Legalize The Panorama Sirolese

13 Gennaio 2012

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Chi vive a Sirolo è abituato a ricevere, gratuitamente e per posta, il “Panorama Sirolese” notiziario dell’amministrazione comunale.
Per chi non lo conoscesse diciamo che si tratta di un giornalino di poche pagine che il municipio utilizza per informare i cittadini sull’operato della pubblica amministrazione e, più in generale, sulle attività del comune di Sirolo.
Escluso il 2011 che ha visto una sola pubblicazione, forse a causa dell’attuale crisi economica, il “Panorama Sirolese” ha di norma due uscite all’anno: primavera-estate e autunno-inverno.

Ma la vera cosa interessante di questo giornalino è che viene pubblicato senza la firma di un direttore responsabile che risulti iscritto all’ordine dei giornalisti.
Nel giornale compare questa dicitura: “Numero Unico in attesa di registrazione”, e come direttore viene indicato il nominativo del sindaco (adesso Moreno Misiti e prima di lui il padre Giuseppe Misiti), però a mio avviso questa metodologia non risulta conforme agli obblighi di legge, che nella maggioranza dei casi prevede un direttore responsabile iscritto all’albo dei giornalisti, e così ho deciso d’approfondire l’argomento.

E tra le varie informazioni a sostegno dei miei sospetti vi segnalo quella più pertinente e rilevante che ho trovato tra le FAQ (Frequently Asked Questions “domande poste frequentemente”) nel sito web dell’Ordine Dei Giornalisti:

«Il direttore responsabile di una testata deve essere sempre un giornalista?
La direzione responsabile di un periodico può essere affidata a una persona non iscritta all’albo dei giornalisti solo in due casi: - se si tratta di una pubblicazione organo di un partito, o movimento politico, o organizzazione sindacale (art. 47 legge 69/1963); - oppure una rivista a carattere tecnico, professionale o scientifico (art. 28 L.69/63). [..]
»

Il “Panorama Sirolese” non rientra in nessuna delle due categorie, movimento politico o rivista a carattere tecnico, e così ho chiesto lumi sulla regolarità della pubblicazione direttamente all’Ordine dei Giornalisti.
Da loro mi è stato spiegato che la legge prevede la possibilità di pubblicare “un numero zero” senza bisogno di un direttore iscritto all’albo, anche se però in questo caso si deve trattare di un numero unico senza alcun seguito. Anche un solo numero all’anno deve essere registrato in tribunale, perciò il “Panorama Sirolese” non può dirsi esente da tale obbligo.

Adesso aspetto di conoscere ulteriori sviluppi, ma parrebbe (sottolineo il condizionale onde evitare denunce) che ci siano gli estremi per segnalare il caso alla Procura della Repubblica.

per approfondimenti:
- la pagina web del comune di Sirolo dedicata al “Panorama Sirolese”
- la pagina delle FAQ dell’Ordine dei Giornalisti
- il portale dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche
- Legge n. 69/1963 Ordinamento della professione di giornalista

Happy New Years

1 Gennaio 2012

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Buon Natale 2011

24 Dicembre 2011

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Comitati Vs RAI - Diritto alla Pluralità

16 Dicembre 2011

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E’ ciò che è emerso dall’istruttoria del Comitato Regionale per le Comunicazioni (Co.Re.Com) a seguito dell’esposto di Ondaverde Onlus, Falkatraz Onlus e Comitato Villanova (associazioni aderenti al Coordinamento NO RIGASSIFICATORI) le quali in principio - il 13 luglio scorso - si erano inutilmente rivolte al Direttore della sede RAI di Ancona affinché ospitasse “una comunicazione aggiuntiva che bilanciasse le informazioni diffuse con l’intervista del prof. Corrado Piccinetti” durante il TGR delle 19,30 del 7 luglio 2011.

