Rifiuti, parte anche a Sirolo la campagna per il compost

23 Novembre 2009

Saranno riciclati i residui organici della cucina e del giardino

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Parte anche nel Comune di Sirolo il progetto della Provincia per il compostaggio domestico dei rifiuti organici e del verde di giardino. Ai cittadini dei Comuni della Provincia di Ancona, che ne faranno richiesta, verranno consegnate gratuitamente compostiere da quattrocento litri di capacità, per lo smaltimento e il ri-uso come concime del materiale risultante. Ogni compostiera avrà in dotazione un manuale con le istruzioni. Il compostaggio domestico è un processo naturale che consente di trasformare i rifiuti organici della cucina e dell’orto o giardino (circa un terzo dei rifiuti prodotti da ciascuno è rappresentato da rifiuti organici) in compost, ovvero in un prodotto utile per fertilizzare la terra. Il compostaggio consente non solo di ridurre la quantità dei rifiuti avviati a smaltimento in discarica o inceneritore ma anche di ottenere un ottimo fertilizzante ecologico (compost) per il giardino o orto.

“Tutti i cittadini che faranno richiesta della compostiera e che la utilizzeranno, alleggerendo di fatto il trasporto in discarica, avranno diritto ad uno sconto del 10% sulla TARSU (tassa sui rifiuti) - informa una nota del Comune di Sirolo -. I cittadini ovviamente dovranno dimostrare, per fruire del vantaggio economico, di utilizzare effettivamente i composter. Questo verrà effettuato tramite controlli periodici da parte del Consorsio Conero Ambiente”. Chi fosse interessato al compostaggio e volesse fare richiesta può telefonare al consorzio Conero Ambiente al numero 071/2832048.

Fonte: Corriereadriatico.it


Sfogo sul Rigassificatore

17 Novembre 2009

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Tutti i comuni nei dintorni di Porto Recanati si dicono contrari all’installazione del Rigassificatore che vogliono costruire al largo delle costa (si parla di 34 miglia) del Conero.
Tutti tranne, casualmente, il comune di Porto Recanati che per adesso dice “NI”.
Un po’ come succede al contrario per il Parco Marino del Conero, dove tutti i comuni coinvolti tranne Sirolo sono favorevoli.
E’ sconfortante notare la capacità dei politici di stare dalla parte giusta, solo quando la loro opinione non ha valore in causa.
Ci vorrebbe un antropologo ad illustrarci meglio il singolare comportamento dei funzionari pubblici, spavaldi quando la loro opinione non è richiesta e schivi quando le loro decisioni contano davvero qualcosa, ma penso che chiunque sappia far di conto non avrà problemi a capire da solo il nocciolo della questione.

Capisco che il rigassificatore davanti al Conero è una brutta gatta da pelare, però l’atteggiamento di superiorità dimostrato da molte persone mi ha parecchio infastidito.
Nei i vari gruppi e comitati che sono sorti per contrastarne la realizzazione, ci sono molti individui che dimostrano uno sgradevole “bipensiero”.
Riescono ad affermare che il rigassificatore non deve essere installato davanti a Porto Recanati perché è estremamente pericoloso e, ciononostante, riescono anche a dire che andrebbe spostato altrove perché la Riviera del Conero è una zona turistica troppo bella per essere contaminata.

Ma io mi chiedo, se il rigassificatore è davvero pericoloso perché dire di installarlo altrove? Perché in molti hanno postato messaggi che sostanzialmente dicono che la Riviera del Conero è un’eccezione nella piatta costa Adriatica e che per questo il pericoloso rigassificatore lo devono fare da qualche altra parte?
Perché ad esempio pretendere che i cittadini di Porto Sant’Elpidio, o di qualunque altro comune dell’Adriatico, dovrebbero sacrificarsi ed accollarsi il rigassificatore per salvaguardare il Monte Conero?

Se il rigassificatore è pericoloso, non lo si faccia punto e basta.
Chiedere che venga spostato equivale a dire: ”si può fare, da un’altra parte, ma si può fare”, e così i Tritoni d’oltralpe hanno la strada spianata da chi in realtà cerca di ostacolarli. Perché prima o poi l’altrove di qualcun altro diventa, come in questo caso, casa nostra.

