’altro. Infatti il valore del voto dei componenti la Comunità del Parco dipenderà per il 55% dal valore dei contributi versati al parco. A titolo di esempio, su sette rappresentanti, il voto ponderato per l’unico rappresentante degli ambientalisti e per l’unico rappresentante degli agricoltori, varrà appena il 5 per cento totale, qualunque volontà essi esprimano!
  3.  si appropria della nomina diretta del Presidente, sottraendola al voto del Consiglio Direttivo del Parco.
  4. va in contrasto con la legge quadro nazionale L.394/91 escludendo dalla Comunità del Parco gli enti scientifici come le Università.

A nostro parere la diminuzione dei costi di gestione può essere ottenuta rendendo gratuita la partecipazione a tutti gli organismi di gestione, riconoscendo solo un eventuale rimborso spese.

Quello che preoccupa è l’introduzione del voto ponderato che esclude dalla gestione del Parco le comunità locali e i rappresentanti delle associazioni, proprio quei soggetti che più vivono e sostengono il parco. Ciò avviene perché probabilmente si confonde la gestione di un’area protetta con un consiglio di amministrazione di una società per azioni.
L’ente che investe maggiormente potrà avere un voto ponderato che vale fino al 55%, fino al 20% i comuni in funzione alla quota di territorio interessato dal parco, ancora, fino al 20% ai comuni con maggiore popolazione residente nel parco e infine il 2,5% all’unica associazioni naturalistica rappresentata nel consiglio e 2,5% all’unica associazione agricola.
Ci sono voluti anni per avvicinare i cittadini residenti ai parchi e convincerli che essi non erano costituiti contro gli interessi locali. Il buon agire degli enti gestori di parchi e riserve nelle Marche ha avviato circuiti turistici, processi educativi e di valorizzazione dei beni ambientali con un positivo riflesso anche sulle economie locali e sulla occupazione giovanile (ad esempio servizio guide, servizio sorveglianza, corsi di educazione ambientale, etc.).
Tutto ciò corre il rischio di indebolirsi a fronte di una richiesta crescente.

Infine non è certamente positivo il fatto che la Comunità del Parco sia espropriata del diritto di eleggere democraticamente il proprio Presidente. Questa volontà perpetua il centralismo regionale che sta sempre più sostituendo il centralismo del governo nazionale, così tradendo i principi di sussidiarietà e di decentramento politico ed amministrativo a vantaggio degli Enti Locali.
Le associazioni sottoscriventi chiedono pertanto ai Consiglieri regionali di apportare alla proposta di legge, deliberata dalla Giunta, tutte quelle modifiche necessarie a mantenere i parchi e le riserve naturali nel novero degli enti di gestione del territorio a guida democratica e ampiamente partecipata.

ITALIA NOSTRA MARCHE COORDINAMENTO PER IL PAESAGGIO DELLE MARCHE

LUPUS IN FABULA

FEDERNATURA MARCHE

“TERRA MATER”

WWF MARCHE

LEGAMBIENTE MARCHE

COMITATO MEZZAVALLE LIBERA

COMITATO MARE LIBERO

POLIS NOVA


Rifkin, Spacca e i No rigassificatori…

15 Novembre 2011

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Ieri lunedì 14 novembre nell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria di Ancona i riflettori erano puntati sulla prolusione di Jeremy Rifkin, l’economista della Terza Rivoluzione Industriale, ricercatore pionieristico delle biotecnologie e della green economy, l’autore de “La fine del lavoro” e “La civiltà dell’Empatia” tra gli altri. Ad accoglierlo, tra i tanti correlatori, doveva esserci il Presidente della Regione Spacca, che ha snobbato l’appuntamento. Presenti invece i “No rigassificatori” che hanno esposto striscioni e bandiere, e preso parola. In effetti la presenza di Spacca, avrebbe stonato con il senso dell’iniziativa. Attenderemo altre inevitabili occasioni di confronto…L’economista di fama internazionale, applaudito dal pubblico, ha biasimato le politiche di austerity italiane, la deriva tecnocratica del nascente governo Monti, esponendo invece la necessità di un cambiamento globale e locale del modello produttivo ed energetico in favore della green economy e della democrazia energetica…sottoscriviamo!

