Primo Incontro della Giunta Comunale

26 Febbraio 2010

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Dal Corriere Adriatico del 21 febbraio 2010

Venerdì al Coppo verifica per la giunta Misiti

Primi test “fuoricasa” per l’amministrazione Misiti che nei prossimi giorni, come prima vera uscita dalle elezioni, ha scelto di incontrarsi con la cittadinanza al Coppo, quartiere ex campagnolo, ora zona moderna e, per alcuni aspetti, esclusiva e residenziale, con il campo da golf, nonché alcuni agglomerati residenziali anch’essi di tutto rispetto.

L’evento al circolo Endas

L’incontro, molto atteso, tra il sindaco e il suo esecutivo con i cittadini, si terrà venerdì 26 alle 21 al circolo ”Endas”, ma già tutto il paese è tappezzato di manifesti che annunciano l’appuntamento. Di carne al fuoco ce n’è parecchia. Si parlerà di tutto ciò che il nuovo governo comunale ha fatto (o non ha fatto) in questi primi mesi a Sirolo, ma è innegabile che si parlerà soprattutto del Coppo, del suo sviluppo, delle tante nuove costruzioni sorte nella zona, dell’impegno del Comune di fare tutto il possibile per rendere vivibile e godibile la bella zona: con la necessaria viabilità, gli arredi e tutto quanto è utile e opportuno per fare il meglio in un quartiere in espansione, che fa parte di una località di grande qualità turistica e di una zona, la riviera del Conero, tra le più gettonate in Italia.

La zona artigianale

Il Coppo può essere un fiore all’occhiello, ma la pubblica amministrazione – dicono molti - non può trascurarne i problemi e di questo si parlerà. Come non mancherà qualche accenno ai problemi che si vorrebbero nella zona ex artigianale (tra Sirolo e il Coppo), dove si stanno realizzando nuove cubature, riconversione di fabbriche dismesse. Tutto regolare, s’intende, ma molti cittadini ci hanno segnalato telefonicamente alcune preoccupazioni. Timori fondati, non fondati ? Vedremo. Ma anche a Numana si sta avvicinando la data (metà marzo) del primo vero test della giunta Carletti, a “tu per tu” con i cittadini. Accadrà in occasione della presentazione del progetto del nuovo Santa Cristiana, dopo l’abbattimento dei vecchi e ormai obsoleti manufatti. Anche quella una verifica molto attesa.

Fonte: Corriere Adriatico.it


Giù le mani dalle Marche

25 Febbraio 2010

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Sabato scorso (20/02/2010) si è svolta la manifestazione “Giù le mani dalle Marche” che nonostante avesse tra i suoi partecipanti personaggi istituzionalmente illustri, ha avuto pochissimo risalto perfino sui quotidiani locali.

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La presenza in prima fila di alcune facce di tolla non è stata molto gradita dai manifestanti che però, presi in contropiede, non hanno saputo porvi immediato rimedio (secondo me dovevano lasciarli partecipare stando però in fondo al corteo).
Così Spacca & C. hanno rubato la scena ai manifestanti che erano lì a contestare la sua amministrazione.
Bisogna dargliene atto, una mossa strategica ben congeniata e ben riuscita.

Poi quando è venuto il momento delle arringhe è stata negata la parola al governatore, motivando la scelta dal fatto che quella era una manifestazione dei Comitati delle Marche, senza colore politico, e non si voleva offrire l’opportunità di fare propaganda elettorale.

Pensiero assolutamente condivisibile ma dato che gli avevano permesso di sfilare in prima fila ho trovato che fosse quanto mai insensato relegarlo al silenzio.
In primis perché per cambiare le cose senza dialogare con le istituzioni c’è solo la via della violenza.
E spero proprio di non sbagliarmi dicendo che non se la augurasse nessuno dei presenti in piazza.
In secondo luogo perché un’occasione così ghiotta non si ripete spesso. Mi riferisco al fatto che il governatore non avrebbe parlato ad una conferenza di giornalisti che se per caso pongono la domanda sbagliata rischiano, quando gli va bene, di vedersi negare gli accrediti stampa. Ma avrebbe invece dovuto sostenere le rimostranze di un pubblico a maggioranza ostile.
In più sul palco non avrebbe avuto una spalla su cui far conto in caso di bisogno, perché gli organizzatori hanno indetto la manifestazione proprio contro la sua amministrazione (o almeno una parte di essa) e perciò non credo proprio che l’avrebbero aiutato a togliere le castagne dal fuoco.

Forse Spacca avrebbe saputo tener testa a tutti e sarebbe riuscito a venirne fuori indenne, dato che sulla carta le circostanze lo davano nettamente come sfavorito. E forse è proprio quest’ultima eventualità che temevano gli organizzatori.
Perché un buon politico sa trarre forza da situazioni di svantaggio e con la giusta dose di paraculaggine può trarre a se molti indecisi.