Perciò se Gaz de France Suez ha in mente un progetto che riteniamo pericoloso è doveroso concentrarsi su questo aspetto, lasciando da parte l’infantile gioco dello scaricabarile.

E proprio a proposito della pericolosità del rigassificatore non vorrei disilludere qualcuno, ma citare Piero Angela come personalità autorevole potrebbe diventare controproducente.
Voglio dire che il buon vecchio Piero ha già dimostrato più volte la sua propensione a dire ciò che gli viene chiesto di dire dal potente di turno, e non mi stupirei affatto se Gaz de France Suez gli commissionasse un approfondito studio proprio sul rigassificatore del Conero.
Da cui suppongo salterebbe fuori quanto siano prodigiosi questi nuovi standard di sicurezza, di che minimo impatto ambientale si avrebbe (anzi potrebbero far passere l’abbassamento della temperatura dell’acqua come un vantaggioso stratagemma contro il Global Warming) e di quanto sia necessario avere questo impianto per l’approvvigionamento energetico di questo paese.
Tanti elogi e sublimi disquisizioni tecniche, quanto elevato sarà il bonifico ricevuto dai committenti.
Anzi mi stupisco che ancora non gli abbiano davvero commissionato uno studio in merito, e probabilmente il motivo è che sono cosi certi del loro successo da non sentirne neppure il bisogno.

Comunque, per chi fosse poco informato sui retroscena ufficiosi dell’anchorman scientifico e pensa che Piero Angela sia un simpatico ed erudito vecchietto che cerca di divulgare il sapere in tutti noi, suggerisco la visione di questi filmati:

ed anche:

che bastano e avanzano per nutrire fortissimi dubbi sulla serietà delle sue indagini.

Un’altra cosa che trovo strana è la tempistica con cui si è iniziato ad affrontare il problema del rigassificatore.
Dal gruppo Facebook “RIGASSIFICATORE “TRITONE GNL” RIVIERA DEL CONERO: LA PAROLA AI CITTADINI” mi fanno sapere che durante la recente campagna elettorale a sindaco di Porto Recanati, soltanto tale Riccetti si era espresso sull’argomento dicendosi favorevole ad un referendum.
Eppure come potete vedere voi stessi, da una rapida ricerca che ho fatto in rete, l’argomento era stato ampiamente trattato da più parti:

Comunicati stampa Regione Marche

07/07/2008: RIGASSIFICATORE GAZ DE FRANCE AL LARGO DELLA COSTA MARCHIGIANA, PROGETTO “COMPATIBILE” CON LA PROGRAMMAZIONE REGIONALE

09/07/2008: RIGASSIFICATORE GAZ DE FRANCE, DICHIARAZIONE DELL“ASSESSORE GIACCAGLIA

28/07/2008: RIUNIONE DI GIUNTA DEDICATA AI TEMI DELL“ENERGIA: RIGASSIFICATORE AL LARGO DI FALCONARA E PEAR

Il Resto del Carlino Ancona

04/07/2008: RIGASSIFICATORE, RIFLETTIAMOCI

29/07/2008: DISCO VERDE AL SECONDO RIGASSIFICATORE

07/10/2008: API, ORA COMPENSAZONI ANCHE PER IL RIGASSIFICATORE?

Il Messagero – Ancona

03/10/2008: API, IL RIGASSIFICATORE FA UN PASSO AVANTI

Il Messagero – Marche

01/06/2008: I FRANCESI: UN RIGASSIFICATORE AL LARGO DI PORTO RECANATI

Corriere Adriatico – Ancona

04/07/2008: LIPPI: “ENERGIA, AVANTI TUTTA”

08/07/2008: RIGASSIFICATORE, IL SÌ DELLA GIUNTA  pag A1

08/07/2008: RIGASSIFICATORE, IL SÌ DELLA GIUNTA  pag A2

08/07/2008: RIGASSIFICATORE, IL SÌ DELLA GIUNTA  pag B1

08/07/2008: RIGASSIFICATORE, IL SÌ DELLA GIUNTA  pag B2

08/07/2008: RIGASSIFICATORE, IL SÌ DELLA GIUNTA  pag B3

15/07/2008: RIGASSIFICATORE DI PORTO RECANATI, PRESENTATO IL PROGETTO

Come potete vedere il progetto Tritone non era certo un segreto.
E tanto per fare ulteriore chiarezza, tenete presente che l’elenco sopra riportato si riferisce ad un breve periodo, da giugno a ottobre 2008, e riguarda solo alcune testate giornalistiche della zona di Ancona.

