Vocazione Turistica II atto

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Poco più di due settimane fa postavo un articolo - Vocazione Turistica - dove denunciavo il degrado delle spiagge di Sirolo.

Sorvolando sulle deleterie interdizioni che gravano sulle spiagge Sassi Neri e Due Sorelle, mi soffermavo a commentare delle foto della spiaggia San Michele che mostravano chiaramente il degrado e l’incuria di uno dei luoghi più amati e suggestivi di tutte le Marche.
A ridosso delle vacanze pasquali il mio intento era quello di risvegliare gli animi di chi di turismo ci vive, così che potessero correre ai ripari per ridare lustro all’incantevole spiaggia sirolese.

In sintesi: una critica mossa in anticipo al fine di poter evitare i sicuri danni di immagine.

Ero già ben conscio che questo blog non compare nelle classifiche dei più popolari, ma qualche accesso giornaliero lo registra ed ero convinto che, in un modo o nell’altro, l’indignazione d’avere una spiaggia così mal ridotta avrebbe smosso gli animi di chi di dovere. Soprattutto in vista delle vacanze pasquali.

Invece niente, apatia totale.

Come se a Sirolo due spiagge chiuse e un’altra indecorosa non avessero il benché minimo effetto sull’economia del paese.

Chissà invece cosa racconterà di Sirolo questa signora che per andare in spiaggia si è accidentalmente sdraiata su di un sudicio e pericoloso letto di rifiuti.

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E cosa diranno tutti quelli che, pur senza l’esperienza di caderci dentro, sono stati costretti ad attraversare un’indecente cumulo di spazzatura.

Perciò a questo punto direi che il maltempo che ha imperversato nel week-end pasquale è stato un colpo di fortuna per l’immagine sirolese, che ha così temporaneamente evitato il rischio di farsi la nomea di “Sozzoni del Conero”.

Però fino a quando?

Possibile che anche di questo non freghi niente a nessuno?

Nel precedente post – Vocazione Turistica – avevo sconfinato parlando del falso sito del comune di Sirolo “turismosirolo.it”, ma ero già rassegnato all’idea che questo madornale illecito sia impossibile da digerire solo dal sottoscritto.

Però per le gravi condizioni dell’amata spiaggia San Michele mi aspettavo che ci fosse un minimo di riscontro da parte di qualcuno, e invece niente (a parte Maurizio che ringrazio pubblicamente per il suo sostegno morale).

Mi auguro perciò che gli accessi giornalieri registrati da questo blog corrispondano ad altrettanti utenti occasionali che non conoscono la zona, perché altrimenti mi resta impossibile comprendere la totale indifferenza innanzi ad una situazione tanto grave e disdicevole.

Posso già immaginare che la scusa sostenuta da coloro che si dovrebbero occupare della pulizia della spiaggia sarà che è un problema di budget, ma la verità è un’altra perché la soluzione c’è sempre quando la si cerca davvero.

Ad esempio in questo specifico caso il comune di Sirolo, magari insieme a Legambiente e al Parco del Conero, avrebbe potuto organizzare una squadra di volontari che si facessero carico di raccogliere l’immondizia e di tagliare gli alberi crollati giù dalla falesia.
Era sufficiente fornire dei guanti di protezione e tanti contenitori per i rifiuti. Che tra l’altro potevano essere direttamente caricati sulla chiatta che sta facendo i ripascimenti.

Poi a lavori finiti si organizzava un bel rinfresco in spiaggia, e da una giornata di duro lavoro saltava fuori un momento di aggregazione e di festa per tutto il paese.

E sono certo che con le giuste premesse le adesioni non sarebbero mancate.

Addirittura si sarebbe potuto, con la complicità di qualche giornalista, sfruttare l’occasione per farsi un po’ di pubblicità gratuita, mostrando a tutti la capacità dei sirolesi di preservare il proprio territorio nonostante l’imperversare della crisi economica.

Bastava un minimo di coordinamento e buona volontà, ma di questi tempi sembra che neppure il deturpamento della splendida spiaggia San Michele, fonte di guadagno e di emozioni, sia sufficiente a risvegliare le coscienze assopite della Riviera del Conero.

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4 Commenti a “Vocazione Turistica II atto”

  1. CHRISTIAN scrive:

    sono tornato da un viaggio di piacere a Seefeld in Austria. Ho potuto constatare cosa vuol dire vocazione turistica: sentieri attraverso i boschi con cestini dell’immondizia giornalmente svuotati, panchine, addirittura breccino per agevolare la passeggiata, pulizia ovunque (scontato quando si parla di certi luoghi). Ripiombato dalle nostre parti, invece, vedo cartelli che durante la settimana c’è la caccia al cinghiale (ma sono nel parco del Conero o in una riserva di caccia??) e che quindi coloro (magari turisti) che passeggiano di prima mattina o al tramonto devono guardarsi dal prendere qualche schioppettata. C’è qualcosa che non porta!

  2. coneroblog.it scrive:

    Sono d’accordo con te: qui qualcosa non porta.

  3. coneroblog.it scrive:

    @Christian

    non ho preso nella giusta misura il tuo monito sulla caccia perché davo per scontato che la stagione venatoria fosse ormai agli sgoccioli.
    Invece poco fa ero a Monte Colombo e ho letto che si fermeranno solo dal 15 luglio al 31 agosto.
    Questo significa che durante la settimana nelle ore più belle, l’alba e il tramonto, compaesani e turisti non potranno godere della bellezza del Conero.

    Qui non è che qualcosa non porta, è che siamo circondati da una massa di… BIP …non posso dirlo altrimenti mi denunciano.

  4. christian scrive:

    Purtroppo è così. All’alba ed al tramonto zona Conero off-limits. E dicono che il mattino ha l’oro in bocca. Dalle nostre parti ha il piombo in bocca. Oltretutto gli orari di caccia non sono specificati ma si fa riferimento al sorgere o calar del sole, rendendo dubbio l’orario del “coprifuoco” . E non è simpatico trovarsi nel mezzo di una battuta di caccia che oltretutto è segnalata da cartelli permanenti e non come avviene nelle zone di caccia con cartelli del tipo “battuta di caccia al cinghiale in corso” sparsi dappertutto.
    Siccome mi sta prendendo il nervoso, preferisco fermarmi qui. Vuol dire che andrò a passeggiare di primo mattino al mare.

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