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Dal Corriere Adriatico del 15/11/2011

L’economista americano ospite di Assam e Fondazione Univerde propone il modello a rete di Internet

Rifkin: green economy per la ripresa

Ancona “La terza rivoluzione industriale è l’unica via percorribile per preservare la specie umana dall’estinzione”. E’ catastrofico ma risoluto l’economista americano Jeremy Rifkin intervenuto ieri nell’aula magna di ingegneria ad Ancona per un convegno su energia e agricoltura organizzato dall’Assam, rappresentata per l’occasione dal suo amministratore Gianluca Carrabs. C’erano anche il presidente della Fondazione Univerde, Alfonso Pecorario Scanio, il sindaco di Ancona Fiorello Gramillano, il preside della Facoltà di Ingegneria, Giovanni Latini, il direttore del quotidiano “Terra”, Luca Bonaccorsi, la presidente della Rees Marche, Katya Mastantuono, il vicepresidente dell’Aniem Marche, Francesco Caprioli. Assente Spacca, ha preso parte all’evento anche Roberto Oreficini, direttore dell’Arpam. Durante il convegno sono comparsi cartelli e striscioni del coordinamento contro il nuovo rigassificatore dell’Api di Falconara.

La tesi di partenza dell’economista e saggista statunitense è nota: il modello di sviluppo attuale basato sulle energie fossili non è più sostenibile. La green economy è la strada che l’economista suggerisce anche al primo ministro incaricato Mario Monti. “Se l’incremento del prezzo del petrolio – ha ricordato lo scrittore – ha dato una tregua nel 2009, dopo i picchi dell’anno prima, con la ripresa del 2010 esso ha ricominciato a crescere. Questo potrà dar luogo ad una nuova crisi economica e finanziaria che potrà determinare un’ulteriore, momentanea, ridiscesa dei prezzi. E così via, in cicli ravvicinati di non più di 4 anni”. Tutto ciò perché la risorsa è scarsa e sempre più costosa nel reperimento e trasporto. A ciò si aggiunga lo straordinario aumento della domanda di greggio dovuto all’ingresso dei Paesi emergenti. Ai disastri economici devono aggiungersi quelli ecologici con i cambiamenti climatici dovuti all’aumento della Co2 in atmosfera, la progressiva diminuzione della risorsa idrica e la morte per fame in molte zone del mondo.

La soluzione a questo fosco quadro è secondo Rifkin nel “giardino di casa”. O meglio nell’energia che vi possiamo trovare :“dal sole, al vento, alla geotermia, fino alle biomasse o ai rifiuti”. Il modello cui ispirarsi è quello a rete di Internet. “Ci sono quasi 200 milioni di edifici in Europa: ebbene ognuno di quelli deve diventare un piccolo centro di produzione energetica”. Tutto ciò eliminerebbe i problemi di trasporto dell’energia e dell’inquinamento dovuto alla produzione centralizzata che caratterizza le fonti fossili e il nucleare. Rifikin, consulente di molti politici in Europa, ha già licenziato un piano energetico decennale per Roma che consentirà, a fronte di investimenti anni di 500 milioni di euro, risparmi per 1600.

Ovviamente l’agricoltura gioca un ruolo centrale in tutto ciò e le Marche in questo non sono certo all’anno zero. Lo ha ricordato anche il direttore dell’Assam Gianluca Carrabs per il quale “dopo le innovazioni in campo normativo, l’impresa agricola può dedicarsi anche alla produzione di energia”. A parte le esperienze già acquisite, presto sperimenteremo sul nostro territorio, “un nuovo tipo di impianto eolico, progettato da Renzo Piano, assai meno impattante sul paesaggio e in grado di sfruttare i venti più deboli”.