Adesso, dopo questo sommario riepilogo, come vi suona la recente dichiarazione del sindaco di Sirolo fatta nei confronti del presidente del Parco del Conero?

Giacchetti ci deve spiegare perché, lavandosene le mani, non ha informato i Comuni e il Consiglio dell’Ente Parco dell’esistenza del progetto Tritone” - Moreno Misiti: Il Resto del Carlino (Ancona) 06-11-2009

Dov’era, soltanto un anno fa, l’agguerritissimo Misiti Junior che adesso va affermando: “A differenza di altri in questi mesi non sono stato con le mani in mano ma ho approfondito la questione dal punto di vista giuridico e scientifico. E dunque: il rigassificatore off-shore di Livorno si farà, anche se posto in zona contigua ad area marina protetta. La sentenza del Tar della Toscana che aveva annullato l’autorizzazione su ricorso di Greenpeace e dei Comitati, è stata sospesa dal Consiglio di Stato che, nella motivazione, ha espressamente avallato la legittimità dell’impianto off-shore”, sapendo lui benissimo, in qualità di avvocato, che circostanze apparentemente simili godono di sentenze diametralmente opposte?

Con questa affermazione è come se avesse detto che non vale la pena di delimitare un territorio perché intanto esiste l’espropriazione per pubblica utilità, quindi è inutile che recintiate il giardino di casa vostra perché un domani potrebbero sottrarvelo legalmente.
Assurdità dette a giustificazione dell’assurdità ancora più grande di non aver già da tempo istituito il Parco Marino del Conero.

Facendo il suo stesso gioco di ipotizzare a spanne, potrei ragionevolmente affermare che a Gaz de France Suez & C. non sarebbe mai venuto in mente di provare ad installare il loro impianto Off-Shore in una zona attigua ad un parco marino, avendo la possibilità di farlo “altrove”.
E non per bontà degli amministratori del colosso del gas, ma per il buon senso che induce ad evitare il più possibile di infilarsi nel ginepraio di sentenze e ricorsi che costringono ad appellarsi al Consiglio di Stato, rallentando in maniera considerevole il già tortuoso iter burocratico.
Così, forse, il parco marino avrebbe allontanato il progetto del rigassificatore senza che neppure ce ne accorgessimo.

Tuttavia è inconcepibile che oggi si proponga al primo cittadino di Sirolo l’istituzione del Parco Marino del Conero.
Farlo corrisponde a chiedergli di violare la promessa elettorale fatta a chi lo ha sostenuto alle elezioni, perché nel suo programma era chiaramente espressa la volontà di non istituire il parco marino.
D’altronde è anche vero che ormai non ci aspettiamo più che le promesse fatte in campagna elettorale vengano poi anche mantenute, però è comunque ingiustificabile spingere qualcuno a disattenderle.
Si potrebbe al massimo chiedere al sindaco di indire un referendum sul Parco Marino del Conero, però a questo punto non avrebbe peso nel contesto del rigassificatore e perciò è meglio aspettare le prossime amministrative prima di portare avanti l’argomento.

Invece tra non molto ci sono le regionali e sarebbe interessante se tutti i comitati contro il rigassificatore si dessero da fare per divulgare l’iter burocratico che ha permesso l’approvazione del progetto Tritone.
Così da spere nomi e cognomi di chi è stato favorevole e di chi è stato contrario.
Almeno da non correre il rischio di sostenere chi si è reso complice di una tale assurdità.

La scusa principale usata per giustificare l’approvazione del progetto è la necessità d’avere più gas per gli anni a venire.
Però è pressoché impossibile dimostrare con precisione il fabbisogno di gas che l’Italia, o più in piccolo la Regione Marche, potrà avere nel prossimo futuro.
E chiunque si metta a far calcoli può, senza bisogno di mentire, affermare a piacimento che servirà più o meno gas di adesso.