Intervista prof. Piccinetti dal TG Regione del 7 luglio 2011

Si era all’indomani - 6 luglio - del burrascoso via libera al rigassificatore di API Nòva Energia da parte del Consiglio Regionale delle Marche e il TGR RAI aveva intervistato il Prof. Biologo Corrado Piccinetti il quale aveva svolto considerazioni a nostro avviso superficiali e che informavano parzialmente, omettendo rischi oggettivamente riconosciuti dalla comunità scientifica, come quello della immissione di acque fredde e clorate da parte degli impianti di rigassificazione del gas liquido naturale (GNL).
La richiesta scritta inviata dalle associazioni NO RIGASSIFICATORI al Direttore della sede RAI di Ancona affinché bilanciasse le informazioni diffuse con l’intervista ad un altro biologo che avremmo potuto indicare, non ottenne alcuna risposta.

Richiesta a RAI delle associazioni

Così ci siamo rivolti al Co.Re.Com. che ha aperto l’istruttoria al termine della quale non ha potuto obbligare la RAI ad una rettifica in quanto non si è trovato di fronte alla oggettiva falsità di una notizia bensì al problema di “garanzia della pluralità delle fonti di informazione“.

Corecom Marche

Mettere in campo la pluralità delle fonti atteneva ed attiene alla libertà informativa del TGR RAI, libertà diretta ad arricchire e differenziare l’insieme pluralistico delle voci indirizzate al pubblico.
Ma la conclusione del Co.Re.Com. che “raccomanda la RAI - TGR Marche di dare voce alle posizioni differenti rispetto a quelle espresse nel servizio mandato in onda al fine dell’effettiva applicazione del diritto alla pluralità e completezza dell’informazionerivela esattamente quello che non ha fatto … ovvero che il Direttore RAI Marche ha scelto liberamente di non fare!
Il Direttore del TGR RAI Marche ha scelto liberamente di non garantire la pluralità e completezza delle fonti di informazione indirizzate al pubblico!

Purtroppo dobbiamo constatare anche la protervia di chi fa finta di non sapere di svolgere un servizio pubblico.
Infatti dall’istruttoria del Co.Re.Com. Marche risulta che “la RAI nella nota del 14/9/2011 si rende peraltro disponibile a dare conto di opinioni dissenzienti da quelle espresse dal Prof. Piccinetti, ove ne fosse fatta richiesta“!
OVE NE FOSSE FATTA RICHIESTA ????

LO ABBIAMO GIÀ CHIESTO IN QUEI PRECISI TERMINI IL 13 LUGLIO SCORSO, E DA QUELLA DATA ATTENDIAMO UNA RISPOSTA DAL SIG. DIRETTORE DEL TGR-RAI MARCHE!

Sono trascorsi 156 giorni … Attenderemo ancora che quella richiesta del 13 luglio venga soddisfatta e da oggi attiviamo un apposito contagiorni!

x le associazioni: Loris Calcina (Ondaverde Onlus)

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Foto e contenuti sono liberamente riproducibili da agenzie, giornali e siti internet, ma con obbligo di indicare la fonte:
www.comitati-cittadini.org
(oppure www.comitati-cittadini.net)


TOP 10 Tripadvisor

16 Dicembre 2011

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TripAdvisor®, il più grande sito di recensioni di viaggio al mondo, ha recentemente pubblicato la Top 10 delle destinazioni italiane che hanno registrato il maggior aumento annuo nel traffico sul sito della community.
Scorrendo velocemente questa speciale classifica notiamo subito che la Toscana ne esce vincitrice su tutti i fronti, potendo contare fino a 4 località su un totale 10 di cui ben 3 nei primi 4 posti.
Le Marche però non si fanno attendere e grazie a Sirolo si piazzano ad un più che rispettabile 5° posto, segno evidente che la Riviera del Conero è sempre più amata dai turisti di tutto il mondo.

