Divieto o non divieto
Divieto o non divieto, questo è il problema che mi pongo osservando la segnaletica alla spiaggia Sassi Neri.
C’è un chiaro segnale di divieto di transito pedonale, con tanto di pittogramma dell’omino all’interno del cerchio bianco bordato di rosso.
E al suo fianco c’è un’altra segnaletica con l’avviso di “ATTENZIONE - balneazione non sicura per mancanza di apposito servizio di salvataggio”, ed un riepilogo con alcune normative da rispettare.
Perciò mi riesce difficile capire se si può procedere al di là della segnaletica oppure no.
Perché nonostante il chiaro segnale di divieto di transito, riesco a giustificare la presenza delle indicazioni comportamentali solo per un tratto di costa dove è consentito accedere (altrimenti che senso avrebbero).
Perché puntualizzare sulla mancanza del servizio di salvataggio, sul divieto di campeggio e sul divieto di nudismo integrale se intanto nessuno può andarci?
Sarebbe come se mettessero un cartello di divieto di sosta al Parco della Repubblica, che non avrebbe senso perché è già vietato l’accesso al traffico veicolare.
Cercando di riepilogare diversamente i segnali esposti abbiamo una situazione di questo tipo:

E’ solo una mia impressione o è davvero un tentativo promiscuo per dire qualcosa del tipo: “E’ una zona vietata a causa della falesia pericolante. Però sappiamo che è una bella spiaggia annoverata tra quelle a Bandiera Blu e perciò non ti impediamo d’andarci. Sarebbe assurdo proibirlo davvero perché il turismo ne risentirebbe e noi come amministrazione comunale saremmo costretti a fare delle opere per metterla in sicurezza.
Perciò ci vai a tuo rischio e pericolo e se per caso ti fai male noi diremo che è solo colpa tua che non hai rispettato il divieto d’accesso (e se ce ne va ti facciamo pure la multa).
Così nessuno potrà far ricadere su di noi la responsabilità dell’accaduto.
Però, a parte il rischio di venire sepolti da una frana mentre si prende il sole, è importante che tu sappia che non c’è il bagnino, che non puoi campeggiare in nessun modo e, sopratutto, che non puoi denudarti integralmente.”
Forse sono troppo prevenuto e faccio presto ad immaginarmi situazioni non veritiere che mettono in cattiva luce l’operato della pubblica amministrazione sirolese.
Però a mia discolpa posso dire con certezza che la segnaletica che hanno proposto al confine tra le spiagge San Michele e Sassi Neri, è oggettivamente incongruente e perciò facilmente fraintendibile.
Esattamente il contrario di quello che ci si aspetterebbe da dei cartelli posizionati dal comune, che oltre ad essere comprensibili hanno anche l’obbligo di essere sensati.




30 Settembre 2009 alle 19:26
caro matteo sei prevenuto. E’ evidente che sei prevenuto ma te lo devo dire.
Dalle nostre parti ci sono due modi di operare che tra loro sembrano inconciliabili
fare le cose in conformità alla normativa (che è un po’ come la pelle dei coglioni..dove la tiri va) e fare le cose bene.
sembra impossibile fare le cose bene a norma..
nel caso che illustri la pelle dei coglioni copre la testa del comune..ma non quella del nudista campeggiatore ..ma la tragedia è che il vero motivo che sta dietro l’ordinanza è il nudo integrale..solo quello..roba da matti.
1 Ottobre 2009 alle 07:23
certo che su questa foto con la spiaggai deserta sembra un’ordinanza ultra rispettata non c’è nessuno!!! ah già siamo ad Ottobre