Tutto sta a come si decide di elaborare la mole di dati da prendere in oggetto, una piccola differenza nell’impostazione dell’equazione iniziale e dal risultato di un fabbisogno negativo si passa facilmente ad un fabbisogno positivo.
Senza poi contare che i dati da elaborare spesso vengono forniti da agenzie private che fanno sempre capo a Lorsignori.
Altrimenti sarebbe facile dimostrare che il paese non ha bisogno di installare uno o più Tritoni davanti alle costa marchigiane, sopratutto con la crisi in atto.

Purtroppo però chi è interessato alla loro realizzazione lo fa per un bieco motivo finanziario legato all’incentivo, datato 2005, che prevede un Fattore di Garanzia “che assicura, anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto, la copertura di una quota pari all’80% di ricavi di riferimento”, “tale copertura è riconosciuta dal sistema tariffario del trasporto (rete, ndr) e ha durata per un periodo di 20 anni”.
Per cui gas o non gas l’affare per Lorsignori sta già nel progetto che, vada come vada, gli paghiamo noi.

E’ come se la legge vi permettesse di mettere su un’attività commerciale che se per caso non dovesse rendere come previsto, per l’arco di 20 anni (VENT’ANNI!), interverrebbe lo stato rimpinguendovi le tasche con ciò che non avete guadagnato.
In pratica è come se ci permettessero d’avere un negozio la cui previsione d’incassi è di 10.000 € al mese e poi, comunque vadano gli affari, lo stato ci garantirà una mensilità di 8.000 €.
E tutto ciò indipendentemente dal fatto che il mancato introito possa dipendere dalla nostra incompetenza, dall’aggravarsi della crisi economica o da un concorrente che offre un prodotto più vantaggioso.

Direi che con questi escamotage è facile per la Gaz del France Suez assicurarsi buoni profitti.

Per cui parlare di sicurezza ed impatto ambientale non sarà sufficiente a far indietreggiare i fautori dei tanta remunerativa irresponsabilità.

Però intanto, per dimostrare senza ombra di dubbio l’effettiva pericolosità, consiglierei di rivolgersi ad una compagnia assicurativa.
Prendendo spunto da quello che faceva Grillo per palesare la pericolosità delle centrali nucleari, che non esiste compagnia al mondo che le assicuri, si potrebbe chiedere come intendono assicurare il Gassoso Colosso Marino.
Almeno sapremo senza ombra di dubbio la sua reale potenzialità di rischio, dato che le compagnie d’assicurazioni sono imparziali per via del profitto: se sono irresponsabili ci rimettono e se sono troppo prudenti non incassano.
Perciò direi che sarebbe bene rivolgere a Gas de France Suez delle domande in merito alla copertura assicurativa prevista per il progetto Tritone, su danni a terzi e danni ambientali (tenendo anche conto del traffico delle navi metaniere).

Però, come dicevo, la pericolosità da sola non può bastare.
Viviamo in un mondo fatto di pericoli di ogni tipo e questi li accattiamo in base alla necessità del caso specifico.

Ad esempio se il tuo vicino di casa lascia il gas aperto puoi saltare in aria con tutta la famiglia, se abiti in una casa di sabbia puoi morirci dentro alla prima scossa di terremoto, se piove più del solito e se ne sono fregati del rischio idrogeologico c’è il caso che ti travolga una colata di fango, per non parlare del degrado della sanità, della sicurezza sul lavoro, delle scie chimiche, dei rifiuti tossici imboscati un po’ dappertutto e chi più ne ha più ne metta.

Tutti questi rischi li accettiamo, facendo buon viso a cattiva sorte, per necessità.

Però se la necessità non sussiste, non accettiamo neppure il rischio di schiacciarci il dito in una porta.
E dato che come ho già detto la previsione del fabbisogno di gas dipende da chi maneggia i dati, è indispensabile trovare delle alternative.