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Nel complesso però la manifestazione ha dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, che i cittadini non hanno più voglia di stare a guardare mentre dei beceri affaristi si arricchiscono distruggendo impunemente il loro territorio.

In sostanza agli affaristi e agli uomini di potere è stato lanciato un messaggio: fate le cose per bene altrimenti scavalchiamo le istituzioni e ci poniamo noi a tutela della salute e dell’ambiente.
E ai politici è stato fatto capire che per meritare il nostro voto devono smetterla di pensare solo a soddisfare le esigenze del Paperone di turno.

Tutto molto bello e lodevole, prestiamo solo attenzione a non farci trascinare dall’emotività perché potremmo dar vita a qualche nuovo Robespierre.
Mi riferisco al fatto che ci vuol poco a fare di tutta l’erba un fascio, rischiando così di penalizzare ogni possibile sviluppo del territorio.

La tecnologia, l’innovazione e le fabbriche non sono il male assoluto, anzi ci permettono lo stile di vita che piacevolmente conduciamo adesso.
E’ la loro mal gestione che va condannata: il profitto al di spora della salute, della sicurezza, dell’ambiente e di qualunque altra cosa.
Il profitto ad ogni costo e a qualunque prezzo, questo è oggi il vero ed unico nemico da combattere.

p.s. per chi volesse visionare dei video della manifestazione segnalo il canale YouTube di CTASassoferrato


Non poter dire Si

24 Febbraio 2010

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Non poter dire Si equivale a dire No?
Secondo il ragionamento della Regione Marche la risposta è Si.

Scusate la perifrasi ma in questi ultimi giorni i media regionali, tutti in coro, ci hanno detto e ridetto che la Regione Marche ha detto No al rigassificatore di Porto Recanati.
Però a me sembra scorretto dire che la Regione ha detto No quando in realtà non ha potuto dire di Si.

Facciamo un esempio: diciamo che vi chiedo in prestito 100 € e che voi onestamente mi diceste che non li avete. Questo per voi equivale a dire no, non te li presto?
Secondo me rispondere negativamente a qualcosa perché non la si può fare è differente dal dare la stessa risposta per scelta e convinzione personale.
Le conseguenze sono le stesse ma la motivazione è differente.

Forse quello che dico appare un po’ confuso e senza particolari conseguenze tangibili sulla questione del rigassificatore, però è proprio su questo che contano quelli che hanno diramato a tutto spiano il comunicato del “No della Regione”.
Fanno sembrare una cosa per un’altra, così tutti si rassicurano e plaudono le gesta di chi tra poco avrà bisogno del nostro voto.

Tanto per capirci: se dico No a causa di un impedimento e questo impedimento nel frattempo decade, posso dire di Si senza per questo essere considerato un voltafaccia.
Mentre se rispondo No per un scelta dettata da convinzioni personali, l’eventuale cambio di decisione ricadrebbe interamente sulla mia credibilità.

Nel verbale della conferenza di servizi istruttoria, svolta lo scorso 5 novembre, la Regione Marche esprimeva queste conclusioni in merito al progetto Tritone GNL:

«A seguito degli elementi emersi in fase di conferenza dei servizi, cui è preceduta una attenta istruttoria della documentazione integrativa presentata da parte di tutti i soggetti coinvolti, è emerso che nel complesso, non vi sono elementi ostativi alla realizzazione del progetto. [grassetto aggiunto]
Tuttavia, si rileva l’impossibilità di valutare adeguatamente gli aspetti relativi all’ambiente marino, principale componente dell’opera.
In particolare ad una specifica richiesta di integrazioni della Regione Marche (trasmessa con nota del 24.04.2009), non è stata data adeguata risposta.

Tale richiesta invitava ad “approfondire gli aspetti ecologici determinati dallo squilibrio termico e chimico, anche utilizzando in prima istanza i risultati di studi relativi ad impianti simili che comportino l’immissione in mare di acque con analogo impatto termico e chimico”: la documentazione presentata in risposta è esclusivamente di natura bibliografica, non supportata da dati di monitoraggio, né relativi al contesto in oggetto né riferiti ad altre situazioni analoghe esistenti, e non permette pertanto di valutare se dalla realizzazione dell’opera a mare potranno derivare effetti negativi sulle componenti ecosistemiche marine. I dati di monitoraggio e i modelli presentati nel SIA fanno riferimento solo alle concentrazioni di cloro e al delta termico e alle loro dinamiche spaziali; mancano dati o modelli relativi agli effetti derivanti dall’esposizione degli ecosistemi interessati, agli squilibri termici e chimici indotti dall’impianto.
Di conseguenza non è possibile stabilire né l’entità di tali potenziali danni né di individuare le eventuali misure correttive/compensative da porre in atto.
Per tali aspetti risulta necessario segnalare al Ministero dell’Ambiente, titolare del procedimento, tale carenza.»

