Consumo di GAS - dati ufficiali

Poco meno di un mese fa rimanevo colpito da una affermazione letta sul sito della Borsa Italiana: «Il Garante sottolinea poi che diminuisce ancora la produzione nazionale e “con l’entrata in funzione del rigassificatore di Rovigo e con il completamento di altri gasdotti, la capacita’ di approvvigionamento di gas e’ cresciuta, ma non e’ ancora sufficiente per promuovere un piu’ rapido sviluppo ed efficientamento del mercato”.»
Dopo aver assistito a diverse assemblee contro i rigassificatori ed essermi documentato sull’argomento, venire a conoscenza che organi istituzionali non vedono altro che la necessità di «un piu’ rapido sviluppo ed efficientamento del mercato», senza minimamente tener conto dell’impatto che questi impianti hanno sull’ambiente mi ha particolarmente contrariato.
Capisco che per chi di mestiere fa speculazioni finanziarie un rigassificatore off-shore equivale ad una nave carica di sementi (per loro sono dati su un monitor o al massimo qualche foglio di carta inchiostrata), però al lato pratico non è affatto così.
In più, mettendo da parte le considerazioni in tutela dell’ambiente, impianti del genere creano scompensi economici a chi lavora nel settore turistico con gravi ripercussioni sull’economia di una vasta zona attigua a questo tipo di impianti.
D’altro canto però l’introito turistico è tropo frazionato e ripartito, di conseguenza non facilmente cartolarizzabile.
Quindi per i maghi della finanza creativa che ci hanno donato banche divora risparmi, il settore turistico è del tutto marginale.
Sanno benissimo che questo settore riesce a sfamare molte famiglie che di turismo ci campano, però anche questo è secondario anzi irrilevante.
Perciò abituiamoci sempre di più a sentire considerazioni come quelle fatte recentemente dal presidente dell’Autorità dell’Energia Alessandro Ortis, che nella sua Relazione alle commissioni parlamentari competenti sullo stato del mercato dell’elettricità e del gas ha ribadito la necessità di maggiori fonti di approvvigionamento: «Analizzando l’organizzazione e il funzionamento dei mercati, con particolare riferimento ai profili della loro concorrenzialità ed efficienza si registrano ancora forti e importanti asimmetrie tra il settore elettrico, che sicuramente vive una fase più avanzata, e quello del gas, il cui assetto competitivo non risulta ancora sufficientemente sviluppato e che ancora richiede importanti interventi infrastrutturali, di liberalizzazione e regolazione procompetitivi».
Che poi il gas effettivamente ci serva non è assolutamente importante.
Infatti sul sito del Ministero dello Sviluppo economico si trovano i dati del consumo di gas in Italia dal 2003 al 2009, e comparando i dati ufficiali salta fuori questo eloquente diagramma:
[clicca sull’immagine per ingrandire]
Come potete vedere il 2009 ha segnato un notevole ribasso del consumo di gas e la persistente crisi economica non fa presagire la necessità di installare rigassificatori ovunque si possa.
D’altronde lo stato Italiano non si è dotato neppure di un piano energetico nazionale, perciò è facile per i fautori dei rigassificatori dire che servono senza timore d’essere smentiti da organismi istituzionali preposti alla valutazione delle esigenze concrete del paese.
Cosi ci restano solamente i garanti per «la promozione della concorrenza e dell’efficienza» che in mancanza di un piano energetico nazionale possono non tener conto che:
- stanno per ultimare il potenziamento del gasdotto algerino Ttpc che trasporterà 6,5 miliardi di metri cubi di gas in più l’anno
- l’ENI ha già iniziato il potenziamento del gasdotto Tag per consentire il trasporto aggiuntivo di 3,2 miliardi di metri cubi annui
- entro la fine del 2012 la società Galsi s.p.a. dovrebbe terminare la costruzione di una nuova pipeline che trasporterà annualmente 8,5 miliardi di metri cubi di metano aggiuntivo
- nel 2013 dovrebbe essere inaugurato il gasdotto South Stream che attraverso la Grecia trasporterà il gas russo fino in Puglia
Per loro un rigassificatore è solamente una voce in più nel computer, invece per la gente che ci vive appresso è tutt’altra cosa.
Purtroppo i nostri politici considerano il mondo azionario più veritiero del mondo reale e a furia di scambiare una realtà per un’altra stanno trasformando un territorio di chiara valenza turistica in un hub del gas.
Un suicidio sociopolitico da scongiurare con tutta la forza (da non confondersi con violenza) che abbiamo a disposizione, altrimenti rischiamo di trovarci letteralmente alla canna del gas.


12 Febbraio 2010 alle 09:51
organizziamo la giornata del no gas nei comuni della riviera, una giornata in cui i cittadini spengono i consumi del gas, singolarmente è insignificante ma nel complesso è una bella botta …
12 Febbraio 2010 alle 11:52
Bella idea e in virtù del’evento della giornata odierna mi viene in mente qualcosa del tipo: Mi Gaso di Meno.
12 Febbraio 2010 alle 12:40
mi gaso di meno bella idea potrebbe partire da Sirolo per approdare a livello nazionale ci possiamo lavorare la data dovrebbe essere invernale altrimenti non avrebbe senso
12 Febbraio 2010 alle 18:03
Ragioniamoci su però non possiamo partire con un’intera giornata, ne ipotizzare di scalfirli economicamente. Però simbolicamente potremmo sensibilizzare le persone verso una mentalità dai consumi più contenuti e mirati.
…Mumble …Muble, studiamocela bene…