Anche se onestamente parlando si potrebbe dire semplicemente: “non abbiamo bisogno del rigassificatore”, nella realtà non si verrebbe ascoltati da nessuno.
Si farebbe la figura dei soliti bastian contrari che negano tutto a prescindere, e ciò risulterebbe deleterio per il successo del No al Rigassificatore.

Perciò bisogna trovare delle alternative al mancato apporto di gas che questo impianto genererebbe.
Gas che, ricordiamolo, viene principalmente utilizzato per riscaldare gli edifici, per cui l’unica soluzione possibile è quella di consumarne di meno.

E come si fa a consumarne di meno?
Restando al freddo?
No, adeguando tutti gli edifici ai nuovi standard di efficienza energetica.

Facendo presa su argomenti d’attualità come l’emissione di CO2, la Carbon Tax, il Global Warming, eccetera, bisogna pretendere da chi di dovere di avvallare progetti alternativi al rigassificatore, che permettano un adeguamento ecologico degli edifici esistenti.

A causa della crisi economica l’edilizia, un settore trainante della nostra economia, sta vivendo un periodo di forte contrazione.
E in un paese dove sono stati costruiti metri cubi su metri cubi di cemento senza prestare molta attenzione all’ambiente, non è assolutamente pensabile di riavviarla continuando ad occupare il territorio con nuove costruzioni.
Perciò potremmo salvare capre e cavoli chiedendo un piano di ristrutturazione dell’esistente che consenta di risparmiare enormi quantità d’energia, di cui una buona fetta ci proviene proprio dal gas che importiamo.

La ristrutturazione degli edifici darebbe una spinta al riavvio dell’edilizia senza però privilegiare le solite mega corporation.
Perché se per costruire un intero quartiere è indispensabile che vi sia coinvolta una grossa società che possa disporre di ingenti capitali, è altrettanto vero che per ristrutturare migliaia di stabili sono necessarie migliaia di piccole e medie imprese e artigiani.
Il vero nocciolo duro della nostra economia, che l’attuale crisi economica sta incessantemente sgretolando sotto i nostri occhi.

A tal proposito esistono delle associazioni che, debitamente coinvolte dalle istituzioni, potrebbero aiutarci a ridurre il fabbisogno di gas in misure oggi inimmaginabili.
Parlo di entità come ITACA o CasaClima, che hanno già sviluppato progetti dai risultati a dir poco sorprendenti.

Bisognerebbe chiedere questo a chi vorrà governare la regione per i prossimi anni: “un piano energetico volto principalmente al risparmio e alla produzione di energia pulita, che renda superflua e sconveniente l’installazione di qualsivoglia rigassificatore”.
Inoltre bisognerebbe fargli sapere che: “preferiamo orientarci verso un sistema che privilegi minori consumi per minor costi, anziché maggiori risorse per maggiori sprechi”.

Oppure, meno idealisticamente, pretendere che il progetto Tritone venga fatto impedendo a Gaz de France Suez d’usufruire del “Fattore di Garanzia”, così che in caso di mancati introiti ci rimettano i loro, e non i nostri, soldi.
Dato che sono così certi che pomperanno gas a tutto spiano (sono loro che continuano a dire che ne abbiamo un estremo bisogno), che motivo hanno per non poter rinunciare alla garanzia sul fatturato?
Il motivo è che gli altri impianti esistenti lavorano già a regimi che raramente superano il 50% della previsione iniziale, così è molto probabile che Gaz de France Suez, senza il “Fattore di Garanzia”, rinuncerebbe immediatamente al progetto Tritone.

Come vedete l’ostacolo più grande che abbiamo per la gestione delle risorse energetiche non risiede nell’attuale tecnologia disponibile, ma nei cavilli burocratici che vanificano le più buone intenzioni.
Mi riferisco ad esempio allo scandalo dell’eolico, dove un’idea valida e ambientalista è stata corrotta dagli incentivi dati senza cognizione di causa:

Per dirla in maniera diversa: lo sviluppo dell’eolico è stato vanificato a vantaggio di burocrati mascalzoni specializzati con le conoscenze giuste.

Purtroppo viviamo in un sistema congeniato per dissanguare le risorse di molti in favore di pochi, e la cosa più assurda è che quel “sistema” siamo noi.
E’ il quid che emerge dalla somma degli individui che compongono la società ed è paradossale che, nonostante debba la sua esistenza alla nostra, si dimostri così avverso nei nostri confronti.