Di seguito un estratto dal comunicato di TripAdvisor®:

Milano, 6 Dicembre 2011 – Per aiutare i viaggiatori in cerca di una destinazione tutta da scoprire, per un fine settimana lungo o per una vacanza lontana dal sovraffollamento degli itinerari più battuti del Belpaese, TripAdvisor®, il più grande sito di recensioni di viaggio al mondo*, ha annunciato oggi la Top 10 delle destinazioni italiane che hanno registrato il maggior aumento annuo nel traffico sul sito della community. Dominano la classifica Follonica (Grosseto) e Polignano a Mare (Bari), gemme nascoste adagiate fra i più suggestivi litorali nostrani, e San Quirico d’Orcia, incantevole borgo medievale abbarbicato sulle coline senesi.

“L’Italia è ricca di gemme nascoste, facili da raggiungere per un week-end lungo e accessibili anche con un budget contenuto: dai borghi marinari alle cittadelle medioevali, TripAdvisor ha eletto le destinazioni emergenti dello Stivale per guidare i viaggiatori alla scoperta di gioielli come Follonica, San Quirico d’Orcia e Pistoia, che hanno portato alla Toscana ben quattro riconoscimenti in classifica”, ha dichiarato Lorenzo Brufani, portavoce in Italia di TripAdvisor.

1. Follonica (Grosseto), Toscana.
Posizionata al centro del golfo omonimo di fronte all’isola d’Elba, è circondata da bellissime pinete secolari e dalla macchia mediterranea. Nel suo golfo si trovano splendide spiagge con sabbia bianca e piccole selvagge cale con acqua cristallina. “Follonica è mare, sole spiaggia, un gelato sul lungo mare e una buona cena di pesce”, scrive un utente su TripAdvisor.
“Da non perdere un’escursione a Cala Violina: si raggiunge con una lunga passeggiata anche se un po’ difficoltosa, oppure in barca”, aggiunge.

2. Polignano a Mare (Bari), Puglia.
Nota come la “Perla dell’Adriatico”, terra natale del grande Domenico Modugno, Polignano sorge a strapiombo sul mare Adriatico e incanta per il suo meraviglioso paesaggio punteggiato da scorci suggestivi. “Una fantastica località che vanta più di 80 grotte marine tutte da scoprire”, commenta un viaggiatore.
“Un borgo medioevale arroccato sulla scogliera, affascinante in ogni periodo dell’anno: caratteristica  la lunga camminata sul ponte che attraversa il centro storico”, gli fa seguito un altro utente.

3. San Quirico d’Orcia (Siena), Toscana.
Posizionato sulle alture senesi della Val d’Orcia, in un territorio inserito dall’UNESCO tra i patrimoni dell’Umanità, questo borgo medievale pur vivendo oggi di turismo, mantiene un’atmosfera calda e a misura d’uomo. “Chi non l’ha ancora visitato, si affretti senza esitare!! Il borgo è accogliente, ci si sente come immersi nella storia e si vive la cittadina respirando il passato che traspira dalle mura antiche di ogni singolo angolo”, scrive un viaggiatore su TripAdvisor.

4. Portoferraio (Isola d’Elba), Toscana.
Situata su uno sperone di roccia, Portoferraio, nota per il suo porto principale a carattere “Naturale”, è capoluogo dell’Isola d’Elba, gemma preziosa del Belpaese. Caratteristico il centro storico che si conserva sulle stradine dietro il porto, con le sue vecchie case dai balconi fioriti, le viuzze strette e piazzette panoramiche che conducono alle fortificazioni Medicee. “Se capitate  da quelle parti, non perdetevi la favolosa spiaggia di sassi di Marciano particolarmente adatta per gli amanti dello snorkeling”, commenta un viaggiatore su TripAdvisor.

5. Sirolo (Ancona), Marche.
Spiagge selvagge, rupi scoscese, grotte, bianche rocce ricoperte di pinete che s’affacciano su acque trasparenti e profonde, rendono questo gioiello della Riviera del Conero la meta ideale per chi è alla ricerca di una natura ancora incontaminata. “Panorama variegato con colline, montagna, macchia mediterranea e mare dai colori meravigliosi…peccato per le troppe imbarcazioni che attraversano il litorale”, suggerisce un turista su TripAdvisor.it. “Una bellezza selvaggia che ha tanto da offrire, compresi i caratteristici paesini nei dintorni assolutamente da visitare”, aggiunge un altro utente.