[per visionare l’intero documento clicca qui]

In pratica «in data 8/2/2010 il dirigente della posizione di funzione Valutazioni ed Autorizzazioni Ambientali ha decretato che non è possibile esprimere parere positivo» rifacendosi a quanto già espresso nel verbale della conferenza di servizi che si è svolta il 5 novembre 2009.

Adesso la domanda sorge spontanea: perché hanno aspettato tanto per farci sapere che la Regione Marche ha espresso parere negativo al rigassificatore?
Dato che le argomentazioni di oggi sono le stesse identiche già espresse mesi prima, è lecito domandarsi perché tanto ritardo nel dare la segnalazione.

Tra l’altro successivamente alla conferenza di servizi (5/11/2009) si sono tenute a Loreto due assemblee del Comitato RigassificatoreNoGrazie (14/12/2009 e 15/01/2010) e ad entrambe ha presenziato l’Assessore Badiali come portavoce della Regione Marche.
Eppure lui un secco “No” da parte della Regione Marche non lo ha mai riferito (chi volesse approfondire può guardarsi i video: “Rigassificatore? Troppi dubbi…” - A Carte Scoperte), anzi si barcamenava come poteva tra i fischi della sala a causa dell’atteggiamento della Regione verso la fattibilità del progetto Tritone GNL.

E così una seconda domanda sorge spontanea: perché Badiali non ha detto in quelle due specifiche occasioni che durante la conferenza di servizi la Regione in sostanza aveva detto “No” al rigassificatore?

Le motivazioni del “No” al rigassificatore riportate nel comunicato datato 08/02/2010 sono identiche alle perplessità espresse durante la conferenza di servizi del 05/11/2009.

Solamente che il 5 novembre erano delle carenze da segnalare al Ministero dell’Ambiente a seguito dell’affermazione «che nel complesso, non vi sono elementi ostativi alla realizzazione del progetto», mentre l’8 febbraio le stesse carenze sono diventate i pilastri del “No della Regione al Rigassificatore di Porto Recanati”.

Riassumendo:

  • 5/11/2009 nel verbale della conferenza di servizi la Regine dice che non vi sono elementi ostativi alla realizzazione del progetto Tritone GNL salvo segnalare alcune carenze al Ministero dell’Ambiente.
  • 14/12/2009 e 15/01/2010 l’Assessore Badiali, durate le assemblee organizzate a Loreto dal Comitato RigassificatoreNoGrazie, parla pubblicamente della posizione della Regione senza sottolineare l’importanza delle carenze segnalate al Ministero dell’Ambiente, anzi afferma che non ci saranno sviluppi prima dell’estate.
  • 8/02/2010 comunicato della Regione che dice che non è possibile esprimere parere positivo per via delle carenze segnalate al Ministero dell’Ambiente (le stesse che mesi prima non facevano neppure pendere l’ago della bilancia) e i media iniziano a pubblicare titoli di questo tipo: La Regione Marche dice No al rigassificatore di Porto Recanati.

se questa cronologia di eventi vi rimane inspiegabile è perché manca ancora un evento futuro che chiarisce tutto:

  • 28 e 29/03/2010 Elezioni Regionali
p.s. ringrazio il Comitato RigassificatoreNoGrazie per aver messo a disposizione il verbale della conferenza dei servizi

Istanza di Autorizzazione - Provincia di Macerata

17 Febbraio 2010

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Di nuovo per merito del Comitato RigassificatoreNoGrazie abbiamo a disposizione un interessante documento riguardante l’iter procedurale per la valutazione di fattibilità del progetto Tritone GNL di GDF Suez.

Nel dettaglio si tratta dell’Istanza di autorizzazione della Provincia di Macerata del 23 febbraio 2009.

[clicca qui per consultare il documento con note evidenziate aggiunte]

[clicca qui per consultare il documento senza note evidenziate]


M’Illumino di Meno – 2010

13 Febbraio 2010

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Ieri, 12 febbraio 2010, per la giornata conclusiva della manifestazione M’Illumino di Meno che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sul risparmio energetico, ideata e promossa dal programma radiofonico Caterpillar, siamo andati alla Scuola dell’Infanzia il Gabbiano di Sirolo per raccontare la fiaba ecologica Il Sacco dell’Energia realizzata da Daniele Panebarco (fonte: saccoenergia.it).