Già oggi esistono soluzioni poco invasive che permetterebbero lo sfruttamento delle risorse del pianeta senza aggravare sull’ambiente (ad esempio Kite Gen®).

In più se si coltivasse maggiormente una libera ricerca scientifica non ci sono limiti ai traguardi che la nostra società potrebbe raggiungere.
Invece la realtà ci porta a combattere contro un rigassificatore inutile, inquinante e pericoloso, che tra l’altro ci toccherà mantenere con i soldi delle nostre tasse, inevitabilmente sottratti al vero benessere di tutti noi.


Osservazioni alla variante al piano del Parco

11 Novembre 2009

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Lunedì 9 novembre abbiamo consegnato all’Ente Parco del Conero delle osservazioni alla Variante al Piano del Parco del Conero.

Il documento è stato sottoscritto da:

  • Comitato Mezzavalle Libera
  • Comitato Mare Libero
  • Club Alpino Italiano Sezione di Ancona
  • Laboratorio Sociale
  • Laboratorio Culturale
  • Circolo Culturale Benedetto Croce
  • Gli amici del Lupo

Osservazioni alla Variante al Piano del Parco del Conero

Variante Generale al Piano del Paco del Conero
Il file “Variante_Generale_al_Piano_del_Parco.zip” (519.26 MB) è appoggiato su server Megaupload – seguire attentamente le istruzioni e pazientate per i 45 secondi del countdown che servono per avere accesso al pulsante “Download standard” .


Conferenza: “Non Roviniamo le Spiagge del Conero”

10 Novembre 2009

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Cliccando sull’immagine potrete accedere alla presentazione PowerPoint illustrata dal prof. Alberto Dubbini durante l’incontro.

Venerdì 6 novembre ad Ancona, durante la conferenza “Non Roviniamo le Spiagge del Conero”, Alberto Dubbini del Comitato Mare Libero, ha illustrato una presentazione in PowerPoint con cui ha spiegato la dinamica costiera delle spiagge del Conero.
Gli studi mettono chiaramente in evidenza come il problema dell’erosione sia quasi esclusivamente da attribuire alle azioni dell’uomo, che con le sue infrastrutture ha apportato sostanziali modifiche al naturale ciclo di ridistribuzione dell’arenile da parte del mare.

Visionando il documento, che per gentile concessione è disponibile su questo sito, è facile cogliere l’aspetto paradossale delle azioni antropiche atte a preservare l’integrità delle spiagge, come le barriere frangiflutti, le scogliere soffolte o i pennelli.
Soluzioni realizzate alla bisogna nel corso degli anni, senza che a monte ci fosse un reale ed approfondito studio del fenomeno erosivo, e che di fatto hanno portato più danni che benefici.

Inutili e molto dannosi anche i ripascimenti fatti con materiale non autoctono (spesso proviene dalle cave di Cingoli) che, oltre a costare svariati milioni di euro alla comunità, non garantiscono nessun risultato duraturo (alla prima mareggiata tutto è come, o peggio, di prima) e sopratutto inquinano il territorio.
Quest’ultimo aspetto è molto importante perché spesso diamo superficialmente per scontato che la sabbia, in fondo, sia sempre sabbia.
Invece introdurre sostanze estranee in un habitat naturale è di fatto una deliberata azione di inquinamento.
Perché le sostanze estranee andranno inevitabilmente ad alterare il delicato equilibrio preesistente, compromettendo la sopravvivenza di numerosi organismi e microorganismi, la cui scomparsa influenzerà negativamente su tutto l’ambiente circostante.