Clicca qui per vedere tutta la classifica e leggere l’intero comunicato


Occupy Ancona

14 Dicembre 2011

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Comunicato stampa

“Occupy Ancona!”

Sabato ad Ancona l’attesa manifestazione convocata dalla “Assemblea Permanente Movimenti Marche”. Si inizia alle 17 in Piazza Roma. Interventi, flash mob, musica ribelle: la società civile organizzata prende la parola e l’iniziativa contro la manovra Monti, per costruire l’alternativa ad un modello che distrugge le vite delle persone e l’ambiente.

Piazza Roma come Zuccotty Park? Il centro del capoluogo regionale come quel piccolo luogo nel cuore di Manhattan, divenuto simbolo degli “indignati” di tutti il mondo? Diciamo che la manifestazione, dal titolo “Occupy Ancona”, che l’Assemblea Permanente Movimenti Marche ha promosso per sabato 17 dicembre  a partire dalle 17, sarà molto di meno ma anche molto di più. Di meno perché “l’accampata” durerà solo qualche ora e non ci sarà nessuna occupazione in pianta stabile della piazza (per ora). I gazebo che verranno installati sin dal primo pomeriggio saranno una presenza momentanea e ognuno tratterà i temi più importanti al centro dell’iniziativa: lavoro, acqua, ambiente, precarietà, diritti delle persone. Molto di più  perché la varietà e la ricchezza dei movimenti e delle singolarità presenti all’interno della neonata rete regionale si dispiegherà ampiamente durante la manifestazione. Il programma che si sta ultimando in queste ore prevede interventi delle situazioni simbolo dell’indignazione marchigiana: dai lavoratori licenziati o in cassa integrazione, a chi è impegnato nella resistenza ecologica contro i progetti distruttivi del territorio, dai comitati per l’acqua pubblica, da mesi mobilitati affinché sia rispettata la volontà dei 27 milioni di italiani che a giugno hanno detto chiaramente che i beni comuni non possono essere usati per fare profitto, ai ragazzi dei collettivi studenteschi, dai precari agli immigrati, proprio a pochi giorni dalla terribile strage di Firenze. Ma anche musica, flash mob di gruppi teatrali, “provocazioni” sui temi della crisi in mezzo allo shopping natalizio. Insomma un primo momento di mobilitazione contro la manovra del Governo Monti che “colpisce i soliti” e non tocca “le grandi rendite finanziarie”. Perché “un’altra economia è possibile, rispettosa dei diritti delle persone e dell’ambiente”.
L’Assemblea Permanente Movimenti Marche chiama a raccolta tutti quelli che non vogliono abbassare la testa. Sabato Piazza Roma i protagonisti saranno loro.


Mercatino Natalizio

7 Dicembre 2011

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Cabaret

25 Novembre 2011

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Turismo e Costa a Portonovo - Claudio Molinelli

18 Novembre 2011

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Parchi Regionali Espressione di Democrazia

17 Novembre 2011

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Gentile Presidente Spacca e gentili Capo Gruppo Consiliari,

le sottoscritte Associazioni Culturali, Naturalistiche ed Ambientali della Regione Marche esprimono il proprio dissenso sulla proposta di legge regionale in oggetto con la quale, volendo risparmiare 200.000 (duecentomila) euro l’anno, si corre il rischio di rendere i parchi regionali, in particolare il San Bartolo ed il Cònero, estranei alle comunità locali che li abitano.
La proposta di legge n.1465 ad iniziativa della Giunta Regionale, infatti, fa quattro operazioni pericolose e quindi altamente sconsigliabili:

  1. riduce il numero e la composizione degli organi degli enti di gestione delle aree protette comprimendo la partecipazione e l’accesso alla gestione del parco da parte delle comunità locali, con l’abolizione del Consiglio Direttivo del Parco;
  2. crea un voto ponderato, cioè di valore differenziato, tra un rappresentante e l’altro. Infatti il valore del voto dei componenti la Comunità del Parco dipenderà per il 55% dal valore dei contributi versati al parco. A titolo di esempio, su sette rappresentanti, il voto ponderato per l’unico rappresentante degli ambientalisti e per l’unico rappresentante degli agricoltori, varrà appena il 5 per cento totale, qualunque volontà essi esprimano!
  3.  si appropria della nomina diretta del Presidente, sottraendola al voto del Consiglio Direttivo del Parco.
  4. va in contrasto con la legge quadro nazionale L.394/91 escludendo dalla Comunità del Parco gli enti scientifici come le Università.

A nostro parere la diminuzione dei costi di gestione può essere ottenuta rendendo gratuita la partecipazione a tutti gli organismi di gestione, riconoscendo solo un eventuale rimborso spese.

Quello che preoccupa è l’introduzione del voto ponderato che esclude dalla gestione del Parco le comunità locali e i rappresentanti delle associazioni, proprio quei soggetti che più vivono e sostengono il parco. Ciò avviene perché probabilmente si confonde la gestione di un’area protetta con un consiglio di amministrazione di una società per azioni.
L’ente che investe maggiormente potrà avere un voto ponderato che vale fino al 55%, fino al 20% i comuni in funzione alla quota di territorio interessato dal parco, ancora, fino al 20% ai comuni con maggiore popolazione residente nel parco e infine il 2,5% all’unica associazioni naturalistica rappresentata nel consiglio e 2,5% all’unica associazione agricola.
Ci sono voluti anni per avvicinare i cittadini residenti ai parchi e convincerli che essi non erano costituiti contro gli interessi locali. Il buon agire degli enti gestori di parchi e riserve nelle Marche ha avviato circuiti turistici, processi educativi e di valorizzazione dei beni ambientali con un positivo riflesso anche sulle economie locali e sulla occupazione giovanile (ad esempio servizio guide, servizio sorveglianza, corsi di educazione ambientale, etc.).
Tutto ciò corre il rischio di indebolirsi a fronte di una richiesta crescente.

Infine non è certamente positivo il fatto che la Comunità del Parco sia espropriata del diritto di eleggere democraticamente il proprio Presidente. Questa volontà perpetua il centralismo regionale che sta sempre più sostituendo il centralismo del governo nazionale, così tradendo i principi di sussidiarietà e di decentramento politico ed amministrativo a vantaggio degli Enti Locali.
Le associazioni sottoscriventi chiedono pertanto ai Consiglieri regionali di apportare alla proposta di legge, deliberata dalla Giunta, tutte quelle modifiche necessarie a mantenere i parchi e le riserve naturali nel novero degli enti di gestione del territorio a guida democratica e ampiamente partecipata.

ITALIA NOSTRA MARCHE COORDINAMENTO PER IL PAESAGGIO DELLE MARCHE

LUPUS IN FABULA

FEDERNATURA MARCHE

“TERRA MATER”

WWF MARCHE

LEGAMBIENTE MARCHE

COMITATO MEZZAVALLE LIBERA

COMITATO MARE LIBERO

POLIS NOVA


Rifkin, Spacca e i No rigassificatori…

15 Novembre 2011

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Ieri lunedì 14 novembre nell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria di Ancona i riflettori erano puntati sulla prolusione di Jeremy Rifkin, l’economista della Terza Rivoluzione Industriale, ricercatore pionieristico delle biotecnologie e della green economy, l’autore de “La fine del lavoro” e “La civiltà dell’Empatia” tra gli altri. Ad accoglierlo, tra i tanti correlatori, doveva esserci il Presidente della Regione Spacca, che ha snobbato l’appuntamento. Presenti invece i “No rigassificatori” che hanno esposto striscioni e bandiere, e preso parola. In effetti la presenza di Spacca, avrebbe stonato con il senso dell’iniziativa. Attenderemo altre inevitabili occasioni di confronto…L’economista di fama internazionale, applaudito dal pubblico, ha biasimato le politiche di austerity italiane, la deriva tecnocratica del nascente governo Monti, esponendo invece la necessità di un cambiamento globale e locale del modello produttivo ed energetico in favore della green economy e della democrazia energetica…sottoscriviamo!