Secondo Alfonso Pecoraro Scanio “le Marche, con il loro tessuto di piccole imprese, rappresentano il contesto ideale per generazione diffusa di energia. E’ per questo che siamo partiti di qui con la diffusione dei ‘Green Economy Forum’, un movimento dal basso che cambierà il nostro modo di vivere e produrre”.

“L’autodeterminazione dei territori e la fine del profitto quale unico orizzonte dell’economia, compresa quella verde” è la principale preoccupazione della presidente della Rete di Economia Solidale marchigiana Katya Mastantuono mentre per Francesco Caprioli, vicepresidente di Aniem Marche, (che raduna le imprese edili regionali) “costruire case ad alta efficienza energetica è nel desiderio della categoria, ma è tendenza che deve prima di tutto nascere dalla cultura diffusa nella committenza”.

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Il servizio della rete locale éTV Marche

Fonte:  Falkatraz.noblogs.org


Il video dell’incontro dedicato all’AMP

10 Novembre 2011

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Di seguito vi segnalo alcuni momenti particolarmente interessanti del video proposto, ma a tutti i soggetti interessati suggerisco di visionare l’intero filmato.

1) http://youtu.be/C1g_8agfoJI?t=6m15s Alberto Dubbini mette in risalto la contraddizione di essere favorevoli alla realizzazione di rigassificatore offshore e, simultaneamente, sostenere l’attuazione di un’Area Marina Protetta che dista solo 13 km dal sopracitato impianto.

2) http://youtu.be/C1g_8agfoJI?t=8m45s  Dino Latini spiega perché ha detto si al rigassificatore, sostenendo che è l’unica strada per bonificare la zona.
Probabilmente si è dimenticando che l’API è almeno dal 2003, anno di rinnovo della concessione alla raffinazione, che disattende gli impegni presi a favore dell’ambiente e di un modus operandi meno impattante per tutti.
Come dire: visto che non adempiono ai loro impegni gli regaliamo un rigassificatore, così dopo vedrai come ci rispetteranno.

3) http://youtu.be/C1g_8agfoJI?t=17m4s Alberto Dubbini parla delle leggi regionali, in particolare quelle sulla movimentazione di sedimenti in ambiente marino, che vanno nella direzione opposta rispetto alle normative nazionali ed europee.
Leggi e normative d’attuazione che palesemente evidenziando lo scarso interesse dimostrato dalla regione Marche per la tutela ambientale.

4) http://youtu.be/C1g_8agfoJI?t=22m1s Dino Latini spiega che il problema del troppo pesce pescato si potrebbe risolvere facendolo pagare un prezzo adeguato, almeno 10 volte tanto, perché adesso è troppo economico e così per sopravvivere i pescatori devono prenderne grandi quantità.
Sembra pazzesco ma ha detto così, ve lo garantisco. Nel mio filmato manca l’inizio del suo discorso ma potete comunque sentire la parte in cui dice che anche il pane dovrebbe costare altrettanto: 10 volte tanto.
Quando l’Aula del Mare pubblicherà il suo materiale audiovisivo potrete verificare che sto dicendo il vero, e che Dino Latini pensa veramente che se il pesce costasse 10 volte tanto i pescatori, anziché approfittarne per fare più soldi, si limiterebbero a pescarne quanto basta per tirare a campare.
Per fortuna Gallegati, che probabilmente non gode di uno stipendio da consigliere regionale che permette di vivere egregiamente anche se i prezzi degli alimenti decuplicano, gli spiega che le cose non funzionano in questo modo. Che esiste una cosa chiamata libero mercato e che il problema di pescatori, agricoltori e consumatori sta nella filiera di distribuzione troppo lunga.
Con la conseguenza che il prezzo iniziale corrisposto al pescatore o al contadino è irrisorio, mentre il prezzo finale diventa eccessivamente elevato.