La riunione ha visto anche l’intervento di un ingegnere che ha proposto una innovativa soluzione dinamica estremamente poco invasiva per l’ambiente.
In pratica si tratta di realizzare, a qualche centinaio di metri dalla costa, una sorta di imbuti che durante le mareggiate smorzeranno la forza lesiva del moto ondoso.
Calando sul fondale dei manufatti che vadano a ricreare una sorta di “V” aperta: “\ /”, si potrà gestire il fenomeno dell’erosione (per Portonovo basterebbero 2 “imbuti”).
In condizioni di normalità queste opere non interferiscono con il normale deflusso del moto ondoso, mentre in caso di forte mareggiata accelerano il flusso d’acqua che vi passa in mezzo creando un’onda più veloce che scavalca le altre smorzandone l’intensità.
Un escamotage tecnologico che necessita di accurati studi di progettazione, ma che potrebbe arginare una volta per tutte il fenomeno dell’erosione delle spiagge del Conero.
A suo dire è una tecnica ingegneristica già sperimentata con successo in varie parti del mondo, dagli Stati uniti alla Nuova Zelanda, che ha l’indubbio vantaggio di essere poco costosa e facilmente regolabile in base alle esigenze ed i risultati ottenuti.

Comunque per maggiori dettagli e chiarimenti in merito a tutti questi argomenti, vi suggerisco di partecipare ai futuri incontri sul tema della salvaguardia della costa del Conero, che mi auguro possano avvenire quanto prima.

Manifesto: Un appello ai cittadini - Non Roviniamo le Spiagge del Conero

Presentazione PowerPoint: Portonovo e San Michele opera del Mare


Non Roviniamo le Spiagge del Conero

5 Novembre 2009

il MOVIMENTO MARE LIBERO, a cui aderiscono molte associazioni e comitati cittadini, promuove un incontro pubblico sul tema

NON ROVINIAMO LE SPIAGGE DEL CONERO

che si terrà venerdì prossimo 6 novembre alle ore 17:30 presso la Casa delle Culture ad Ancona in via Miano (ex mattatoio).

L’incontro verterà sulla difesa della costa del Conero da Ancona a Sirolo e sulle scelte di ripascimento finora adottate dalla Regione.

Gli “Amici del Lupo” invitano tutti i sostenitori della causa delle Due Sorelle a partecipare anche per conoscerci e cercare insieme di porre un ostacolo al ripascimento selvaggio ed alla chiusura dei sentieri storici del Parco del Conero. Sarà inoltre l’occasione per chi non lo avesse ancora fatto per firmare la petizione a favore della riapertura del Passo del lupo a seguito della messa in sicurezza del sentiero e della realizzazione dell’area marina protetta del Conero.

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Esposto Contro Ignoti

4 Novembre 2009

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Sulle basi di ciò che abbiamo documentato in merito alla natura antropica di alcuni fenomeni verificatisi ultimamente alla spiaggia delle Due Sorelle, il sottoscritto insieme gli amministratori del gruppo gli Amici del Lupo, verso la fine di ottobre, ha presentato un esposto contro ignoti ai Carabinieri del N.O.E. (Nucleo Operativo Ecologico).

Questo perché tutti i dati in nostro possesso portano oggettivamente ad un’unica soluzione possibile: alle Due Sorelle qualcuno ha fatto qualcosa che non doveva.
E così abbiamo deciso di farci da parte e lasciare alle autorità giudiziarie il compito di venire a capo dell’intricata matassa di strani e poco casuali eventi di cui siamo stati diretti testimoni.

Vorrei concludere dicendo che vigileremo personalmente su quanto sta accadendo a questo splendido tratto di costa marchigiana, però a forza di imporre divieti con la scusa della sicurezza sono riusciti a rendere la zona in questione del tutto inaccessibile.

E anche questo fatto suona alquanto strano, se non altro per l’incongruenza con l’atteggiamento tenuto durante l’estate.
Nel periodo estivo con la spiaggia gremita di persone non hanno imposto nessuna interdizione, nonostante che la falesia presentasse già un’evidente condizione di instabilità.
Sempre d’estate si sono ben guardati di far rispettare il preesistente divieto di accesso alla spiaggia dei Sassi Neri, anzi hanno optato per un cartello destabilizzante.
Invece adesso che la situazione è recentemente anche migliorata, non permettono che un libero cittadino possa andare a vedere cosa succede lì ne via terra e ne via mare.

Chissà forse a Sirolo anche la tutela per la sicurezza e l’incolumità delle persone segue l’andamento stagionale: spensierata e lasciva d’estate, prudente e severa d’inverno.


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