Giù le mani dalle Marche

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Sabato scorso (20/02/2010) si è svolta la manifestazione “Giù le mani dalle Marche” che nonostante avesse tra i suoi partecipanti personaggi istituzionalmente illustri, ha avuto pochissimo risalto perfino sui quotidiani locali.

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La presenza in prima fila di alcune facce di tolla non è stata molto gradita dai manifestanti che però, presi in contropiede, non hanno saputo porvi immediato rimedio (secondo me dovevano lasciarli partecipare stando però in fondo al corteo).
Così Spacca & C. hanno rubato la scena ai manifestanti che erano lì a contestare la sua amministrazione.
Bisogna dargliene atto, una mossa strategica ben congeniata e ben riuscita.

Poi quando è venuto il momento delle arringhe è stata negata la parola al governatore, motivando la scelta dal fatto che quella era una manifestazione dei Comitati delle Marche, senza colore politico, e non si voleva offrire l’opportunità di fare propaganda elettorale.

Pensiero assolutamente condivisibile ma dato che gli avevano permesso di sfilare in prima fila ho trovato che fosse quanto mai insensato relegarlo al silenzio.
In primis perché per cambiare le cose senza dialogare con le istituzioni c’è solo la via della violenza.
E spero proprio di non sbagliarmi dicendo che non se la augurasse nessuno dei presenti in piazza.
In secondo luogo perché un’occasione così ghiotta non si ripete spesso. Mi riferisco al fatto che il governatore non avrebbe parlato ad una conferenza di giornalisti che se per caso pongono la domanda sbagliata rischiano, quando gli va bene, di vedersi negare gli accrediti stampa. Ma avrebbe invece dovuto sostenere le rimostranze di un pubblico a maggioranza ostile.
In più sul palco non avrebbe avuto una spalla su cui far conto in caso di bisogno, perché gli organizzatori hanno indetto la manifestazione proprio contro la sua amministrazione (o almeno una parte di essa) e perciò non credo proprio che l’avrebbero aiutato a togliere le castagne dal fuoco.

Forse Spacca avrebbe saputo tener testa a tutti e sarebbe riuscito a venirne fuori indenne, dato che sulla carta le circostanze lo davano nettamente come sfavorito. E forse è proprio quest’ultima eventualità che temevano gli organizzatori.
Perché un buon politico sa trarre forza da situazioni di svantaggio e con la giusta dose di paraculaggine può trarre a se molti indecisi.

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Nel complesso però la manifestazione ha dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, che i cittadini non hanno più voglia di stare a guardare mentre dei beceri affaristi si arricchiscono distruggendo impunemente il loro territorio.

In sostanza agli affaristi e agli uomini di potere è stato lanciato un messaggio: fate le cose per bene altrimenti scavalchiamo le istituzioni e ci poniamo noi a tutela della salute e dell’ambiente.
E ai politici è stato fatto capire che per meritare il nostro voto devono smetterla di pensare solo a soddisfare le esigenze del Paperone di turno.

Tutto molto bello e lodevole, prestiamo solo attenzione a non farci trascinare dall’emotività perché potremmo dar vita a qualche nuovo Robespierre.
Mi riferisco al fatto che ci vuol poco a fare di tutta l’erba un fascio, rischiando così di penalizzare ogni possibile sviluppo del territorio.

La tecnologia, l’innovazione e le fabbriche non sono il male assoluto, anzi ci permettono lo stile di vita che piacevolmente conduciamo adesso.
E’ la loro mal gestione che va condannata: il profitto al di spora della salute, della sicurezza, dell’ambiente e di qualunque altra cosa.
Il profitto ad ogni costo e a qualunque prezzo, questo è oggi il vero ed unico nemico da combattere.

p.s. per chi volesse visionare dei video della manifestazione segnalo il canale YouTube di CTASassoferrato

Un Commento a “Giù le mani dalle Marche”

  1. coneroblog.it scrive:

    Vi segnalo anche il link del video con l’intervento dell’avvocato Anna Maria Ragaini
    presidente del Comitato Rigassificatore No Grazie.

    http://www.youtube.com/watch?v=T3Dg9JpnZ7Y

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