Insieme alla preziosa collaborazione delle maestre alcuni genitori hanno organizzato un simpatico incontro con i bambini della scuola a cui è stata raccontata una fiaba che affronta il problema dello sperpero di energia.
Dopo il racconto si è improvvisato un divertente dibattito che ha visto protagonista il risparmio energetico e, nonostante la giovanissima età, abbiamo avuto modo di vedere che i bambini sono già pienamente consapevoli dell’inutilità degli sprechi.
Si sono presi così l’impegno di non lasciare accese le luci che non servono ed in particolare di ricordarsi di spegnerle quando escono dalle stanze.

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Ad ognuno è stata regalata una candela personalizzata con la scritta «M’Illumino di Meno 2010» e alcuni di loro, rispondendo in maniera corretta a un “quiz energetico”, hanno fatto vincere alla scuola delle torce ecologiche a ricarica manuale (ne avevamo soltanto 2 da distribuire e per non fare torto a nessuno abbiamo preferito lasciare alla scuola).

Una divertente iniziativa che ci ha permesso di festeggiare allegramente in compagnia dei bambini la giornata del risparmio energetico.

Ringrazio tutti della collaborazione e faccio un grande saluto ai bambini che hanno dimostrato un entusiasmo non sperato.

Perciò mi sento in obbligo di ricordare a tutti di prestare più attenzione agli sprechi e, soprattutto, di vigilare sul nostro prezioso ambiente, proteggendolo dagli speculatori senza scrupoli che accecati dal profitto non si preoccupano minimanate delle conseguenze delle loro azioni.

Una nota di biasimo invece la riservo al Comune di Sirolo, che invitato anzitempo a partecipare all’iniziativa ha fatto pervenire una nota con l’invito ai cittadini a spegnere per un minuto tutte le luci dei propri appartamenti alle ore 19.
Questo dimostra che l’amministrazione comunale sirolese non ha capito niente dello spirito della manifestazione, che in sostanza è stata «una grande festa dell’energia pulita».
Invece loro, col minuto di buio totale, hanno dimostrato d’interpretarla come un momento di raccoglimento luttuoso.

Meditate gente, meditate…


Consumo di GAS - dati ufficiali

12 Febbraio 2010

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Poco meno di un mese fa rimanevo colpito da una affermazione letta sul sito della Borsa Italiana: «Il Garante sottolinea poi che diminuisce ancora la produzione nazionale e “con l’entrata in funzione del rigassificatore di Rovigo e con il completamento di altri gasdotti, la capacita’ di approvvigionamento di gas e’ cresciuta, ma non e’ ancora sufficiente per promuovere un piu’ rapido sviluppo ed efficientamento del mercato”.»

Dopo aver assistito a diverse assemblee contro i rigassificatori ed essermi documentato sull’argomento, venire a conoscenza che organi istituzionali non vedono altro che la necessità di «un piu’ rapido sviluppo ed efficientamento del mercato», senza minimamente tener conto dell’impatto che questi impianti hanno sull’ambiente mi ha particolarmente contrariato.
Capisco che per chi di mestiere fa speculazioni finanziarie un rigassificatore off-shore equivale ad una nave carica di sementi (per loro sono dati su un monitor o al massimo qualche foglio di carta inchiostrata), però al lato pratico non è affatto così.
In più, mettendo da parte le considerazioni in tutela dell’ambiente, impianti del genere creano scompensi economici a chi lavora nel settore turistico con gravi ripercussioni sull’economia di una vasta zona attigua a questo tipo di impianti.
D’altro canto però l’introito turistico è tropo frazionato e ripartito, di conseguenza non facilmente cartolarizzabile.
Quindi per i maghi della finanza creativa che ci hanno donato banche divora risparmi, il settore turistico è del tutto marginale.
Sanno benissimo che questo settore riesce a sfamare molte famiglie che di turismo ci campano, però anche questo è secondario anzi irrilevante.

Perciò abituiamoci sempre di più a sentire considerazioni come quelle fatte recentemente dal presidente dell’Autorità dell’Energia Alessandro Ortis, che nella sua Relazione alle commissioni parlamentari competenti sullo stato del mercato dell’elettricità e del gas ha ribadito la necessità di maggiori fonti di approvvigionamento: «Analizzando l’organizzazione e il funzionamento dei mercati, con particolare riferimento ai profili della loro concorrenzialità ed efficienza si registrano ancora forti e importanti asimmetrie tra il settore elettrico, che sicuramente vive una fase più avanzata, e quello del gas, il cui assetto competitivo non risulta ancora sufficientemente sviluppato e che ancora richiede importanti interventi infrastrutturali, di liberalizzazione e regolazione procompetitivi».

Che poi il gas effettivamente ci serva non è assolutamente importante.

