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N.B. Per rispetto dell’articolo 27, comma 2 della Costituzione Italiana: «l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva», ho rieditato l’articolo in data 21/06/2010 (le parti rieditate sono scritte in rosso). Maggiori informazioni sul perché di questa decisione potete leggerle cliccando qui.
Immagino che se mi fidassi dell’amministrazione comunale sirolese, al vedere i lavori di collegamento tra spiaggia Urbani e San Michele non avrei battuto ciglio.
Invece le passate esperienze personali, più la recente sentenza al capo ufficio tecnico del municipio mi hanno fatto subito sentir puzza di illecito (omissis).
Perciò mi sono messo a fare qualche foto e lascio a voi giudicare se quello che ho visto oggi pomeriggio può essere considerato un cantiere che rispetta le norme sulla sicurezza:
Qui sopra possiamo vedere un turista che carca di scansare un mezzo meccanico in movimento.
Da quest’altra foto possiamo vedere come l’acqua fosse intorbidita dall’esecuzione dei lavori. Nonostante questo posso assicurarvi che non c’era da nessuna parte il divieto di balneazione.
Eppure l’ARPAM è molto attenta a queste cose, sarà stata informata?
Le mie passate esperienze con l’operato dell’ufficio tecnico di Sirolo mi fanno supporre di no.

26 Novembre 2010 alle 13:33
Nel sito web della Capitaneria di Porto di Ancona è possibile visionare tutte le ordinanze che hanno emesso riguardo le attività svolte in mare e sulla costa, però, guarda caso, non compare niente in merito ai lavori condotti dal Comune di Sirolo per il collegamento tra le due spiagge…
…una strana coincidenza, o un lavoro fatto senza permessi?