Fonte: www.marelibero.it


Turismo e Costa a Portonovo

7 Novembre 2011

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CONVEGNO

Ancona 11 Novembre 2011 Ore 09.00
Sala Convegni Hotel La Fonte Portonovo

A CHI SI RIVOLGE

Il promotore Consorzio Baia di Portonovo rivolge l’invito ai soggetti Amministratori Pubblici, Comunità scientifica, Categorie interessate, Associazioni culturali, ambientali e sportive e non ultimi i semplici cittadini.

INTRODUZIONE AGLI ARGOMENTI

Il contesto storico, paesaggistico, turistico e ambientale di Portonovo rappresenta, non solo una unicità marchigiana ma anche del bacino adriatico. Gli interessi convergenti di tutela degli elementi culturali come la torre di avvistamento De Bosis, la chiesetta romanica, simbolo di un passato storico importantissimo, le spiagge ai piedi della falesia, gli insediamenti turistici, il contesto ambientale di elementi vegetali e animali da salvaguardare, impongono un’analisi delle condizioni in atto al fine di far riunire in un unicum i diversi interessi.

OBIETTIVI DELL’INCONTRO

Il programma del convegno prevede il saluto degli Amministratori locali e regionali che sovraintendono ad ogni investimento pubblico in questa oasi storico ambientale culturale; gli interventi dei relatori tenderanno a fare il punto della situazione e ad illustrare tematiche di grande interesse per coniugare gli interessi come quelli che ha proposto la stagione turistica balneare 2011 e un contesto che deve avere le necessarie garanzie, in termini di valorizzazione e conservazione dei beni. Il dibattito previsto darà l’occasione per condividere le scelte strategiche di cosa fare in questo contesto geografico.

 

clicca qui per scaricare il flyer informativo

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No Tav Tour 2011 a Falconara

7 Novembre 2011

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Il primo novembre il No TAV Tour 2011, la valle che resiste e non si arrende, fa tappa a Falconara Marittima e incontro il Coordinamento No Rigassificatori.

Clicca qui o sull’immagine per visionare il video integrale della serata


Fanghi inquinanti al Passetto

4 Novembre 2011

Per chi si fosse perso i servizi del TG3 sui fanghi inquinanti al Passetto, eccoli riproposti in un unico video:

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Scogliere al Fortino, Regione nel mirino

2 Ottobre 2011

Da: il Resto del Carlino del 02/10/2011

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Scarica l’articolo in formato PDF

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Pennelli Frangiflutti Sbagliati

1 Ottobre 2011

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Comunicato Stampa

Comitato Mare Libero e  Comitato Mezzavalle Libera

A Portonovo, davanti al Fortino Napoleonico,
la Regione Marche ha rifiorito i pennelli frangiflutti sbagliati

I lavori di ripascimento nella baia di Portonovo, che avevano stabilito di fare solo se riuscivano a completarli entro il mese di maggio, sono iniziati il 6 di giugno e subito con il piede sbagliato.
Perché immediatamente bloccati a causa del mancato rispetto del «Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro».
In pratica non avevano neppure delimitato il perimetro del cantiere.
E considerando che nel mese di giugno le spiagge di Portonovo sono già frequentate da numerosi turisti, e tenendo a mente che si trattava di un cantiere sotto la diretta responsabilità della Regione Marche, il fatto che non avessero affisso neppure un singolo cartello d’avvertimento la dice lunga sulla serietà con cui vengono portati avanti questi lavori.

Noi dei comitati Mare Libero e Mezzavalle Libera abbiamo studiato le carte del progetto e possiamo affermare con certezza che non è stata dimostrata la necessità di questi interventi, anzi è stato documentato il contrario: “…dal confronto tra le linee di costa del 1985 e 1999 con le foto aeree e satellitari recenti, risulta di fatto evidente una sostanziale stabilità della linea di costa negli ultimi 25 anni…” e ancora “dalla documentazione prodotta non risulta giustificata la necessità dell’intervento di ripascimento delle spiagge…”.
Questo è quanto si legge nel verbale della Commissione Tecnica del Parco del Conero del 04/04/02011.