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Dal Corriere Adriatico del 15/11/2011

L’economista americano ospite di Assam e Fondazione Univerde propone il modello a rete di Internet

Rifkin: green economy per la ripresa

Ancona “La terza rivoluzione industriale è l’unica via percorribile per preservare la specie umana dall’estinzione”. E’ catastrofico ma risoluto l’economista americano Jeremy Rifkin intervenuto ieri nell’aula magna di ingegneria ad Ancona per un convegno su energia e agricoltura organizzato dall’Assam, rappresentata per l’occasione dal suo amministratore Gianluca Carrabs. C’erano anche il presidente della Fondazione Univerde, Alfonso Pecorario Scanio, il sindaco di Ancona Fiorello Gramillano, il preside della Facoltà di Ingegneria, Giovanni Latini, il direttore del quotidiano “Terra”, Luca Bonaccorsi, la presidente della Rees Marche, Katya Mastantuono, il vicepresidente dell’Aniem Marche, Francesco Caprioli. Assente Spacca, ha preso parte all’evento anche Roberto Oreficini, direttore dell’Arpam. Durante il convegno sono comparsi cartelli e striscioni del coordinamento contro il nuovo rigassificatore dell’Api di Falconara.

La tesi di partenza dell’economista e saggista statunitense è nota: il modello di sviluppo attuale basato sulle energie fossili non è più sostenibile. La green economy è la strada che l’economista suggerisce anche al primo ministro incaricato Mario Monti. “Se l’incremento del prezzo del petrolio – ha ricordato lo scrittore – ha dato una tregua nel 2009, dopo i picchi dell’anno prima, con la ripresa del 2010 esso ha ricominciato a crescere. Questo potrà dar luogo ad una nuova crisi economica e finanziaria che potrà determinare un’ulteriore, momentanea, ridiscesa dei prezzi. E così via, in cicli ravvicinati di non più di 4 anni”. Tutto ciò perché la risorsa è scarsa e sempre più costosa nel reperimento e trasporto. A ciò si aggiunga lo straordinario aumento della domanda di greggio dovuto all’ingresso dei Paesi emergenti. Ai disastri economici devono aggiungersi quelli ecologici con i cambiamenti climatici dovuti all’aumento della Co2 in atmosfera, la progressiva diminuzione della risorsa idrica e la morte per fame in molte zone del mondo.

La soluzione a questo fosco quadro è secondo Rifkin nel “giardino di casa”. O meglio nell’energia che vi possiamo trovare :“dal sole, al vento, alla geotermia, fino alle biomasse o ai rifiuti”. Il modello cui ispirarsi è quello a rete di Internet. “Ci sono quasi 200 milioni di edifici in Europa: ebbene ognuno di quelli deve diventare un piccolo centro di produzione energetica”. Tutto ciò eliminerebbe i problemi di trasporto dell’energia e dell’inquinamento dovuto alla produzione centralizzata che caratterizza le fonti fossili e il nucleare. Rifikin, consulente di molti politici in Europa, ha già licenziato un piano energetico decennale per Roma che consentirà, a fronte di investimenti anni di 500 milioni di euro, risparmi per 1600.

Ovviamente l’agricoltura gioca un ruolo centrale in tutto ciò e le Marche in questo non sono certo all’anno zero. Lo ha ricordato anche il direttore dell’Assam Gianluca Carrabs per il quale “dopo le innovazioni in campo normativo, l’impresa agricola può dedicarsi anche alla produzione di energia”. A parte le esperienze già acquisite, presto sperimenteremo sul nostro territorio, “un nuovo tipo di impianto eolico, progettato da Renzo Piano, assai meno impattante sul paesaggio e in grado di sfruttare i venti più deboli”.