Infatti sul sito del Ministero dello Sviluppo economico si trovano i dati del consumo di gas in Italia dal 2003 al 2009, e comparando i dati ufficiali salta fuori questo eloquente diagramma:

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[clicca sull’immagine per ingrandire]

Come potete vedere il 2009 ha segnato un notevole ribasso del consumo di gas e la persistente crisi economica non fa presagire la necessità di installare rigassificatori ovunque si possa.
D’altronde lo stato Italiano non si è dotato neppure di un piano energetico nazionale, perciò è facile per i fautori dei rigassificatori dire che servono senza timore d’essere smentiti da organismi istituzionali preposti alla valutazione delle esigenze concrete del paese.
Cosi ci restano solamente i garanti per «la promozione della concorrenza e dell’efficienza» che in mancanza di un piano energetico nazionale possono non tener conto che:

  • stanno per ultimare il potenziamento del gasdotto algerino Ttpc che trasporterà 6,5 miliardi di metri cubi di gas in più l’anno
  • l’ENI ha già iniziato il potenziamento del gasdotto Tag per consentire il trasporto aggiuntivo di 3,2 miliardi di metri cubi annui
  • entro la fine del 2012 la società Galsi s.p.a. dovrebbe terminare la costruzione di una nuova pipeline che trasporterà annualmente 8,5 miliardi di metri cubi di metano aggiuntivo
  • nel 2013 dovrebbe essere inaugurato il gasdotto South Stream che attraverso la Grecia trasporterà il gas russo fino in Puglia

Per loro un rigassificatore è solamente una voce in più nel computer, invece per la gente che ci vive appresso è tutt’altra cosa.
Purtroppo i nostri politici considerano il mondo azionario più veritiero del mondo reale e a furia di scambiare una realtà per un’altra stanno trasformando un territorio di chiara valenza turistica in un hub del gas.

Un suicidio sociopolitico da scongiurare con tutta la forza (da non confondersi con violenza) che abbiamo a disposizione, altrimenti rischiamo di trovarci letteralmente alla canna del gas.


C.T.R. sicurezza

10 Febbraio 2010

Il comitato RigassificatoreNoGrazie ha messo a disposizione un importante documento: CTR Marche del 24 novembre 2009.

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Argomento

 GDF SUEZ Energy Italy

Autorizzazione alla realizzazione ed esercizio di un terminale offshore per la rigassificazione di gas naturale liquido da realizzarsi al largo della costa della regione Marche, presso Porto Recanati.

Relazione del gruppo di lavoro incaricato dell’esame del Rapporto di sicurezza preliminare presentato ai sensi del D. L.vo 334/99 e s.m.i ai fini del rilascio del Nulla Osta di Fattibilità

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Consiglio a tutti la lettura integrale del documento «visionabile cliccando qui». Di seguito invece trovate le trascrizioni delle parti che mi hanno colpito maggiormente e per non fare confusione le mie note le ho scritte in grassetto blu.

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Dal verbale del gruppo di lavoro allegato al rapporto preliminare del Dipartimento dei Vigili del Fuoco delle Marche

13) [..] Si rappresenta che per tutti i 23 eventi incidentali presi in considerazione si esclude la possibilità di effetti dominio poiché la durata del fenomeno è sempre ipotizzata inferiore a quanto indicato nella Tabella 1.C.11 del Rapporto di Sicurezza. L’ipotesi che non avvenga un effetto domino inoltre è basata sulla certezza che tutti i sistemi di regolazione e protezione mantengano la propria funzionalità in ogni condizione. [..]

Osservazioni relative al metodo ad indici

Relativamente alla unità 10
[..] i riferimenti al DM 20.10.98, relativo ai depositi di liquido facilmente infiammabili, non sembrano pertinenti all’impianto in esame. [..]

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Comune di Porto Recanati
Ufficio Tecnico – Settore Urbanistica

Protocollo 16763

Oggetto: Rapporto preliminare di sicurezza terminale GNL Tritone Offshore Marche proposto dalla GDF SUEZ

1. Illogica applicazione del D.L.vo 334/99:

[..] appare illogica la convocazione del Comune di Porto Recanati al C.T.R. (così come quella della Provincia di Macerata) in quanto l’impianto non risulta ubicato nel territorio comunale ma in mare Adriatico e per giunta in acque internazionali, la cui giurisdizione amministrativa è da stabilire; inoltre per espressa indicazione normativa (art.4, comma 1), del D.L.vo 334/99), come peraltro rimarcata anche dalla stessa Azienda promotrice nel Rapporto di Sicurezza Preliminare, la struttura a terra, costituita da tubazione in arrivo e da stazione di misurazione, non è soggetta alle disposizioni del citato Decreto;

pertanto delle due o la convocazione del Comune di Porto Recanati al C.T.R. è immotivata oppure il Rapporto di Sicurezza Preliminare è del tutto carente delle studio e valutazione degli effetti sulla stazione REMI e sulle tubazioni a terra interessanti il Comune di Porto Recanati e la Provincia di Macerata; non si comprende infatti come un ipotetico scenario catastrofico derivante da evento non probabile ma possibile debba necessariamente interessare il solo Comune di Porto Recanati e non i comini limitrofi (Numana-Sirolo-Potenza Picena);

riassumendo sarebbe: per competenza territoriale non dovreste chiederci nessun parere, ma già che lo fate perché non estendete la richiesta ai comuni limitrofi ugualmente coinvolti?