Nonostante questo la Regione Marche continua a finanziare lo scarico di tonnellate di ghiaia a mare senza che nessuno gli abbia dimostrato la reale necessità di tale spesa.
Anzi, inspiegabilmente, ignora autorevoli pareri contrari: la Commissione Tecnica del Parco del Conero.

In un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo adesso, ci pare quanto mai irragionevole cercare di risolvere un problema che non c’è gettando soldi in mare.

E, come se non bastasse, dobbiamo pure constatare che non prendono seriamente in considerazione neppure i loro stessi progetti.
Perché nella Relazione Tecnica e Illustrativa hanno scritto che andavano rifioriti i pennelli davanti al Fortino Napoleonico, dettagliando con cura l’importanza del più occidentale dei tre che avrebbe dovuto svolgere un ruolo di specifica efficacia nella stabilizzazione della spiaggia emersa.

Peccato però che durante l’esecuzione dei lavori si devono essere dimenticati di tanta importanza, perché questo fondamentale pennello frangiflutti non è stato fatto.
Mentre ne hanno modificato un’altro, poco più a sud in corrispondenza delle Terrazze, che non faceva assolutamente parte del progetto.

Questo per dirvi quale scrupolo ed attenzione possono aver avuto nella direzione dei lavori di un intervento invasivo in uno dei luoghi più belli d’Italia, fiore all’occhiello della città di Ancona, Area di Riserva Orientata del Parco del Conero, Sito d’Interesse Comunitario (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) per gli Habitat Naturali.

Ancona, 30/09/2011

Comunicato stampa dei comitati Mare Libero e Mezzavalle Libera

Di seguito la relativa documentazione:

Fonte: www.marelibero.it


Pedalata Collettiva

23 Settembre 2011

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Comunicato Stampa Associazione Riviera del Conero

Riviera del Conero, la pista ciclabile è quasi realtà
In programma sabato mattina la pedalata collettiva da Porto Recanati a Numana

La presenza di una pista ciclabile lungo suggestivi sentieri tra mare e collina, per lunghe pedalate all’aria aperta indicate per tutte le stagioni, è stata una delle richieste e dei desideri espressi con più insistenza dai turisti che durante l’estate hanno visitato la Riviera del Conero. Richiesta registrata anche all’interno di un questionario, sottoposto a circa 1000 visitatori dei quali ben il 30% ha espresso la necessità di piste ciclabili sul Conero. La loro voce è stata ascoltata e l’associazione Riviera del Conero nelle scorse settimane ha presentato in anteprima un progetto ambizioso per la realizzazione di sentieri pedociclabili da Ancona a Porto Recanati, attraverso sentieri già esistenti, preferendo strade bianche a strade asfaltate e realizzando i collegamenti tra esse.

Per “toccare con ruota” il nuovo progetto di percorsi ciclabili, in fase avanzata di realizzazione attraverso il protocollo d’intesa già condiviso da diversi Comuni interessati, è stata organizzata per sabato 24 settembre la pedalata da Porto Recanati a Numana.

Ritrovo  alle  9.45 al parcheggio del parco acquatico Malibù e partenza alle ore 10. Sosta prevista alle ore 11.30 con un aperitivo lungo la strada in un agriturismo e infine alle 13 il rientro per brindare insieme a questo importante traguardo. Le biciclette saranno messe a disposizione dalla Forestalp ma chi preferisce può portarsi la propria.
L’idea progetto “sentieri pedociclabili” da Ancona a Porto Recanati, avviata dall’associazione Riviera del Conero interesserà anche i Comuni di Camerano, Osimo, Castelfidardo, Sirolo, Loreto.

Si allega la cartina della pedalata e la mappa del progetto:

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Ufficio stampa Associazione Riviera del Conero
e-mail: larivieradelconero@gmail.com
www.rivieradelconero.info


Petizione Online

26 Luglio 2011

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Clicca su questa scritta, o sull’immagine qui sopra, per poter essere reindirizzato al sito dov’è possibile firmare la petizione contro il rigassificatore di Ancona.


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