Secondo Alfonso Pecoraro Scanio “le Marche, con il loro tessuto di piccole imprese, rappresentano il contesto ideale per generazione diffusa di energia. E’ per questo che siamo partiti di qui con la diffusione dei ‘Green Economy Forum’, un movimento dal basso che cambierà il nostro modo di vivere e produrre”.

“L’autodeterminazione dei territori e la fine del profitto quale unico orizzonte dell’economia, compresa quella verde” è la principale preoccupazione della presidente della Rete di Economia Solidale marchigiana Katya Mastantuono mentre per Francesco Caprioli, vicepresidente di Aniem Marche, (che raduna le imprese edili regionali) “costruire case ad alta efficienza energetica è nel desiderio della categoria, ma è tendenza che deve prima di tutto nascere dalla cultura diffusa nella committenza”.

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Il servizio della rete locale éTV Marche

Fonte:  Falkatraz.noblogs.org


Il video dell’incontro dedicato all’AMP

10 Novembre 2011

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Di seguito vi segnalo alcuni momenti particolarmente interessanti del video proposto, ma a tutti i soggetti interessati suggerisco di visionare l’intero filmato.

1) http://youtu.be/C1g_8agfoJI?t=6m15s Alberto Dubbini mette in risalto la contraddizione di essere favorevoli alla realizzazione di rigassificatore offshore e, simultaneamente, sostenere l’attuazione di un’Area Marina Protetta che dista solo 13 km dal sopracitato impianto.

2) http://youtu.be/C1g_8agfoJI?t=8m45s  Dino Latini spiega perché ha detto si al rigassificatore, sostenendo che è l’unica strada per bonificare la zona.
Probabilmente si è dimenticando che l’API è almeno dal 2003, anno di rinnovo della concessione alla raffinazione, che disattende gli impegni presi a favore dell’ambiente e di un modus operandi meno impattante per tutti.
Come dire: visto che non adempiono ai loro impegni gli regaliamo un rigassificatore, così dopo vedrai come ci rispetteranno.

3) http://youtu.be/C1g_8agfoJI?t=17m4s Alberto Dubbini parla delle leggi regionali, in particolare quelle sulla movimentazione di sedimenti in ambiente marino, che vanno nella direzione opposta rispetto alle normative nazionali ed europee.
Leggi e normative d’attuazione che palesemente evidenziando lo scarso interesse dimostrato dalla regione Marche per la tutela ambientale.

4) http://youtu.be/C1g_8agfoJI?t=22m1s Dino Latini spiega che il problema del troppo pesce pescato si potrebbe risolvere facendolo pagare un prezzo adeguato, almeno 10 volte tanto, perché adesso è troppo economico e così per sopravvivere i pescatori devono prenderne grandi quantità.
Sembra pazzesco ma ha detto così, ve lo garantisco. Nel mio filmato manca l’inizio del suo discorso ma potete comunque sentire la parte in cui dice che anche il pane dovrebbe costare altrettanto: 10 volte tanto.
Quando l’Aula del Mare pubblicherà il suo materiale audiovisivo potrete verificare che sto dicendo il vero, e che Dino Latini pensa veramente che se il pesce costasse 10 volte tanto i pescatori, anziché approfittarne per fare più soldi, si limiterebbero a pescarne quanto basta per tirare a campare.
Per fortuna Gallegati, che probabilmente non gode di uno stipendio da consigliere regionale che permette di vivere egregiamente anche se i prezzi degli alimenti decuplicano, gli spiega che le cose non funzionano in questo modo. Che esiste una cosa chiamata libero mercato e che il problema di pescatori, agricoltori e consumatori sta nella filiera di distribuzione troppo lunga.
Con la conseguenza che il prezzo iniziale corrisposto al pescatore o al contadino è irrisorio, mentre il prezzo finale diventa eccessivamente elevato.

Fonte: www.marelibero.it


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