si ritiene doveroso inoltre evidenziare come, per effetto di una convocazione al C.T.R. di soggetti non legittimati, potrebbe essere dichiarata illegittima anche la deliberazione finale assunta dallo stesso Comitato. Invalidando quindi l’intero procedimento, atteso che ai sensi dell’art. 19 del D.L.vo 334/99, le sedute del C.T:R. sono valide con la presenza dei 2/3 dei componenti e che le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti

2. Incompleta valutazione degli incidenti rilevanti:

questa sezione vale veramente la pena di leggerla per intero, pag.20 del documento in oggetto «visionabile cliccando qui»

[..] Sono stati valutati nel Rapporto di Sicurezza Preliminare n.23 eventi cui sono connessi altrettanti incidenti rilevanti; vengono tralasciati gli scenari di rischio principali, dovuti ad esempio a fenomeni la cui probabilità di accadimento risulta sicuramente bassa ma non escludibile a priori; a titolo di esempio, tali eventi possono ricondursi a:

1. collisioni in mare, anche con navi ostili che determinino aperture consistenti nello scafo e sversamento di GNL in mare con quantità rilevanti [..] relativamente invece alla collisione tra navi di tonnellaggio maggiore non viene menzionato nulla, ritenendo il fatto non credibile; si ritiene invece che seppur non credibile l’evento risulta possibile [..] collisioni tra nave dedicata e navi ostili non vengono neppure valutati, escludendo a priori gli effetti derivanti da potenziali atti terroristici:

troppe sciagure sono successe per la mancata prevenzione di scenari ritenuti a torto non credibili.
Poi quando malauguratamente si verificano tutti a piangere lacrime di coccodrillo

5. trattandosi di “stabilimento galleggiante”, non vengono minimamente descritti tutti i possibili inconvenienti o interferenze derivanti dalla effettiva costruzione della nave (materiali, azioni deformanti del moto ondoso sulle strutture quali torsioni e flessioni, agenti aggressivi in ambiente marino ed altro) [..]

7. il rischio connesso con la caduta dei fulmini (la cui rilevanza negli incidenti avvenuti nei serbatoi in terra ferma risulta elevata) viene valutato sulla base di una Mappa Ceraunica redatta esclusivamente per la terra ferma e non per il mare; non si conosce pertanto quale sia la frequenza di caduta fulmini nella zona di ubicazione della nave [..]

in un altro punto del documento si legge che: “Una analisi effettuata su 242 incidenti avvenuti a Serbatoi di Stoccaggio negli ultimi 40 anni, ha evidenziato che il 33% degli incidenti è stato causato da fulmini [..]”

3. Incompletezza della progettazione su cui viene richiesto il rilascio del N.O.F.:

L’art.21 del D.L.vo 334/99 definisce le procedure per la valutazione del rapporto di sicurezza. In particolare al comma 3) stabilisce che il C.T.R., esaminato il Rapporto Preliminare di Sicurezza, effettuati i sopralluoghi ritenuti necessari, rilascia il nulla osta di fattibilità, eventualmente condizionato; con tale documento l’Azienda proponente è abilitata alla costruzione dell’impianto ma non al suo esercizio, per il quale occorre l’acquisizione del parere definitivo del C.T.R. sul rapporto definitivo di sicurezza. E’ evidente che la valutazione dei C.T.R. devono essere svolte sin dalla prima fase preliminare con tutta la scrupolosità possibile, anche perché le motivazioni di un eventuale successivo divieto di esercizio dovrebbero risiedere nella non osservanza di prescrizioni in precedenza stabilite oppure nella oggettiva differenza tra l’impianto analizzato e quello costruito; risulterebbe impossibile motivare un divieto di inizio attività dovuto esclusivamente ad una nuova valutazione (secondo diversi punti di vista) degli stessi elementi già valutati nel N.O.F.; allo stato attuale risulta che la nave e l’intero impianto non siano ancora progettati; non esiste un layout degli impianti dislocati sul ponte della nave; non è possibile valutare con certezza la possibile interferenza che un gruppo di servizi possa avere rispetto ad un altro, data la estrema vicinanza dovuta alla dimensione della nave (rispetto ad un impianto on-shore); non è dato di conoscere e capire quali scelte opereranno altri soggetti (Enti internazionali di certificazione delle navi) in tempi successivi a quelli del N.O.F. in relazione all’impianto collocato sulla nave e se tali decisioni possano o meno interferire con le valutazioni effettuate precedentemente dal C.T.R., allo stato attuale sembra pertanto improbabile eseguire quella valutazione scrupolosa ed approfondita che la legge richiede.

