a Sirolo la legge Stanca
All’inizio dell’estate per Sirolo sono iniziate ad apparire sempre più scritte che pubblicizzano il sito web www.turismosirolo.it.
A prima vista tutto fa pensare ad un sito che appartiene al comune di Sirolo e invece, facendo una rapida ricerca al NIC, si può vedere che l’intestatario del dominio turismosirolo.it e tale Carletti Marco.
Che tra l’altro leggo risiedere nella stessa via dove abito io e perciò di vista probabilmente lo conosco anche.
Così, e a scanso di equivoci, metto subito in chiaro che non ho niente contro di lui.
Chiunque ne sia capace può registrare e gestire un dominio, entro i termini di legge, come gli pare e piace.
Avrà debitamente pagato la pubblicità che vi ho mostrato nelle foto e per quel che mi riguarda verso di lui non ho nulla da dire.
Diversa cosa è invece la posizione assunta dalla pubblica amministrazione sirolese.
E dato che ignoro i rapporti tra Carletti, il suo dominio turismosirolo.it e il comune di sirolo, è meglio che vi esponga le cose attraverso delle ipotesi con scenari diversi:
1) Carletti ha pubblicizzato il suo sito attraverso il comune di Sirolo con cui non ha altro legame che quello.
In questo caso inviterei il gruppo d’opposizione a chiedere quale sia stato il compenso per il comune di Sirolo e, soprattutto, li inviterei a fare chiarezza sul perché il comune ha proposto una pubblicità ingannevole dove si vuol far credere che dietro al sito turismosirolo.it ci sia la pubblica amministrazione sirolese.
2) Carletti ha registrato il dominio turismosirolo.it ed ha un contratto con il comune di Sirolo per quel che riguarda la sua gestione.
In questo caso chiederei di vedere il bando di concorso che ha permesso l’assegnazione di questo lavoro a Carletti, sempre che non abbiano inventato qualche escamotage per evitarlo a norma di legge.
Poi chiederei come mai non sia stata rispettata la legge n°4 del 9 gennaio 2004 comunemente chiamata “Legge Stanca”.
Che in sintesi obbliga una pubblica amministrazione alla realizzazione di spazi web “accessibili”, cioè: “devono garantire l’accessibilità dei propri siti e sistemi informatici, per garantirne il completo accesso anche a tutti coloro che necessitano di tecnologie assistive”.
Rendendo di fatto nullo qualsiasi contratto che non preveda l’accessibilità del sito web oggetto del contratto stesso.
Poi gli chiederei come mai, ipotizzando sempre che sia un sito gestito dal comune, alcuni esercizi commerciali non sono menzionati.
Per esempio se date uno sguardo alla pagina dei ristoranti non troverete La Paranza, Tory e chissà quali altri.
Leggendo tra i negozi di abbigliamento non troverete Bimbolandia neppure tra gli outlet.
E volendo si potrebbe ancora continuare con l’elenco dei non ammessi.
Perciò mi chiedo: perché il comune esclude arbitrariamente alcune attività commerciali?
Quelli in elenco hanno pagato una tariffa?
E se è si, perché non è ben indicato sul sito che si tratta di sponsorizzazioni?
E perché sul sito non c’è una pagina che indichi come si deve fare, a pagamento, per essere aggiunti negli elenchi?
3) Carletti e il comune sono in società
In questo caso c’è da chiedere come mai il più volte citato dominio sia invece intestato a Marco Carletti anziché alla società da loro costituita.

In un modo o nell’altro ci sono molte cose sospette che meriterebbero ulteriori approfondimenti da parte di chi vuole, come me, che sia fatta un po’ di chiarezza sulla gestione pubblica sirolese.
Infine, prima che lo facciano altri con malignità, è doveroso da parte mia farvi sapere che il mio lavoro consiste anche nel realizzare siti web.
E non ho problemi a dire che mi sarebbe piaciuto, nei limiti del possibile, essere io quello che gestiva il, forse, sito turistico del comune di Sirolo.
Però vi posso assicurare che questo mio post non nasce ne per ripicca ne per una qualche forma di invidia (tra l’altro suppongo che Carletti non abbia visto l’ombra di un quattrino per il suo lavoro), ma nasce unicamente con l’intento di far luce su una questione che a mio avviso presenta molti aspetti di dubbia legalità.
p.s. anche il sito ufficiale del comune di Sirolo www.comune.sirolo.an.it non rispetta la legge Stanca.

7 Settembre 2009 alle 15:12
Oggi riguardando il sito turismosirolo.it ho potuto notare che hanno pensato bene d’aggiornarlo inserendo alcuni nominativi delle attività commerciali che avevo indicato tra le escluse.
Ancora non so se questo sia un sito personale o del comune di Sirolo, anche se dal nome che hanno scelto per l’indirizzo e-mail parrebbe proprio trattarsi di un sito istituzionale: assessorato@turismosirolo.it.
Perciò mi chiedo ancora di più come sia ammissibile una gestione tanto sommaria ed imprecisa di un sito web che ha la funzione d’attirare potenziali visitatori e turisti.