Qui si paventa il rischio che un preliminare nulla osta di fattibilità ad una nave ed un impianto non ancora progettati, inneschi un ginepraio burocratico che alla fine porterà ad un quasi obbligato parere definitivo del C.T.R.

4. Non affidabilità degli studi sulla sicurezza:

Gli studi sulla sicurezza si basano su valutazioni di incidenti avvenuti in un determinato arco temporale su impianti analoghi a quello in esame (banca storica degli eventi) e ritenuti credibili o degni di attenzione; per tali eventi vengono valutati gli effetti e determinate le eventuali operazioni compensative per ridurre la percentuale di accadimento; occorre premettere che impianti come quello in esame al momento non sono ancora stati realizzati; quello operante nel Golfo del Messico, posto a circa 116 miglia dalla costa, non prevede operazioni di travaso del GNL da nave a nave; peraltro tale operazione (denominata allibo) risultava vietata anche in Italia fino al 2006; con Decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasposti del 6 febbraio 2006 è divenuta possibile, superando i probabili pericoli precedentemente rilevati; tutti gli eventi esaminati pertanto sono riferiti a situazioni ben diverse da quelle cui andrebbe incontro l’impianto in esame, al momento non conosciute per esperienza diretta, si rileva in letteratura una certa inaffidabilità dei sistemi computerizzati utilizzati per le modellazioni e simulazioni degli effetti di possibili incidenti con l’impiego del GNL; tali sistemi si basano su ipotesi, approssimazioni, semplificazioni che sopperiscono alla sperimentazione su larga scala dei fenomeni connessi con la fuoriuscita del GNL; nello studio esaminato non vengono portati ulteriori elementi di valutazione sperimentale di laboratorio, ufficialmente riconosciuti da organismi internazionali, se non quelli legati alla diretta esperienza (di parte) della Azienda proponente; caso emblematico è la formazione di nubi di gas connesse con la dispersione di enormi quantitativi di GNL; tale fenomeno trova in letterature varie e diverse collocazioni, sia come formazione che come dimensione delle aree interessate (da 3,5 Km a 11 Km fino a 55 Km e oltre 84 Km di distanza) ovviamente dipendenti dalla quantità di GNL fuoriuscito, dalle condizioni meteo-marine, climatiche e del vento; nel Rapporto di Sicurezza Preliminare esaminato non si fa minimamente cenno a eventuali formazioni di nubi di gas come quelle accennate, limitandosi ad individuare al massimo un’area di poche centinaia di metri attorno alla nave;

nello studio GDF Suez ha inserito dati personali tralasciato quelli degli organismi internazionali ufficialmente riconosciuti, in più il sistema con cui riforniscono la nave di GNL è unico nel suo genere e vietato in Italia fino al 2006

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Progetto GAS – Soc. GAZ DE FRANCE SUEZ ENERGY – ITALY
Osservazioni e valutazioni del RINA

1.3 Analisi della sicurezza

1.3.1 Analisi delle sequenze degli incidenti

Come indicato nel Rapporto preliminare di sicurezza, l’identificazione dei pericoli è stata fatta dal progettista basandosi su.

-    documentazioni di progetto, così come disponibili (planimetria d’impianto, dati di processo, ecc.),
-    know-how acquisito da GDF SUEZ grazie all’esperienza su terminali GNL
-    esperienza acquisita da GDF SUEZ sulle navi metaniere attraverso la sua compagnia di navigazione [..]

1.3.2 Valutazione delle conseguenze degli eventi incidentali

L’analisi preliminare è tata eseguita con l’ausilio di programmi appositi sviluppati da GDF Suez [..]

come dire che le analisi le hanno fatte con dati e programmi forniti da GDF Suez

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Per opportuna conoscenza si trasmette copia della consulenza tecnica richiesta dal Comune di Porto Recanati al Prof. Valerio Cozzani dell’Università di Bologna, in merito ad alcuni quesiti emersi e trasmessi al gruppo di lavoro nominato del Comitato Tecnico Regionale riguardanti il progetto indicato.

Considerazioni preliminari in relazione alle domande poste dall’amministrazione Comunale:

da pag.41 del documento in oggetto «visionabile cliccando qui»
seguono una serie di considerazioni del Prof. Valerio Cozzani titolare dei corsi di “Impianti Chimici”, “Progettazione di apparecchiature ed impianti”, e “Tecnologie sostenibili per l’uso delle risorse energetiche” presso l’Università di Bologna, direttore del master di II livello in “Progettazione di impianti per lo sfruttamento di campi petroliferi off-shore”, direttore del master di II livello in “Progettazione di Impianti Oil&Gas”, che in linea col suo lavoro mitiga le preoccupazioni e le perplessità tecniche in materia di sicurezza dell’impianto Tritone GNL.

Hanno chiesto a uno che fa impianti se si possono fare impianti

9. [..] l’incendio che si svilupperebbe (“flash-fire”) potrebbe causare una elevata probabilità di effetti irreversibili per le persone esposte e non protette [..]

effetto irreversibile è un modo alternativo per dire morte?

11. [..] Sulla base delle informazioni fornite dal gestore all’atto dell’approvazione del Rapporto di Sicurezza definitivo, il Prefetto dovrà preparare un piano di emergenza individuando le risorse disponibili per le operazioni di soccorso ed evacuazione.
La popolazione eventualmente coinvolta dovrà essere informata ed è prevista l’effettuazione di prove periodiche per verificare l’efficacia dei piani di emergenza. [..]

in sostanza se lo riterranno opportuno potremmo essere obbligati a trascorrere qualche domenica a fare esercitazioni d’emergenza, senza contare che un giorno potremmo sentire, come nei catastrofici film Hollywoodiani, l’altoparlante che dice: “questa non è un’esercitazione, ripeto questa non è un’esercitazione…

16. “Distrigas of Massachusetts” (di proprietà GdF Suez North America) è stata sanzionata nel 2005 da parte dell’autorità di controllo sulla sicurezza dei gasdotti, per il mancato espletamento delle verifiche triennali sullo stato delle tubature (trovate in evidente stato di corrosione atmosferica da parte degli ispettori) e per non aver provveduto ad addestrare gli operatori del gasdotto così come previsto dalla legge.

Identificare con chiarezza quali autorità governative sono preposte alla ispezione di sicurezza sul gasdotto e sull’addestramento del personale responsabile delle stazioni di terra, in modo che simili inadempienze non abbiano a ripetersi anche qui in Italia. [..]

in sostanza GDF Suez si è già dimostrata inadempiente e come alternativa non rimane altro che identificare con chiarezza le autorità governative preposte alle ispezioni… c’è da stare tranquilli.


La Perla del Web

5 Febbraio 2010

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A distanza di un po’ di tempo vorrei ritornare sull’argomento trattato nel post: “a Sirolo la legge Stanca”.

Riepilogando brevemente la questione si tratta di capire come mai il Comune di Sirolo continui a pubblicizzare il dominio turismosirolo.it, che ad oggi risulta ancora essere intestato a tale Maurizio Carletti.

[Per visualizzare lo stato della registrazione al NIC clicca qui]

Per i non addetti ai lavori è bene specificare che un nome a dominio è un bene intestato, che come ogni altra cosa al mondo risponde alle classiche leggi di mercato.
Questo significa che tutta la pubblicità che gli sta facendo il Comune di Sirolo va a beneficio di Carletti, il quale potrebbe un giorno decidere di venderlo al miglior offerente.

Ad esempio se io fossi l’Assessore al Turismo di Numana non esiterei a contattare Carletti per fargli una ragionevole offerta, così che se la cosa andasse in porto potrei dirottare sul sito del turismo di Numana tutti quelli che digitano TurismoSirolo.it.
In pratica chiunque trovasse un accordo con Carletti potrebbe usufruire della pubblicità che gentilmente Misiti Jr. sta facendo al sito di un privato con i soldi della comunità.

E nel caso ci fosse qualcuno che pensasse che sicuramente trattasi di un disguido burocratico che nulla ha a che fare con la male intenzionalità, suggerisco di documentarsi sui requisiti che deve avere un sito web di un’amministrazione comunale, quali responsabilità comporti la scelta dei contenuti e quali procedure occorra seguire per stabilire chi ne curerà la realizzazione.

Con il sito intestato a Carletti il Comune di Sirolo ha dribblato tutte le responsabilità a cui sarebbe obbligato nel caso fosse lui il proprietario e spacciandolo per un sito istituzionale trae quei benefici che un domino privato non avrebbe.

Un subdolo stratagemma per avere la botte piena e la moglie ubriaca in barba a leggi e regolamenti, perché un Comune che sponsorizza la proprietà di un privato commette sicuramente un grave illecito.
Purtroppo però, come ha avuto modo di constatare l’atra volta, sembra che questi fatti non interessino a nessuno.


Manifestazione Contro il Rigassificatore

4 Febbraio 2010

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